mercoledì, maggio 25, 2016

NOTIZIE DELL’ULTIMA ORA


Sembra che uno degli scoop più appassionante degli ultimi tempi, sia quello aver scoperto cosa è scritto nei testi di legge, in particolare l’articolo 17, comma 1, lettera l), legge 7 agosto 2015, n.124, cd  legge Madia.
Un Ministro che conferma ciò che il Parlamento ha delegato al Governo, sembra che rappresenti un atto straordinario da meritare applausi a scena aperta.
Così si viene a scoprire, che è intenzione del Governo e del Ministro in particolare, confermare che le visite fiscali verranno effettuate dai medici inseriti nelle liste, forse dimenticando che questo è già previsto da una legge dello Stato e dalla stessa legge Delega.
Si viene poi a scoprire, che il decreto delegato riguardante la costituzione del cd Polo Unico di medicina fiscale, dovrebbe essere approvato, in via preliminare (ma questo particolare è sfuggito), al massimo entro luglio.
Chissà cosa avranno pensato e come si saranno sentiti coloro che da settembre 2015 propagandano, senza sosta,  la bufala dell’imminente emanazione del decreto legislativo!!!
Questa notizia era stata già anticipata, su questo blog, da illo tempore spiegando che, se il decreto non viene approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri entro luglio, difficilmente potrà essere emanato, in via definitiva, quindi entrare in vigore, entro febbraio 2017.
Altro scoop sono le risorse “adeguate” per far funzionare la macchina. La legge Delega prevede già il percorso da seguire individuando prima le risorse attualmente impiegate (non assegnate, altrimenti sarebbe stato troppo facile) dalle PPAA e successivamente l’intesa con la Conferenza Stato Regioni per la loro quantificazione.
Se vi era il nobile intento, sin dall’origine, di fornire risorse in grado di avviare in condizioni ottimali il Polo Unico, era sufficiente scrivere nella legge Delega, al posto di “risorse attualmente impiegate”, “risorse attualmente assegnate”, e si staccava un assegno di 69 milioni e 300 mila euro, cioè l’importo previsto dal DL 98/2011. Gli applausi sarebbero arrivati anche dai turisti con i piedi a mollo nella fontana di Trevi.
Giornalisticamente parlando, vera notizia bomba sarebbe stata quella che i ministeri vigilanti, quindi anche quello della Funzione Pubblica, venuti a conoscenza di quanto previsto dalla deliberazione presidenziale 147/2015, erano intervenuti per eliminare il riferimento al Polo Unico contrario ai principi e criteri direttivi contenuti nella legge Delega confermando che le visite fiscali, in qualsiasi modalità effettuate  e tutte le risorse finanziarie, sono di competenza dei medici di lista e il gioco delle tre carte  è consentito solo alla stazione Termini.
Se i ministeri vigilanti non sono intervenuti, al medico di lista della strada potrebbe venire qualche sospetto.
E della cd stabilizzazione ne vogliamo parlare, in quanto, purtroppo,  i roboanti proclami non finiranno in Gazzetta Ufficiale. L’emanando decreto legislativo interverrà sulla natura del rapporto dei medici di lista oppure lo stesso continuerà ad essere regolamentato dalla legge 638/83?
Ma queste sono quisquilie e pinzillacchere, avrebbe scritto il Principe.
mauro

sabato, maggio 21, 2016

Da Mauro Cavoli : INDIVIDUAZIONE E CARATTERISTICHE DEI RAPPORTI PARASUBORDINATI

Sicuramente tutti ricordano le “supercazzole” del conte Lello Mascetti nel film Amici miei.
Wikipedia precisa che il termine supercàzzola è un neologismo che indica un nonsense, una frase priva di senso logico composta da un insieme casuale di parole reali, esposta in modo ingannevolmente forbito e sicuro a interlocutori che pur non capendo alla fine la accettano come corretta. Il termine è utilizzato per indicare chi parla senza dire nulla. Nel 2015 la definizione di supercazzola è stata inserita nel vocabolario Zingarelli.
Se io scrivo: “contratto convenzionato, al pari di altre convenzioni esistenti nell’ambito del SSN, a tempo indeterminato e pieno, o come si usa adesso “tendente al tempo pieno” nonché  a quota oraria, con ogni tipo di tutela” senza indicare esattamente a quale tipo di contratto mi riferisco, e le modalità di riconoscimento dello stesso ai medici di lista, rischio di dire tutto e niente.
Nel SSN, esistono tre tipologie di contratti convenzionati: l’ACN per i Medici specialisti ambulatoriali  interni, Pediatri di libera scelta e Medicina generale.
L’ACN per la medicina generale,che è  unico,  comprende l’assistenza primaria, l’emergenza territoriale, la medicina dei servizi,riservata a particolare categorie di sanitari e per conferire incarichi a tempo determinato nelle ATP e la continuità assistenziale.
Inoltre, essendo strutturato su graduatorie regionali e non divisibile, per la parte generale,  tra le varie tipologie in esso contenute, non sembra possibile esportarlo al di fuori del SSN, tanto più dopo l’entrata in vigore della cd legge Balduzzi che ha istituito il ruolo unico del medico di medicina generale. 
L’ACN che regolamenta il rapporto dei pediatri di libera scelta, ovviamente, interessa solo ed esclusivamente questa categoria.
Resta l’ACN per la specialistica ambulatoriale interna, cd sumai, che potrebbe essere esportato più facilmente al di fuori del SSN.   
Quindi, o ci si riferisce al sumai, e allora bisogna esplicitarlo chiaramente chiamandolo per nome, cognome e codice fiscale per non creare equivoci, oppure ci si riferisce a qualcosa di misterioso che nell’attuale panorama contrattuale del SSN (contratto a tempo indeterminato con tutte le tutele), e non solo,  non esiste, spiegando, mooooolto dettagliatamente, soprattutto, quale percorso normativo “SICURO” da seguire per ottenerlo senza decadere dall’incarico.
Infatti, nella richiesta unitaria è chiaramente indicato il percorso per riconoscimento ope legis dell’ACN della specialistica ambulatoriale mentre, non indicando nulla, si potrebbe anche intendere il ricorso alla valutazione comparativa, cioè, tanto per fare un esempio, la stessa procedura utilizzata per  selezionare i medici esterni (valutazione titoli, curriculum, servizio, ecc) sperimentando l’ebbrezza della roulette russa per conservare l’incarico.
Tra l’altro, l’unico contratto convenzionato a tempo indeterminato, se si esclude la medicina dei servizi inclusa nella medicina generale riservata a particolare categorie di sanitari, è appunto il sumai in quanto, per espressa disposizione legislativa, i contratti parasubordinati sono soltanto a tempo determinato e con scarsi diritti sindacali e tutele, tanto più se intrattenuti con una Pubblica Amministrazione per non aggirare le norme costituzionali.
Ovviamente, nulla toglie che il Parlamento approvi una norma di legge che stabilisca dettagliatamente i termini di un nuovo rapporto convenzionale a tempo indeterminato, oggi inesistente, per 1250 medici, come è già accaduto con la legge 833/78, istitutiva del SSN, ma facendo un bagno di sano realismo, la vedo un cicinin difficile.
Allora, se non stiamo parlando di nessuno dei contratti convenzionati esistenti nel SSN, quale sarà l’oggetto misterioso?
Se si escludono le tipologie ricordate, restano, tra gli incarichi parasubordinati, le collaborazioni coordinate e continuative, rapporti parasubordinati a tempo determinato ai quali si accede sempre attraverso una valutazione comparativa. 
Quindi, non esistono tipologie contrattuali convenzionate quali: contratto “tipo sumai”, “tipo ssn”, ecc…..
Tra l’altro, cercare di vendere un sumai, addirittura a tempo pieno o tendente al tempo pieno giocando su un eventuale aumento di ore di reperibilità dei lavoratori nelle fasce orarie, senza che esista alcuna norma che stabilisca un  legame diretto o indiretto con la disponibilità che invece deve garantire il medico (a questo punto, i medici fiscali asl sarebbero da anni tutti incaricati a 49 h/sett, visto che i dipendenti pubblici devono essere reperibili 7 h/al dì), e per effettuare le sole vmcd senza attività ambulatoriale interna, sa tanto di “sola” da televendita.
Infine, se l’emanando decreto legislativo non entrerà nel merito della tipologia contrattuale, lasciando la sua individuazione tramite la legge 638/83, quindi libero professionale e neanche parasubordinata, parlare di contratto a quota oraria in maniera generica, significa vedersi riconosciuto un semplice contratto orario anonimo, tanto caro al committente, che comporterà la rimodulazione della vigente disciplina, con la conseguente decadenza automatica dagli incarichi e conferimento di nuovi, e la revisione, certamente al ribasso, del compenso spettante.

COMPENSI LORDI A CONFRONTO TRA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, MEDICINA DEI SERVIZI E VIGENTE DISCIPLINA
INCARICO DI 24/H SETTIMANALI
SPECIALISTICA AMBULATORIALE                                         € 3.292,64
MEDICINA DEI SERVIZI                                                      € 1.584,65
VIGENTE DISCIPLINA 80 VMCD/MESE PARI A 3 VMCD/DIE
SU 26 GG AL MESE
COMPENSO MEDIO € 58,00 A VISITA                                    € 4.640,00
NB: NEI COMPENSI DELLA SPECIALISTA E MEDICINA DEI SERVIZI OCCORRE AGGIUNGERE I RIMBORSI KM CHE NON SONO GLI STESSI DI QUELLI STABILITI DAL DM DEL 2008, INOLTRE, QUESTI AACCNN PREVEDONO TUTELE E DIRITTI SINDACALI.

venerdì, maggio 20, 2016

ROMA 18-19/maggio/2016 sit-in dei medici fiscali inps






mercoledì, maggio 18, 2016

ROMA 17/maggio/2016 1° giorno di sit-in dei medici fiscali inps








venerdì, maggio 13, 2016

ANCORA SULLA INCOMPATIBILITA’ TRA MEDICO ESTERNO E MEDICO ISCRITTO NELLE LISTE SPECIALI.

L’incompatibilità tra l’incarico di medico esterno e medico inserito nelle liste ad esaurimento, riportata  nell’ultimo contratto sulla base della Determinazione Presidenziale 147/2015, non ha alcuna relazione  con la disciplina vigente che regolamenta il rapporto dei medici di lista. 
L’incompatibilità, inoltre, riguarda esclusivamente i medici delle liste ad esaurimento, in quanto diverso è il rapporto che lega questi ultimi al Committente rispetto ad altri medici che svolgono analoghe funzioni, anche c/o lo stesso datore o datori diversi che potrebbe far configurare, quindi, un conflitto di interessi.
Corretta o errata tale interpretazione, la stessa non riguarda, a prescindere, la disciplina vigente né tantomeno “un tentativo di aggiramento” del blocca liste regolato da ben altre norme legislative.
Aspetto diverso, invece, come rilevato da una recente interrogazione parlamentare al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, la pericolosità di quanto previsto dalla Determinazione Presidenziale 147/2015, dove si prevede un futuro aumento dei medici esterni legato alla costituzione del Polo Unico di medicina fiscale.
Infatti, come noto, la visita fiscale può essere domiciliare o ambulatoriale a totale discrezione del soggetto richiedente, anzi, nella Pubblica Amministrazione, già oggi, la visita ambulatoriale è di gran lunga la più gettonata.
Inoltre, trasferendo competenze e risorse all’Istituto, c’è la quasi certezza del ricorso alle tecniche di data mining per la individuazione dei lavoratori da sottoporre a controllo che potrebbero essere individuati dall’INPS e non dalle singole Pubbliche Amministrazioni.
Se così fosse, parte delle risorse umane e finanziarie destinate al Polo Unico, potrebbero venire destinate non alle visite domiciliari ma a quelle ambulatoriali ad esclusivo vantaggio, se non si interviene, di medici differenti da quelli di lista.
Tra l’altro, ma per questo si dovrà attendere l’emanazione del nuovo Testo Unico, con la prevista armonizzazione delle norme  tra pubblico e privato, potrebbe essere soppressa o modificata  la norma  che oggi obbliga i datori di lavoro pubblici a richiedere la visita per le assenze per malattia  ricadenti prima o dopo le giornate di libertà, soprattutto quelle di un solo giorno, facendo ricorso ad altri strumenti deterrenti previsti dai CCNL
Ovviamente, tra tutte queste incertezze c’è chi ci sguazza alla grande diffondendo, ad arte, per tutelare esclusivamente altri interessi, quelle che un tempo venivano chiamate  “notizie false e tendenziose”  facendo apparire l’ incompatibilità tra medici fiscali e medici esterni come la causa di tutti i mali per i medici di lista,mentre i mali, quelli veri, saranno causati da altri fattori che si guarda bene dal combattere.  
mauro

mercoledì, maggio 11, 2016

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05765



Atto n. 4-05765

Pubblicato il 10 maggio 2016, nella seduta n. 622

URAS , DE PETRIS , PETRAGLIA , CERVELLINI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute. -
Premesso che:
l'INPS ha pubblicato, in data 16 novembre 2015, un avviso pubblico per il reclutamento di 900 medici, prioritariamente specialisti in medicina legale o in altre branche di interesse istituzionale, cui conferire incarichi professionali a tempo determinato finalizzati ad assicurare l'espletamento degli adempimenti medico-legali delle unità operative complesse o speciali centrali e territoriali;
l'assunzione di 900 medici rappresenta un dato positivo sul piano occupazionale e sul terreno dell'aumento dell'efficienza relativa all'espletamento degli adempimenti medico-legali;
il contratto che i medici utilmente collocati in graduatoria stanno firmando in questi giorni stabilisce, come previsto dalla deliberazione presidenziale n. 147/2015 INPS e dall'avviso pubblico, all'articolo 3, rubricato "obblighi, condizioni e incompatibilità": "L'attribuzione dell'incarico è incompatibile con lo svolgimento dell'attività di medico fiscale, in quanto iscritto nelle liste speciali su base provinciale di cui all'art. 4, comma 10 bis, del D.L. 31 agosto 2013, n. 101 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125";
tale incompatibilità è stata meglio chiarita dallo stesso INPS per il tramite del Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, in quanto "si vuole evitare un conflitto di interessi anche potenziale";
considerato che:
il suddetto articolo 4, comma 10-bis, recita: "In considerazione dei vincoli di bilancio e assunzionali, nonché dell'autonomia organizzativa dell'INPS, le liste speciali, già costituite ai sensi dell'articolo 5, comma 12, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, sono trasformate in liste speciali ad esaurimento, nelle quali vengono confermati i medici inseriti nelle suddette liste alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e che risultavano già iscritti nelle liste alla data del 31 dicembre 2007";
il decreto interministeriale lavoro-salute del 18 aprile 1996, emanato ai sensi dell'articolo 5, comma 13, decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, recante "Integrazioni e modificazioni al decreto ministeriale 15 luglio 1986 concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori da parte dei medici iscritti nelle liste speciali dell'INPS" (Gazzetta Ufficiale n. 99, serie generale, parte prima, del 29 aprile 1996), all'articolo 6, comma 2, recita: "L'insorgere di un qualsiasi motivo di incompatibilità comporterà l'immediata decadenza dall'incarico";
nonostante le norme contrattuali e regolamentari siano estremamente chiare, stabilendo la decadenza immediata del medico fiscale INPS nel caso in cui lo stesso si trovi in una qualsiasi posizione non compatibile per specifiche norme di legge, regolamentari o di contratto di lavoro (articolo 6, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale 18 aprile 1996, come modificato dall'art. 5 del decreto ministeriale 12 ottobre 2000), risulta che alcune Direzioni regionali e provinciali dell'Istituto non stiano procedendo in tal senso, limitandosi semplicemente a sospendere il medico dall'incarico, tra l'altro anche in violazione di quanto stabilito dall'articolo 8, comma 1, del decreto interministeriale 12 ottobre 2000, emanato ai sensi della normativa sopracitata, che limita la sospensione esclusivamente per "giustificati e documentati motivi", e comunque per un massimo di 180 giorni avendo lo stesso Istituto chiarito che, tra i giustificati e documentati motivi non rientra lo svolgimento di altra attività professionale (circolari INPS n. 4 e n. 199 del 2001),
si chiede di sapere:
se il conflitto di interessi che si viene a creare nello svolgimento dei due incarichi sia dovuto alla trasformazione delle liste di iscrizione dei medici in liste ad esaurimento che ha modificato la natura del rapporto intrattenuto con l'INPS, includendo, di fatto, tale categoria di sanitari tra le risorse umane dell'Istituto, con esclusione, quindi, dei medici fiscali non iscritti in tali liste e di quelli a rapporto con le Aziende sanitarie locali;
quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare al fine di chiedere all'INPS il rispetto delle norme regolamentari, in particolare l'articolo 6, comma 2, del decreto ministeriale 18 aprile 1996 e articolo 8, comma 1, del decreto ministeriale 12 ottobre 2000, in modo che non si creino ingiustificate e inspiegabili situazioni di disparità di trattamento, a parità di condizioni, nei confronti di tutti i medici fiscali dell'Istituto.


venerdì, maggio 06, 2016

SUI TEMPI DI ADOZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO

Abbiamo più volte ricordato e pubblicato documenti ufficiali che, a norma dell’articolo 17, legge 124/2015, cd legge Madia, i decreti legislativi devono  entrare in vigore entro il 28 febbraio 2017.
La stessa Ministra, come già pubblicato a dicembre, aveva confermato al Parlamento, nel corso del question time, i tempi dell’iter, ricordando che il decreto, affinchè possa entrare in vigore nei tempi previsti, deve essere necessariamente approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri, prima della pausa estiva.
Questo perché, per rispettare la scadenza di febbraio 2017, una volta approvato in via preliminare, il decreto legislativo dovrà raccogliere i pareri del Consiglio di Stato, Conferenza Stato Regioni e Commissioni di entrambi i rami del Parlamento, tenendo presente che, da ottobre a dicembre, vi è un forte rallentamento di tutta l’attività parlamentare a causa della discussione sulla legge di stabilità.
Quindi, dovrà tornare al Consiglio dei Ministri che lo deve approvare in via definitiva ed inviare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale affinchè possa entrare in vigore.
I decreti legislativi, sempre riguardanti l’attuazione della legge Madia, approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 20 gennaio, ancora sono a spasso tra i vari Organi preposti per i relativi pareri, anzi, il Consiglio di Stato, ha già rilasciato parere contrario su alcuni decreti che, di conseguenza, dovrà essere modificato.
E’ da ricordare, inoltre, che l’emanazione del decreto legislativo, da parte del Ministero interessato, E’ UN ATTO DOVUTO, un obbligo previsto dalla legge e non un favore.
Ricordato l’iter tecnico, ha dell’incredibile quanto si sente in giro dove, voci raccontano che grazie all’intercessione di…… l’Esecutivo stia per emanare i decreti legislativi.
Le stesse voci già raccontavano che al Ministero stavano correndo e il tutto sarebbe avvenuto entro settembre, poi entro dicembre, poi entro marzo e adesso, che sta per scadere il tempo, stanno per uscire…. sempre grazie a…
Al di là di queste esilaranti notizie, sarebbe molto grave se qualcuno, estraneo all’iter di approvazione, fosse a conoscenza del contenuto dell’emanando decreto, prima ancora del Consiglio dei Ministri, del Consiglio di Stato, delle Commissioni parlamentari, della Conferenza Stato Regioni.
mauro

This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Iscriviti a Post [Atom]