domenica, dicembre 10, 2017

da ANMEFI : QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA FANTASIA



L’Associazione Nazionale dei Medici Fiscali (ANMEFI) esclusa dalle trattative per la convenzione dei Medici Fiscali perché considerata “non rappresentativa della categoria”

 Sgomento e incredulità per ANMEFI, Associazione Nazionale dei Medici Fiscali, nell’apprendere di essere stata esclusa dall’INPS nella trattativa per discutere la convenzione per i medici fiscali, pur essendo l’organizzazione sindacale più rappresentativa di categoria, con un numero di iscritti pari ad un quarto di tutti i professionisti addetti alle visite fiscali.
L’Istituto, infatti, ha fissato e tenuto il  6 dicembre u.s. un incontro per discutere dell’accordo di convenzione di cui all’art. 55 septies, comma 2bis, del dlgs n. 165/2001 e dell’Atto di indirizzo pubblicato lo scorso 30 settembre. Tra i convocati, le sigle maggiormente rappresentative dei medici di medicina generale, le stesse che rappresentano quanti  rilasciano i certificati di malattia ai lavoratori sottoposti a controllo da parte dei medici fiscali, i quali da oltre quattro anni attendono questo momento per concordare con INPS circa il loro trattamento e futuro.
Non è dunque bastato che i circa 300 iscritti, tutti medici “fiscali”, si siano organizzati in una struttura regolarmente registrata e che abbiano presentato una bozza contrattuale completa e tutelante, come loro richiesto dallo stesso Istituto.
Al momento del “dunque” una rocambolesca, quanto incomprensibile, locuzione nel titolo dell’Atto di indirizzo enuncia che la rappresentatività per la discussione dello stesso spetti ai medici di medicina generale, in evidente contrasto con i contenuti del testo  pubblicato nella G. U. dal  quale si evince come tale compito spetti invece alle organizzazioni più rappresentative della categoria e non ad altri.
Pare non necessario rimarcare come la mancata convocazione e deliberata esclusione di ANMEFI, configuri una ingiustificata violazione di legge. Paradossale anche il generico  richiamo dell’INPS e del Ministero del Lavoro alla SISAC, poiché tale Organo è del tutto estraneo al rapporto di lavoro libero professionale, oggetto della stipulanda convenzione.
La Struttura, difatti, registra il numero di deleghe dei medici convenzionati, ma non ha competenza per la attuale tipologia del rapporto di lavoro dei medici fiscali, liberi professionisti che non hanno “busta paga”, dalla quale desumere e poi certificare le trattenute sindacali che sono indice di rappresentatività per la SISAC.
A supporto delle tesi sostenute da ANMEFI il fatto che nessuna delle Organizzazioni sindacali, all’uopo convocate, possedesse una sola delega da parte dei medici addetti alle visite fiscali in quanto tali.
Da anni l’Associazione sostiene che l’unico elemento utile a definire la rappresentatività di una Organizzazione Sindacale che tuteli gli interessi dei medici fiscali, categoria per cui non è attualmente possibile la delega per le trattenute sindacali, è costituito dal numero dei medici “fiscali” iscritti alla medesima, a meno di indicazioni differenti, adeguatamente motivate, che l’Atto di indirizzo comunque non ha previsto né specificato.
Una querelle il cui esito, si auspica, sia coerente con il ruolo che l’organizzazione esclusa è decisa a recuperare con ogni legittima iniziativa giudiziale e per ora stragiudiziale. 
Intanto la stessa ha informato gli interessati sulle ragioni della sua protesta, dimostrando come tutto ciò che è stato messo in atto dall’Istituto sia lesivo per i suoi iscritti e per l’intera categoria, chiedendo, per legittimità,  di sedere al tavolo delle trattative da cui è stata impropriamente esclusa.

da ANMEFI A INPS E MINISTERI il 4/12/17






Al Sig. Presidente INPS Prof. Tito Boeri
Al Sig. Direttore Generale INPS Dott.ssa Gabriella Di Michele
Alla Dott.ssa Maria Grazia Sampietro
Al Signor Ministro per la Semplificazione e la Funzione Pubblica On. Marianna Madia
e p.c. Segreteria On. Angelo Rughetti
Al Ministero per la Semplificazione e la Funzione Pubblica - Dipartimento Funzione Pubblica
Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Al Ministero della Salute
LORO SEDI
Oggetto: riunione 6 dicembre 2017 discussione accordo di convenzione di cui all’art. 55 septies,
comma 2bis, del dlgs n. 165/2001 e dell’Atto di indirizzo
La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che lo scorso venerdì 1°
dicembre l’Istituto ha fissato, per il prossimo 6 dicembre alle ore 9:30, la riunione per la
discussione dell’accordo di convenzione di cui all’art. 55 septies, comma 2bis, del dlgs n. 165/2001
e dell’Atto di indirizzo pubblicato lo scorso 30 settembre, omettendo la convocazione della
ANMEFI.
Tale omissione configura una evidente ingiustificata violazione di legge e lede gravemente i diritti
e gli interessi della scrivente Organizzazione Sindacale.
La ANMEFI, infatti, costituisce senza dubbio alcuno l’Organizzazione sindacale che conta il maggior
numero di iscritti tutti appartenenti alla categoria dei medici “fiscali”; circostanza quest’ultima
che, viceversa, non si rinviene in alcuna delle sigle sindacali convocate per la prossima riunione.
Preme, infine, rilevare che la mancata convocazione non può in alcun modo essere
giustificata dall’eventuale richiamo al parere reso dal Ministero per la semplificazione e la pubblica
amministrazione citato nella nota INPS del 22 novembre ed inviata a tutte le OO.SS., ciò per
molteplici ragioni.
Innanzitutto, la nota appena citata si limita ad acquisire un parere richiesto dallo stesso
Istituto senza allegare alla medesima né la richiesta di parere formulata, né il parere reso, così che
non risultano affatto chiare le posizioni assunte dalle amministrazioni in ordine alla questione della
rappresentatività.
In secondo luogo, sempre nella nota in questione, l’Istituto opera un generico, quanto
inconferente, richiamo al SISAC evidentemente ignorando che tale Organo è assolutamente
estraneo al rapporto di lavoro libero professionale oggetto di discussione della stipulanda
convenzione. Nel caso del rapporto dei medici “fiscali” INPS, la normativa di legge e
regolamentare NON HA PREVISTO, come per i medici convenzionati, l’istituzione di uno specifico
Organo che rappresenta la delegazione di parte pubblica, né, a tal fine, ha rinviato al SISAC tale
ruolo.
Del pari del tutto inconferente il riferimento ai dati attestati dal SISAC che non possono essere
richiamati neanche per analogia. I dati in questione, infatti, sono stati raccolti sulla base di criteri e
modalità del tutto estranei alla tipologia del rapporto di lavoro dei medici fiscali a meno di non
voler attribuire a detto rapporto una natura diversa da quella stabilita dal legislatore. Nel caso del
rapporto di lavoro dei medici convenzionati, la rappresentatività del sindacato deve rilevarsi ai
sensi dell’art. 178 della legge n. 311/2004, su base associativa e, quindi, sulla base del numero
delle deleghe conferite al sindacato; deleghe che, come certamente vi sarà noto, vengono
trasmesse, a cura delle amministrazioni ove operano i medici, al SISAC e da quest’ultimo
registrate. Nel caso in esame, invece, i criteri per la individuazione delle Organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative sono rimessi dalla legge alla libera contrattazione delle parti, con
la conseguenza che l’Istituto non può deliberatamente ed inopinatamente decidere detti criteri
senza averli concordati e ciò anche se in relazione alla scelta operata vi sia stato un avallo da parte
del Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, posto che il parere reso da
quest’ultimo non assume alcun valore vincolante.
In ogni caso, anche a voler tener conto dei criteri applicati dal SISAC, la decisione dell’Istituto si
palesa in contrasto con questi ultimi.
Ed invero, nessuna delle Organizzazioni sindacali convocate per la riunione del 6 dicembre
possiede anche una sola delega da parte dei medici addetti alle visite fiscali; le deleghe affidate
ai sindacati in questione sono solo quelle conferite dai medici di medicinia generale, di pediatria di
libera scelta, Specialistica Ambulatoriale, Veterinaria ed altre Professionalità. Nessuna delega, nel
senso indicato dal SISAC, da parte dei medici fiscali.
Del resto non potrebbe essere diversamente, posto che il rapporto di lavoro della categoria dei
medici fiscali è un rapporto libero-professisonale e non prevede un meccanismo di conferimento
deleghe come quello che opera nell’ambito del rapporto di lavoro a convenzione.
L’unico elemento utile a definire la rappresentatività di una Organizzazione Sindacale, nel caso
in esame, è costituito dal numero dei medici “fiscali” iscritti alla medesima, quanto meno sino a
che detti criteri non siano meglio definiti dalle parti in sede di contrattazione.
La ANMEFI costituisce l’Organizzazione sindacale di soli medici fiscali che conta in assoluto il
maggior numero di iscritti rispetto a tutte le altre Organizzazioni convocate.
Ne consegue che la riunione che dovesse tenersi il prossimo 6 dicembre senza l’intervento
dell’ANMEFI non potrà che essere ritenuta illegittima ed il contenuto della stessa, laddove
ratificato o recepito in accordi o provvedimenti di altra natura, sarà impugnato dinanzi all’Autorità
giudiziaria in via d’urgenza.
Alla luce di quanto sopra, si invita e diffida l’Istituto a disporre la convocazione dell’ANMEFI per la
riunione del 6 dicembre prossimo e ad interrompere immediatamente ogni e qualunque trattativa
con le OO.SS. in assenza della scrivente.
Nella denegata ipotesi in cui l’Istituto non intenda procedere nel senso richiesto con la
presente diffida, si chiede che lo stesso fornisca, anche ai sensi della legge n. 241/1990, le ragioni
del diniego, con avvertimento che il mancato riscontro della presente, entro i termini di cui alla
citata legge n. 241, si intenderà quale silenzio – rifiuto.
Si ringrazia per l’attenzione e si porgono distinti saluti
Dr. Claudio Palombi - Presidente Anmefi
San Felice Circeo, 4 dicembre 2017
ANMEFI, Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale

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