mercoledì, marzo 25, 2015

GRAZIE SENATRICE LO MORO per il 13.500/9 (testo 2)

La senatrice LO MORO (PD), in assenza dei proponenti, fa proprio il subemendamento 13.500/9 e, accogliendo la proposta del relatore, lo riformula in un testo 2, pubblicato in allegato.
 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore e del rappresentante del Governo, è accolto il subemendamento 13.500/9 (testo 2).

13.500/9 (testo 2)
BIANCODE BIASIDIRINDINMATURANIPADUAROMANO, LO MORO
All'emendamento 13.500, alla lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, con la previsione del prioritario ricorso alle liste di cui all'articolo 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101».

domenica, marzo 22, 2015

22/marzo/2015:ulteriore precisazione di Cavoli

Le modifiche richieste al subemendamento 13.500/9, da parte del Relatore, Onle Pagliari, come risulta dal resoconto ufficiale del 18 marzo, sono le seguenti:
Esprime parere favorevole anche sul subemendamento 13.500/9, a condizione che sia riformulato, aggiungendo, in fine, alla lettera b), le parole: "con la previsione, in sede di prima applicazione, del prioritario ricorso alle liste di cui all'articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101".
Non risulta, tra gli atti ufficiali, quelli pubblicati sul sito del Senato, l’avverbio “almeno” che precede le parole “in sede di prima applicazione”, come riportato da altre fonti, che avrebbe modificato il senso della norma.
L’incarico conferito ai medici di lista, a norma dell’articolo 5, comma 5, DM 18 aprile 1996 è confermato fino alla durata della disciplina emanata dal decreto, disciplina confermata dal dm 12 ottobre 2000 e reiterata dal dm 8 maggio 2008.
Quindi, fino alla rimodulazione della disciplina, da emanare con un nuovo decreto ministeriale, restano confermati gli incarichi in essere.
Il nuovo decreto potrà essere emanato soltanto dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo ed appare del tutto errato, quindi, affermare che bisogna attendere la decisione della Conferenza Stato Regioni per assegnare le vmcd ai medici oggi incaricati.
Bisogna invece attendere, questo sì, la decisione della Conferenza, e successivo parere da parte delle Commissioni Parlamentari, per trasferire competenze e fondi all’INPS, cioè la partenza del Polo Unico.
Al di là degli aspetti tecnici, forse non del tutto conosciuti, resta il fatto che i medici di lista, con la modifica proposta, non potranno più contare sulle tutele oggi in vigore perdendo dei “diritti acquisiti” e acquistando, se tutto va bene, cioè piazzandosi in pole position nelle future graduatorie, un incarico del tutto provvisorio al pari di quelli riconosciuti ai medici esterni.

sabato, marzo 21, 2015

da Cavoli:approfondimento sulle criticità che genera il subemendamento 13.500/9 modificato dall'on PAGLIARI

 Come già ricordato in altri post, la legge quadro altro non è che una cornice che stabilisce i criteri sui quali dovranno essere emanati, da parte del Governo, i decreti legislativi, che hanno forza di legge e possono modificare norme in vigore  e, successivamente, i regolamenti o decreti ministeriali.
I decreti legislativi, una volta emanati, devono essere esaminati dalle competenti Commissioni parlamentari le quali rilasciano un parere non vincolante per l’Esecutivo, mentre i regolamenti non hanno necessità di questo passaggio.
A legislazione costante, il rapporto che intercorre tra i medici iscritti nelle liste speciali e l’INPS, è regolamentato dai commi 12 e 13, articolo 5, legge 638/83.
Le liste costituite ai sensi del comma 12, per effetto  della legge 125/2013, sono state trasformate in liste speciali ad esaurimento e l’Istituto deve avvalersi, in via prioritaria, ai sensi della legge 147/2013, dei medici ivi iscritti.
L’impianto descritto getta le basi per ottenere, quindi, una prosecuzione senza soluzione di continuità degli incarichi conferiti, ivi compresi quelli attribuiti a far data dal 1 gennaio 2008.
Nel caso di modifica del suddetto quadro normativo, in assenza di una precisa norma di legge che salvaguardi i diritti acquisiti dai medici (è la prima volta, dopo 30 anni che si può parlare di "diritti acquisiti"), verrebbero vanificate le tutele oggi in vigore.
La modifica al subemendamento 13.500/9, richiesta dal Relatore Onle Pagliari in Commissione Affari Costituzionali, limitando, per legge, la prosecuzione degli incarichi solo “in sede di prima applicazione”, non prevede né presuppone un loro proseguimento.
Per “sede di prima applicazione” occorre chiarire che si tratta del periodo intercorrente tra la emanazione del decreto legislativo, quindi dell’effettivo passaggio di competenze e soldi a inps, e l’emanazione del decreto ministeriale (regolamento) che stabilirà i criteri per la formazione di graduatorie al fine della individuazione dei sanitari da incaricare.
A tal fine è da ricordare che i criteri per la individuazione dei collaboratori delle PPAA sono quelli previsti dalle norme succedutesi dal 2001 in poi (servizio, titoli di studio, curriculum, ecc), che i medici di lista hanno potuto evitare grazie a quanto previsto dal DM 8 maggio 2008 che ha reiterato la disciplina esistente, cioè quella emanata con il DM 12 ottobre 2000, quindi antecedente alle norme capestro arrivate successivamente.
Quindi, anche senza la modifica richiesta dal Relatore, comunque i medici di lista avrebbero proseguito l’incarico nel periodo intercorrente tra il decreto legislativo e quello ministeriale…. ovviamente.
Quello che perdono, invece, sono le tutele oggi esistenti: le liste ad esaurimento e la priorità.
Inoltre, superando le tutele oggi in vigore, sarà estremamente difficile, se non impossibile, poter richiedere, o addirittura pretendere, una tipologia contrattuale diversa da quella attuale che garantisca stabilità in quanto, bene che vada, i medici si dovranno giocare ogni volta il rinnovo degli incarichi alla roulette russa.
Se la necessità, tutta da verificare a bilancio concluso, era di inserire ulteriori medici, il cui numero è aleatorio non essendo state individuate le tipologie contrattuali da trasferire, questo lo si poteva effettuare riaprendo le liste, lasciando, quindi, in piedi l’impianto attuale e tutte le tutele in vigore.
Per quanto riguarda il trasferimento dei fondi, questo avverrà in sede di emanazione del decreto legislativo e legge di bilancio, il cui importo, come sottolineato dalla Ragioneria dello Stato, dovrà essere verificato in sede di Conferenza Stato Regioni. A tal proposito, durante la discussione in Commissione Bilancio è emersa anche la necessità che l’accordo raggiunto con le Regioni, debba essere verificato dalle competenti commissioni parlamentari.
Ovviamente, non valgono le rassicurazioni verbali che girano, in quanto queste non finiscono, a differenza degli emendamenti,  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

giovedì, marzo 19, 2015

da Cavoli resoconti del 17 e 18/3/15


Dal resoconto del 17/3/15:

omissis

La  PRESIDENTE  comunica che il relatore, al fine di recepire le condizioni poste dalla Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, su alcuni emendamenti a sua firma, ha presentato i subemendamenti 7.501/500, 10.504/500, 10.505/500, 13.500/500, 14.500/500 e 15.500/500, pubblicati in allegato.

 

13.500/500

PAGLIARIrelatore

All'emendamento 13.500, alla lettera b), capoverso «e-bis», sostituire le parole da: «con attribuzione» fina a:«Sociale» con le seguenti: «con attribuzione all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale della relativa competenza e delle risorse attualmente impiegate dalle Pubbliche amministrazioni per l'effettuazione degli accertamenti;».

Omissis
 

Resoconto del 18/3/15:

omissis

Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13. 

La PRESIDENTE comunica che, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-ter, del Regolamento, sono inammissibili i subemendamenti 13.500/16, 13.500/25 (testo 2) e 13.500/29, nonché gli emendamenti 13.44, 13.50, 13.52, 13.0.1 e 13.0.2. 

Il relatore PAGLIARI (PD) esprime parere contrario sugli emendamenti 13.1, 13.2, 13.3, 13.5, 13.6, 13.7, 13.8, 13.9, 13.10, 13.11, 13.12, 13.13, 13.14, 13.15, 13.16, 13.17, 13.18, 13.20, 13.21, 13.22, 13.23, 13.24, 13.25, 13.26, 13.27, 13.28, 13.29, 13.30, 13.31, 13.500/1, 13.500/2, 13.500/3, 13.500/4, 13.500/5, 13.500/6, 13.500/7, 13.500/8,13.500/10, 13.500/11, 13.500/12, 13.500/13, 13.500/14, 13.500/15, 13.500/17, 13.500/18, 13.500/19, 13.500/20, 13.500/23, 13.500/24, 13.500/26, 13.500/27, 13.500/28, 13.32, 13.33, 13.34, 13.35, 13.36, 13.37, 13.38, 13.39, 13.40, 13.41, 13.42, 13.45, 13.46, 13.47, 13.48, 13.49, 13.51, 13.53, 13.54, 13.55, 13.56, 13.57 e 13.58.

Esprime invece parere favorevole sull'emendamento 13.4, a condizione che sia  riformulato, sostituendo la letteraa) con la seguente: "a) previsione nelle procedure concorsuali pubbliche di meccanismi di valutazione finalizzati a valorizzare i titoli inerenti all'esperienza professionale acquisita da coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile  con le amministrazioni pubbliche".

Esprime parere favorevole sull'emendamento 13.19, a condizione che, alla  lettera b), dopo le parole: "espletamento degli stessi", siano inserite le seguenti: "in particolare con la predisposizione di strumenti volti a garantire l’effettiva segretezza dei temi d’esame fino allo svolgimento delle relative prove, di misure di pubblicità sui temi di concorso e di forme di preselezione dei componenti delle commissioni".

Esprime parere favorevole anche sul subemendamento 13.500/9, a condizione che sia riformulato, aggiungendo, in fine, alla lettera b), le parole: "con la previsione, in sede di prima applicazione, del prioritario ricorso alle liste di cui all'articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101".

omissis

venerdì, marzo 13, 2015

info da Mauro Cavoli

Tutti i subemendamenti all’emendamento del Relatore Pagliari, che riguardano il cd Polo Unico, hanno ricevuto parere non ostativo da parte della Commissione Bilancio e saranno posti in votazione c/o la Commissione Affari Costituzionali, a partire dalla prossima settimana.

Ricordiamo i subemendamenti che hanno superato il passaggio in Commissione Bilancio:

3.500/13

MARAN, RUSSO, ROMANO, LANZILLOTTA

All'emendamento 13.500, alla lettera b), aggiungere in fine, il seguente periodo:

        «Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui al periodo precedente, l'Istituto medesimo si avvale, in via prioritaria, dei medici inseriti nelle liste speciali di cui all'articolo 4, comma 10-bis, decreto-legge del 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.125, come modificato dall'articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2013, n. 125».

 

13.500/11

FLORIS, D'AMBROSIO LETTIERI, RIZZOTTI, SCILIPOTI ISGRÒ, ZUFFADA

All'emendamento 13.500, alla lettera b), aggiungere, in fine, il seguente periodo:

        «mantenimento delle liste ad esaurimento previste dall'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n.101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.125 formate dai medici di cui l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale si avvale, in via prioritaria, ai sensi dell'articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n.147, per la effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sul personale assente dal servizio per malattia;».

 

13.500/10

SCAVONE, GIOVANNI MAURO, COMPAGNONE

All'emendamento 13.500, alla lettera b), aggiungere, in fine, il seguente periodo:

        «e connesso mantenimento delle liste ad esaurimento previste dall'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 formate dai medici di cui l'Istituto Nazionale della Provincia Sociale di avvale, in via prioritaria, ai sensi dell'articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n. 147, per la affettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sul personale assente del servizio per la malattia». 

 

13.500/9

BIANCO, DE BIASI, DIRINDIN, MATURANI, PADUA

All'emendamento 13.500, alla lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «che si avvale, prioritariamente, ai sensi dell'articolo 1, comma 340 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dei medici inseriti nelle liste speciali di cui all'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125».

 

13.500/12

BIANCO, DE BIASI, DIRINDIN, MATURANI, PADUA

All'emendamento 13.500, alla lettera b), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «provvedendo, altresì, alla definizione della tipologia del rapporto contrattuale, dell'incompatibilità con altre funzioni che prevedano il rilascio di certificati di malattia, dei requisiti e dei criteri per la definizione di graduatorie provinciali per il reinserimento di eventuali ulteriori medici, fatto salvo il prioritario utilizzo, previa completa assegnazione delle funzioni, di quelli inseriti nelle liste speciali di cui all'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125».

giovedì, marzo 12, 2015

da Mauro Cavoli:scheda

Il testo riformulato dell’emendamento presentato dal Relatore,presenta alcuni aspetti importanti.
In primo luogo viene disposta l’attribuzione delle risorse all’INPS, attualmente impegnate dalle PPAA e da queste gestite (tranne che per le scuole).
Questo passaggio potrebbe significare che la disposizione delle vmcd, oggi regolamentata dal decreto legislativo 165/01, verrebbe di fatto superata attribuendo all’Istituto la facoltà di  disporre la visita avvalendosi, come già accade per i lavoratori del settore privato, del data mining.
L’emendamento, inoltre, non quantifica l’importo delle risorse da attribuire attualmente impegnate (70 milioni di euro) ma lo stesso sarà determinato in sede di Conferenza Stato Regioni e successivo passaggio parlamentare.
Attualmente l’Istituto, grazie alle tecniche del data mining, per tenere sotto controllo il fenomeno malattia, impegna 18 milioni annui per un totale di 22 milioni di lavoratori del settore privato.
Secondo questa logica,quindi, sarà difficile prevedere che la spesa annua per il controllo malattia di 3,5 milioni di dipendenti pubblici, utilizzando le stesse tecniche di indagine, possa raggiungere le cifre da cinema  che si raccontano.
Bene che vada, si potrebbe prevedere la stessa somma spesa per controllare il settore privato. Ovviamente vengono escluse, in quanto sono un dato estremamente variabile e aleatorio e che ha finalità diverse e che comunque non concorre per una forma di stabilizzazione del rapporto, le somme impegnate dai ddl privati.
Altro aspetto importante è l’individuazione della platea dei sanitari che attualmente effettuano le vmcd sui dipendenti pubblici, quindi medici asl, per i quali, sempre in sede di Conferenza, dovranno essere definite le modalità di impiego.
L’emendamento non individua le tipologie dei rapporti interessati, non escludendone nessuna e lasciando “mano libera” al Governo in sede di emanazione dei decreti legislativi e regolamentari.
Tra l’altro, secondo le norme vigenti che regolamentano la mobilità del personale dipendente, non vi sono ostacoli affinchè si possa disporre un trasferimento di tali rapporti, sottolineando che l’eventuale passaggio potrebbe comportare un affievolimento del numero di sanitari impegnati come medici esterni.
Sarebbero quindi interessati, secondo il testo: medici dipendenti, convenzionati a tempo indeterminato e determinato, liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi, anche se impegnati solo parzialmente nella effettuazione di visite fiscali, in quanto l’emendamento non richiede per la loro individuazione un impegno esclusivo o prevalente nella funzione.
Attualmente, di norma, le visite fiscali vengono svolte nei distretti sanitari che sono ca 700, ed è prevista, mediamente, la presenza di almeno 1 medico in ogni distretto.
Infine, occorre ricordare che i decreti legislativi che verranno emanati successivamente, avendo forza di legge, potrebbero modificare norme legislative in vigore, non essendo previsto, nell’emendamento, quindi nella legge delega, alcuna salvaguardia con  riferimento alle tutele per i medici di lista già approvate.

Su questo punto si registra l’intervento ufficiale e trasversale, non “pizzini”, ma subemendamenti, presentati da diversi esponenti politici.

da Cavoli:passaggi dal resoconto della commissione bilancio di oggi 11/3/2015

Quanto all'emendamento del relatore 13.500, il rappresentante del GOVERNO dà conto di una relazione tecnica che propone una riformulazione limitata alla lettera b), che inserisca una clausola da cui derivi che il testo concordato dalla Conferenza Stato-Regioni debba essere esaminato, ai fini della opportuna compatibilità finanziaria, dalle Commissioni parlamentari competenti.

Il senatore URAS (Misto-SEL) osserva che l'emendamento si rende necessario in relazione alla situazione verificatasi nel corso del tempo, in base alla quale l'INPS provvede agli accertamenti medico-legali riguardanti i dipendenti del settore privato, utilizzando allo scopo i medici inseriti in un'apposita graduatoria, mentre le ASL provvedono alla stessa incombenza con riferimento ai dipendenti del settore pubblico, utilizzando i medici che svolgono la normale attività prevista nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. L'attribuzione dell'intera competenza, sia per il settore privato che per quello pubblico, all'INPS, consentirebbe di ottenere maggiore efficienza e minori costi, senza considerare che l'esercizio della competenza in materia di accertamenti da parte delle ASL è suscettibile di generare un conflitto di interessi, in quanto le visite operate dai medici del Servizio sanitario nazionale possono dar luogo a verifiche di irregolarità relative a malattie professionali precedentemente riconosciute da parte dello stesso Servizio sanitario nazionale.

Il PRESIDENTE ritiene, pertanto, di poter esprimere un parere di nulla osta sull'emendamento 13.500 ad eccezione della lettera g-quater), sulla quale il parere dovrebbe essere di contrarietà semplice.
Quanto ai relativi subemendamenti, il rappresentante del GOVERNO esprime un parere contrario sulle proposte 13.500/16 (e analogo 13.500/29), 13.500/21, 13.500/22 e 13.500/25, mentre esprime un parere di nulla osta sulle proposte 13.500/24 e 13.500/28.
Alla luce del dibattito svoltosi, il RELATORE propone il seguente parere: " La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti del relatore, i relativi subemendamenti nonché le riformulazioni pervenute, riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, omissis
Sull'emendamento 13.500 il parere è di nulla osta, ad eccezione della lettera g-quater), condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, alla sostituzione delle parole da: "con attribuzione" fino a: "Sociale" con le seguenti: "con attribuzione all'Istituto nazionale della previdenza sociale della relativa competenza e delle risorse attualmente impiegate dalle Pubbliche amministrazioni per l'effettuazione degli accertamenti";

Il PRESIDENTE propone, pertanto, di rendere un parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 13.500/21 e 13.500/25, 13.500/16 e analogo 13.500/29 (per assenza di relazione tecnica), di semplice contrarietà sulla proposta 13.500/22 e non ostativo sulle proposte 13.500/24 e 13.500/28.
 Il parere è altresì non ostativo su tutti i restanti emendamenti del relatore e relativi subemendamenti, ad eccezione dell'emendamento 8.0.100 e dei relativi subemendamenti nonché della proposta 7.501/23 (testo 2), sui quali il parere rimane sospeso."

venerdì, marzo 06, 2015

da Cavoli : 13.500 riformulato e scheda tecnica con esito positivo




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