venerdì, luglio 29, 2016

EMENDAMENTO PER TRASFERIRE LE VISITE FISCALI ALL’INPS IN ATTESA DELLA EMANAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO

L’emendamento che prevedeva,  nelle more dell’adozione del decreto legislativo il trasferimento all’INPS delle competenze sugli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici, presentato dai Senatori De Petris, Uras e altri al DDL 2495 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio,  è stato respinto nella seduta del 28 luglio.
mauro
17.0.5
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 17-bis.
(Disposizioni urgenti in materia di accertamenti medico legali ai dipendenti pubblici)
        1. Nelle more dell'adozione del decreto legislativo di cm a1l'articolo 17, comma 1, lettera l), legge 7 agosto 2015, n.124, le Pubbliche Amministrazioni, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, richiedono gli accertamenti medico legali sui dipendenti- pubblici assenti dal servizio per malattia all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

giovedì, luglio 28, 2016

DA CAVOLI:RISPOSTA DEL GOVERNO ALLA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLE ATTIVITA’ CHE SVOLGERANNO I MEDICI DI LISTA NEL POLO UNICO DI MEDICINA FISCALE

Nella seduta parlamentare del 27 luglio, il Sottosegretario di Stato al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Onle Angelo Rughetti, per conto del Governo, ha risposto alla interrogazione  presentata dagli Onli Murer e Mognato.
Il Sottosegretario, come si legge nella risposta, ha precisato che ai medici delle liste ad esaurimento sono affidati gli accertamenti medico legali svolti al domicilio dei dipendenti pubblici, mentre, ai medici reclutati dall’INPS attraverso propri bandi, cd medici convenzionati o esterni, sono affidate tutte le restanti attività riguardanti i suddetti accertamenti (visite ambulatoriali, visite ai lavoratori assenti, attività di istruttoria).
Pertanto, viene confermata la Deliberazione Presidenziale dell’Istituto n.147/2015 e definitivamente preclusa ogni possibilità, per i medici di lista, di svolgere tutte le attività riguardanti la medicina fiscale, fornendo una interpretazione alquanto discutibile sulla corretta applicazione  dei principi e criteri direttivi che ispirano la nascita del Polo Unico individuati dal Parlamento con la legge Delega e nonostante le richieste avanzate dalle OOSS.
mauro

5-08489 Murer: Medici incaricati dell'accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici.
TESTO DELLA RISPOSTA
  Come osservato dall'onorevole Murer, l'INPS, con la determinazione presidenziale n.147 del 12 novembre 2015, ha effettuato una selezione per un contingente di 900 medici, preferibilmente specialisti in medicina legale e in altri settori di interesse per l'Istituto stesso, a cui conferire incarichi di collaborazione professionale. 
  Al riguardo, preciso che i suddetti incarichi sono finalizzati all'espletamento delle attività medico-legali istituzionali da svolgere presso le Unità operative complesse (UOC) e le Unità operative semplici (UOS) centrali e territoriali dell'Istituto, così come precisato anche nell'avviso di selezione. 
  Le ulteriori esigenze istituzionali richiamate dalla predetta determinazione, con riferimento al costituendo Polo unico, non possono che riguardare unicamente le attività di istruttoria – che i Centri medeco legali (CML) dell'INPS effettuano sulla certificazione di malattia e sui verbali delle visite – e l'espletamento delle visite ambulatoriali in caso di assenza al controllo presso il domicilio, ma non quelle di espletamento delle visite mediche di controllo domiciliare. 
  Ai medici inseriti utilmente nelle graduatorie di cui alla suindicata selezione per 900 professionisti non possono essere, quindi, affidate le attività che, ai sensi della normativa vigente, sono di competenza dei medici iscritti nelle liste speciali dell'Istituto (cosiddette liste speciali ad esaurimento), ossia quelle inerenti all'effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sullo stato di effettiva incapacità temporanea al lavoro per malattia. 
  La diversità di competenze e attività richieste alle due diverse tipologie di medici (medici di cui al bando di selezione e medici iscritti nelle suddette liste speciali dell'Istituto) risulta ancora più rafforzata dalla previsione, nel bando, del meccanismo di opzione da esercitare nel caso di inserimento utile in graduatoria dei medici che risultano contemporaneamente iscritti nelle liste speciali. 
  In questa ipotesi, infatti, è stato stabilito che tali medici sono tenuti a esercitare l'opzione per lo svolgimento delle attività oggetto del bando, non essendo possibile lo svolgimento contemporaneo dei due incarichi. 
  Infine, come osservato dall'onorevole interrogante, l'articolo 17, comma 1, lettera l), della «legge delega Madia» sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, nell'attribuire all'INPS le funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, ha previsto, per lo svolgimento di tali funzioni, il prioritario ricorso ai medici fiscali inseriti nelle liste speciali ad esaurimento. 
  Al riguardo, segnalo che nel decreto attuativo della suddetta norma, in corso di predisposizione, troverà piena applicazione il criterio che impone all'INPS, per l'effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari, tale prioritario ricorso. Ciò anche al fine di salvaguardare i professionisti che, da anni, lavorano per l'Istituto, garantendo un livello di efficienza molto elevato.

mercoledì, luglio 27, 2016

TEMPI EMANAZIONE TESTO UNICO PUBBLICO IMPIEGO E VISITE FISCALI OBBLIGATORIE

Sono state pubblicate, su diversi quotidiani, alcune anticipazioni riguardanti il Testo Unico sul pubblico impiego che interessano direttamente i medici di lista.
NUMERO VISITE FISCALI: il  Testo Unico attualmente in vigore, prevede che  Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.
Quindi, il lavoratore viene sottoposto al controllo il venerdì, il lunedì e nelle giornate precedenti  o successive in caso di festività infrasettimanale o di assenza per qualsiasi motivo, come anche chiarito dallo stesso Ministero della Funzione Pubblica.
Nell’anticipazione riportata dai quotidiani, invece, sembrerebbe che il controllo è richiesto obbligatoriamente soltanto per le assenze che si verificano il venerdì o nei prefestivi, escludendo, quindi, i lunedì e le giornate successive ai prefestivi e le giornate precedenti o successive a quelle non lavorate per qualsiasi motivo.
Se venisse confermata tale notizia, vi sarebbe un significativo calo di richieste di visite fiscali obbligatorie rispetto ad oggi, tenendo anche conto che, da recenti indagini, la giornata nella quale si verificano maggiormente assenze per malattia, è proprio il lunedì.
TEMPI EMANAZIONE TESTO UNICO: intorno al 10 settembre verrà trasmesso all’ARAN l’atto di indirizzo in concomitanza con la presentazione della legge di stabilità.
Il confronto tecnico con le OOSS raccoglierà elementi utili alla stesura definitiva del Testo Unico, che la Ministra intende presentare a febbraio, entro la scadenza prevista dalla Delega.
Una volta approvato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare, il decreto contenente il Testo Unico inizia l’iter per la raccolta dei pareri: Commissioni competenti dei due rami del Parlamento, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Conferenza Stato Regioni, ecc.
Concluso positivamente l’iter, il Consiglio dei Ministri lo approva in via definitiva, trasmettendolo alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione.
Dopo l’entrata in vigore, sicuramente bisognerà poi attendere la emanazione della normativa di dettaglio: decreti ministeriali e circolari.
Diciamo che se tutto si svolge velocemente, le prime visite sui nb dei medici  potrebbero arrivare nella tarda primavera/estate del 2017.
Aspettiamo, ovviamente, di leggere il testo definitivo del Decreto per conoscere se le anticipazioni pubblicate dalla stampa, in merito alle visite fiscali obbligatorie,  rispondono al vero.
Di seguito il comunicato ufficiale pubblicato dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione sui tempi di emanazione del Testo Unico:
Il ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia ha oggi incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Al centro del confronto il rinnovo del contratto del pubblico impiego e gli aspetti del Testo Unico che impattano sulla contrattazione. Il ministro ha proposto ai sindacati l’avvio di un confronto tecnico in sede Aran su reclutamento, valutazione e contratto per raccogliere suggerimenti e idee.
E’ l’inizio di un percorso che dovrebbe portare in autunno, dopo la conclusione del confronto tecnico a metà settembre, alla messa a punto dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto e in febbraio all'approvazione del testo unico sul pubblico impiego, come previsto dalla legge delega di riforma della pubblica amministrazione.
E io pago, avrebbe detto il Principe.
mauro

martedì, luglio 26, 2016

ANCORA SUL CD CARICO DI LAVORO BLINDATO

Abbiamo analizzato, anche di recente, una possibile soluzione in subordine al cd sumai o comunque ad un rapporto contrattualizzato, nel caso in cui l’emanando decreto legislativo non dovesse contenere norme che modifichino la legge 638/83, da rendere possibile il recepimento di rapporti diversi dalla libera professione.
In questo caso, si è suggerito di ragionare intorno alla conferma della vigente disciplina integrandola con un carico di lavoro certo uniforme su tutto il territorio nazionale a compensazione con la disponibilità oraria, cd carico di lavoro blindato, nonche degli attuali compensi.
Vediamo nel dettaglio alcuni aspetti.
La durata dell’incarico conferito ai medici di lista, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, decreto ministeriale 18 aprile 1996, è legata alla durata della disciplina emanata con il decreto ministeriale.
Tale disciplina, di conseguenza anche gli incarichi, sono stati confermati con il decreto ministeriale 12 ottobre 2000 e reiterati con il decreto ministeriale 8 maggio 2008.
Quello che si suggerisce far inserire nel decreto legislativo, è appunto la conferma della disciplina, nonché dei compensi aggiornati con il decreto ministeriale del 2008.
La conferma  attraverso il decreto legislativo, quindi norma di rango primario, rappresenterebbe una sorta di incarico a tempo indeterminato, altrimenti non possibile per gli incarichi libero professionali.
D’altronde, grazie alla disciplina corrente, gli incarichi vanno avanti senza soluzione di continuità dal 1996, rappresentando una eccezione nel panorama normativo degli incarichi esterni alle Pubbliche Amministrazioni.
Bisogna anche aggiungere, inoltre, che si sta parlando di incarichi ad esaurimento, la cui durata non può certo essere a tempo determinato o indefinito come accaduto fino ad oggi, quindi i presupposti per chiedere almeno  un surrogato del tempo indeterminato, ci sono tutti.
Stesso discorso riguarda le incompatibilità, che verrebbero “blindate” con una legge, quindi non manipolabili facilmente in futuro.
E’ anche doveroso ricordare, però, che le incompatibilità stabilite dalla vigente disciplina, per la quasi totalità provengono da fonti esterne all’INPS, sulle quali nessuna legge o regolamento riguardante la sola medicina fiscale, potrebbe influire.
Intervenire, ad esempio, sulla riorganizzazione della medicina generale e la costituzione del ruolo unico, che probabilmente potrebbe avere dei riflessi sulle incompatibilità, non è possibile. Promettere diversamente, significa prendere per i fondelli chi legge.
Infine, se il tutto dovesse essere gestito con il solo decreto ministeriale, quindi senza il paracadute del decreto legislativo a coprire le spalle, naturalmente quanto avanti ricordato avrebbe una tenuta meno robusta.
In ogni modo, anche con il solo decreto ministeriale, confermando la disciplina, integrandola come sopra, oltre i compensi, gli incarichi sarebbero comunque automaticamente confermati.
Ricordiamo, che a legislazione costante, l’alternativa al carico di lavoro blindato sarebbe un rapportino orario libero professionale, ovviamente ben accetto dalla controparte, con tutto quello che ne consegue, sia per quanto riguarda  i compensi, che verrebbero rimodulati al ribasso, che l’organizzazione del lavoro,  già illustrato dettagliatamente in altri post.
Inoltre, rimodulando la disciplina con la conseguente decadenza automatica dagli incarichi, si spalancano le porte ad ogni possibile manipolazione sulla riconferma degli stessi.
Occorrerebbe uno sforzo unanime affinchè venga fatto inserire nel decreto legislativo il passaggio normativo suggerito, visto che probabilmente ancora un pò di tempo, ancora c’è.
mauro

sabato, luglio 23, 2016

DA CAVOLI:GLI ATTUALI COMPENSI STABILITI NEL 2008 SONO CONGRUI

Come noto, il DM 8 maggio 2008 fu emanato al fotofinish, con il Parlamento sciolto per le elezioni anticipate, quindi non in grado di apportare quelle modifiche legislative idonee a riconoscere ai medici di lista una tipologia contrattuale diversa.
Se non si reiterava la disciplina, confermando gli incarichi, c’era pronto il DM preparato dal committente che prevedeva il “tutti a casa”, compensi “da ridere” e un rapporto improntato ad una superprecarietà senza alcuna tutela.
L’unica modifica che si poteva apportare, a legislazione invariata, era quella relativa ai compensi, di cui bisogna riconoscere il merito principalmente al Presidente di uno storico sindacato dei medici fiscali.
E’ bene ricordare, che i compensi riconosciuti ai medici di lista, vengono determinati con il DM previsto dall’articolo 5, comma 13, legge 638/83.
Con i DDMM del 1986, 1993 e 1996, i compensi sono stati determinati autonomamente dalle Amministrazioni interessate d’intesa con la FNOMCEO.
Con il DM 12 ottobre 2000, invece, i compensi sono stati determinati sulla base della tabella A, del DPR 17 febbraio 1992, recante “approvazione della tariffa minima nazionale per le prestazioni medico chirurgiche ed odontoiatriche”, emanato ai sensi della legge 21 febbraio 1963, n.244, senza procedere, però, al  previsto aggiornamento stabilito dall’articolo 1, comma 2, da effettuare ogni cinque anni.
Quindi, con il decreto ministeriale del 2000, vengono riconosciuti ai medici di lista i compensi risalenti al 1992.
Inoltre, la sopracitata tabella A prevede il riconoscimento della quota di disponibilità oraria, sempre ferma al 1992, oltre il compenso della visita, pari a €20,66/h.
Con la legge 4 agosto 2006, n.248, sono state abrogate le tariffe minime, anche se i tariffari sono rimasti come strumento di riferimento per stabilire la congruità delle tariffe professionali.
Il DM 8 maggio 2008, ha provveduto ad aggiornare i compensi fermi dal 1992, sulla base degli indici ISTAT, rivedendo anche i rimborsi spese già previsti, in parte, nei decreti precedenti.
Oggi non si tratta di essere (solo) favorevoli o contrari all’attuale meccanismo di riconoscimento dei compensi, legato alla singola prestazione, ma l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di fare quadrato affinchè il “minimo contrattuale” riconosciuto, non venga minacciato.
L’unica strada che le varie Amministrazioni possono percorrere per diminuire i compensi, è quella di rimodularli su base oraria.
L’eventuale rimodulazione deve avvenire solo in presenza di un rapporto orario a tempo indeterminato con tutte le tutele, come il cd sumai, e non facendo ricorso a rapportini orari generici  “tipo”.
Purtroppo, invece di remare tutti nella stessa direzione a difesa del “minimo contrattuale”, in alcuni ambienti si rincorrono motivazioni di ogni tipo pur di  giustificare un’eventuale rimodulazione, al ribasso,  dei compensi.
mauro

lunedì, luglio 18, 2016

PARLIAMO DELL’ACN CHE REGOLAMENTA I RAPPORTI CON I MEDICI SPECIALISTI AMBULATORIALI INTERNI, CD SUMAI

Cerchiamo di chiarirci le idee sulla applicabilità, o meno, dell’ACN che regolamenta i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, cd sumai, per le vmcd.
L’idea di riconoscere ai medici di lista il sumai, risale al lontano 2005, non appena firmato il nuovo ACN, e fu richiesto all’epoca anche un parere alla SISAC che rispose tracciando il percorso  da seguire per poterlo riconoscere: o ci pensa l’Istituto con proprio provvedimento  oppure occorre una norma di legge.
Essendo il rapporto dei medici di lista normato da una legge, l’introduzione del sumai non può avvenire con atto unilaterale da parte dell’INPS, ma occorre necessariamente modificare la legge 638/83 e, di conseguenza, i regolamenti attuativi.
Con l’occasione della nascita del polo unico, tutte le OOSS hanno ritenuto che l’unico strumento sul mercato tutelante per i medici di lista, fosse  rappresentato dal sumai.
Sulla base delle risposte ricevute da alcuni rappresentanti sindacali della specialistica ambulatoriale, è stato chiarito che il sumai, essendo un contratto unico destinato esclusivamente allo svolgimento di attività ambulatoriali, anche se prevede delle attività esterne, difficilmente sarebbe stato riconosciuto ad una intera categoria di medici per le sole vmcd.
Nella riunione intersindacale del 15 maggio 2015, anche per superare  questo eventuale ulteriore ostacolo che si poteva presentare, si è ritenuto utile inserire nella proposta   lo svolgimento delle attività interne su base volontaria, laddove, con le sole vmcd non si potesse raggiungere il tempo pieno.
Anche perchè, a prescindere da quali saranno le fasce di reperibilità dei lavoratori, non esiste alcuna norma o principio che estenda automaticamente la disponibilità del medico di controllo a 6/7 h al giorno, tanto è vero che i medici ASL non hanno certamente contratti di 49 h/settimanali tante quante sono quelle di reperibilità dei dipendenti pubblici.
Quindi, a differenza di quanto si va raccontando, in base alla proposta unitaria, il sumai veniva riconosciuto PER LE SOLE VMCD, e le attività ambulatoriali, svolte solo su base volontaria, erano un valore aggiunto per facilitarne il riconoscimento. Qualcuno, non proprio interessato ai medici fiscali, ha temuto che il loro svolgimento, da parte dei medici di lista, avrebbe sottratto compiti (e risorse) ai medici esterni e ha iniziato a dare battaglia.
La proposta, è bene sempre ricordarlo, è stata fortemente contrastata per lungo tempo solo da alcuni, che hanno anche fornito ai rappresentanti ministeriali, Federazione e politici in genere, segnali contraddittori e motivazioni infantili (quando si dice andare tutti nella stessa direzione e predicare l’unità dei medici fiscali!!!)
Altri segnali contraddittori, purtroppo, si sono anche succeduti nel tempo, facendo sparire ogni riferimento specifico all’ACN sumai, manco fosse diventato una parolaccia (si sono coniati termini quali “tipo sumai”, “tipo SSN”, “convenzione xyz”, ecc), sostituendolo con rapporto orario a tempo indeterminato  contenente tutele e diritti sindacali e via dicendo, non presente nel ns ordinamento, contribuendo ad  aumentare ancora di più la confusione, con il rischio e speriamo non il desiderio, di arrivare solo ad un rapporto orario generico.
Invece di remare tutti nella stessa direzione,  parlando un’unica lingua, qualcuno ha preferito tracciare  e sponsorizzare un proprio percorso c/o le Istituzioni fino ad arrivare a disegnare nuove figure professionali.
Per quanto riguarda il riconoscimento del sumai, le OOSS, al fine di evitare qualsiasi colpo di mano con ricorso a valutazioni e selezioni, avevano indicato il percorso da seguire: cioè riconoscimento ope legis a tutti i medici di lista.
Questo percorso, e soltanto questo, inoltre, avrebbe salvaguardato i medici non specialisti che sarebbero stati inquadrati come medici generici  ex enti mutualistici, figura ormai sparita ma ancora prevista dall’ACN.
Inoltre, propagandare che tutti i medici di lista, ivi compresi i non specialisti, avranno un sumai a 36/38 ore settimanali per lo svolgimento delle sole vmcd, al di fuori del percorso sopra indicato, sapendo che non è possibile, ricorda le televendite di qualche imbonitore del recente passato televisivo. Come dire: io ve lo vendo, purtroppo nun se po fa, mi dispiace per la “sola” e intanto accontentatevi di un altro prodotto.
Infine, come ultima spiaggia per salvare il sumai (e le risorse), si è suggerito di estendere la priorità alle attività ambulatoriali interne della sola medicina fiscale e fissare dei requisiti da inserire nell’emanando decreto legislativo, segnando un percorso chiaro facendo riferimento al sumai INAIL, per evitare qualsiasi gioco delle 3 carte come già avvenuto.
Il problema, comunque, ritornando a bomba, è che se il decreto legislativo non dovesse prevedere una modifica alla normativa vigente, da non consentire  il riconoscimento del sumai, bisognerà proporre qualcosa di tecnicamente valido coerente con la legge 638/83, per evitare la proposta del committente che potrebbe prevedere un rapporto orario generico con una decisa contrazione dei compensi e una peggiore qualità del lavoro.
E’ stata suggerita una proposta in subordine al sumai sulla quale si chiedeva di ragionare, cioè integrare la disciplina vigente con il carico di lavoro certo uniforme su tutto il territorio a compensazione con la disponibilità oraria.  
Ma anche su questa proposta, i soliti noti, esperti di normative e trattative, hanno espresso chiaramente il loro niet.
Mauro

venerdì, luglio 15, 2016

sk sulla nascita del polo unico a cura di Mauro Cavoli

Capita di sentire in giro varie versioni sulla nascita del polo unico, qualcuna condita anche con qualche autoriconoscimento. Cerchiamo di ripercorrere, facendo riferimento a documentazione ufficiale, la strada che ha portato a questo avvenimento.
La nascita del cd polo unico di medicina fiscale, risale al 2007, quando la Commissione Parlamentare di controllo sul’attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, a conclusione della indagine conoscitiva, indicò al Parlamento che si doveva procedere alla unificazione tra INPS, INPDAP e ENPALS per quanto riguarda la previdenza e tra INAIL, IPSEMA  e ISPESI per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro.
IL Parlamento e i Governi che seguirono, come sappiamo, attuarono quanto previsto dalla Commissione Parlamentare.
Nel documento conclusivo del 2007, la Commissione aveva anche indicato, per quanto riguarda le visite fiscali:
d) la riunificazione di tutte le prestazioni mediche oggi frammentate nei vari istituti. Alle ASL, sempre in via esclusiva, può essere affidato il controllo sull’assenza per malattia dei lavoratori, oggi svolto anche dall’INPS
quindi, secondo l’indagine conoscitiva, il Parlamento aveva individuato, nelle AASSLL, il luogo dove costituire il polo unico di medicina fiscale.
Il Governo iniziò a seguire la strada tacciata dal Parlamento e con l’articolo 71 DL 112/2008, convertito dalla legge 133/2008 e dall’articolo 17, comma 23, DL 78/2009 convertito dalla legge 102/2009 stabilì che:
 «5-bis. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali su richiesta delle amministrazioni pubbliche interessate rientrano nei compiti istituzionali del Servizio sanitario nazionale; conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico delle aziende sanitarie locali.
5-ter. A decorrere dall'anno 2010 in sede di riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e' individuata una quota di finanziamento destinata agli scopi di cui al comma 5-bis, ripartita fra le regioni tenendo conto  gli accertamenti   sono effettuati nei limiti delle ordinarie risorse disponibili a tale scopo.».
A quel punto la macchina ormai avviata, subì un imprevisto e provvidenziale  inceppamento a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.207, del 7 giugno 2010, emessa per un ricorso presentato dalla regione Toscana contro il vincolo imposto dal Governo sui fondi stanziati per le visite fiscali.
Vi è stato un periodo di vacatio legis fino alla emanazione del DL 98/2011, che tutti conosciamo, con il quale i fondi sono stati assegnati direttamente alle PPAA svincolando le AASSLL.
Il primo decreto attuativo della ripartizione dei fondi, è del Ministero dell’Interno e risale ad agosto 2012.
I primi emendamenti, furono presentati, su iniziativa di alcuni gruppi, al DL “Balduzzi”, a settembre 2012, e prevedevano una intesa tra le regioni e inps, del tutto analoga a quella prevista per il passaggio della prima istanza sulla IC.
Successivamente, altri emendamenti che trasferivano le competenze a inps furono presentati alla legge di stabilità 2013, ma con la bufera finanziaria in corso, non vennero presi in considerazione.
Ne furono presentati altri in Commissione Igiene del Senato, a dicembre 2012, dove era in discussione il decreto “omnibus Fazio” ma, al momento della discussione subentrò la crisi di Governo e le elezioni anticipate.
Altri emendamenti furono presentati, sia al DL 101/2013 che alla legge di stabilità 2014, ma senza successo.
Alcune proposte emendative prevedevano il passaggio all’INPS delle sole competenze, lasciando le risorse nei cassetti delle PPAA. Con quello che si sente in giro oggi, a proposito della quantità di risorse che verranno destinate, questo modello sarebbe stata l’arma vincente.
Occorreva, per fare nascere il polo unico, un atto parlamentare altrettanto forte come quello del 2007, ma questa volta di segno contrario, con il quale indicare all’Esecutivo la strada da percorrere.
Ebbe inizio, così, grazie all’iniziativa di alcuni medici,  ai quali si deve il doveroso ringraziamento per aver spinto nella giusta direzione, l’indagine parlamentare sulla medicina fiscale, che si concluse a maggio del 2014 con la indicazione di costituire il  polo unico, questa volta c/o l’INPS.
A giugno del 2014, il Governo presenta la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, con un decreto legge ed una legge delega.
Vengono ripresentati emendamenti sia al DL che alla legge di stabilità 2015, ma respinti in quanto, almeno da dichiarazioni in commissione bilancio, viene affermato che la sede privilegiata per discutere del polo unico è la legge delega (il ministro della funzione pubblica lo confermerà successivamente a gennaio, dopo l’episodio dei vigili, dicendo  “Avevamo pensato di inserire la norma già nella legge di Stabilità ma poi abbiamo rinunciato per non arrivare al solito provvedimento monstrum".
Il resto, è storia recente.
mauro

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