venerdì, luglio 01, 2016

da Cavoli:DECRETO LEGISLATIVO, IN ARRIVO IL TRAPPOLONE

Leggendo i vari resoconti pubblici relativi ad un incontro avvenuto di recente, svoltosi finalmente alla luce del sole grazie all’intervento di alcuni rappresentanti, avente come oggetto del contendere l’emanando decreto legislativo, il quadro che si va delineando è quello che avevamo anticipato, da ca 1 anno, su queste pagine:
RISORSE: speriamo sia  chiara, adesso,  la ratio della norma contenuta nella legge Delega, laddove si parla di risorse attualmente impiegate. Queste sono, e non è che ci volesse il prof. Monti, bocconiano di fama internazionale, per capirlo, quelle realmente spese per gli accertamenti medico legali (le norme vanno lette congiuntamente, sia il DL 98/2011 che la legge Delega, evitando interpretazioni fai da te). Non sono né quelle impegnate né tantomeno quelle assegnate. Se una Pubblica Amministrazione ha impegnato ad inizio anno 1000 euro per le visite fiscali e ne ha attualmente impiegate 700, secondo la legge Delega, giusta o errata che sia,  si deve considerare la seconda cifra. Per ottenere i 69 milioni e 300 mila euro previsti dalla normativa vigente, tanti sono e non 50, 27, 35 (vado per 1 e faccio quaterna) era sufficiente scrivere risorse assegnate o impegnate. Leggersi i resoconti parlamentari per individuare da quale Ministero proviene  l’emendamento relativo alle risorse, che non è certo il MEF né tantomeno la Ragioneria. Inoltre, una volta individuata la cifra esatta, d’intesa con la  Conferenza Stato Regioni, verrà determinata  l’entità delle risorse da trasferire:
ANTICIPAZIONE VMCD SUI DIPENDENTI PUBBLICI IN ATTESA DEL DECRETO: sembra ci sia interesse su questa proposta da parte dei rappresentanti del Ministero. Fa piacere, sinceramente piacere che, dopo un Ordine del Giorno accolto dal Governo a Novembre 2015, una richiesta ufficiale della FNOMCEO e un’altra a firma di tutte le OOSS di categoria e Associazioni sull’argomento, senza risposta, si cada dalle nuvole e si reputa la richiesta di anticipare le vmcd sui pubblici, in attesa del decreto,  “interessante”. Sarebbe anche interessante invece conoscere, inoltre, come mai un emendamento al MIlleproroghe, con il quale si chiedeva ugualmente, nelle more del polo unico,di far richiedere le vmcd all’INPS, che aveva superato il difficile esame di ammissibilità, sia stato proprio bocciato dal Governo (ovviamente, anche in questo caso, leggasi i resoconti parlamentari);
TEMPI EMANAZIONE DECRETO: è da settembre dello scorso anno che avevamo indicato, su queste pagine, i tempi di emanazione del decreto, che sono scritti nella legge Delega, non occorrendo una cartomante per leggere il futuro. Chissà dove sono finiti quelli che davano per imminente l’emanazione del decreto, addirittura entro dicembre 2015, vendendosi, già ad ottobre dello stesso anno, che i sindacati sarebbero stati chiamati da lì a qualche giorno per chiudere la partita!!!!;
TIPOLOGIA CONTRATTUALE E TUTELE: e qui arriva il bello. Quello che abbiamo sempre scritto su queste pagine, del rischio che venisse rifilato ai medici di lista un contrattino ad ore con il quale far effettuare 6 visite al giorno per un compenso simbolico ma km tanti, sta diventando realtà. Si parla di inserire nel decreto requisiti minimi,  dignità,  convenzione (come se il rapporto attuale non fosse una convenzione), senza indicazioni precise, lasciando successiva libertà di interpretazione a ministeri, committente e soliti maneggioni. Di seguito, solo ed esclusivamente un suggerimento tecnico, a mio avviso da chiedere con forza di far inserire nel decreto legislativo, tenendo conto degli OODDGG accolti dal Governo, per cercare di  evitare in extremis, il TRAPPOLONE:
fermo restando, ai sensi dell'articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n.147, il ricorso prioritario ai medici inseriti nelle liste di cui all'articolo 4, comma 10bis, decreto legge 31 agosto 2013, n.101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.125, in attività alla data di entrata in vigore del presente decreto, per lo svolgimento integrale delle attività riguardanti gli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici assenti dal servizio per malattia, è rideterminata, d'intesa con le Organizzazioni Sindacali di categoria, la natura giuridica dei rapporti di collaborazione in essere, secondo criteri che garantiscano la stabilità con un trattamento normativo ed economico non inferiore a quello previsto per i medici convenzionati a tempo indeterminato con l'INAIL.  
Nelle more o in subordine a quanto previsto nel periodo precedente, d'intesa con le Organizzazioni Sindacali di categoria, vengono confermati la disciplina vigente e i compensi aggiornati  dal decreto ministeriale 8 maggio 2008, con assegnazione di volumi prestabiliti  di prestazioni, uniformi su tutto il territorio nazionale, non inferiori a quelli previsti dall'articolo 7, comma 1, decreto ministeriale 18 aprile 1996 a compensazione con il riconoscimento della disponibilità  oraria effettivamente garantita, già prevista dalla tabella A allegata  al DPR 17 febbraio 1992, rivalutata in base agli indici ISTAT. 
Ccà nisciuno è fesso, avrebbe sentenziato il Principe.    
mauro  

sabato, giugno 18, 2016

scheda sulla durata dei rapporti di lavoro

Tutti i rapporti di lavoro, tranne quelli di pubblico impiego, prevedono diverse condizioni di riduzione dei carichi di lavoro, di orario e/o a volumi di attività, o risoluzione degli stessi.
Proviamo ad analizzare SOLO QUESTO ASPETTO:

Rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato: in caso di riduzione della produzione o per motivi legati alla riorganizzazione aziendale, può essere prevista la cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali, la mobilità e il licenziamento;

Rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato: alla scadenza del contratto, il lavoratore decade automaticamente dall'incarico;

Rapporto di lavoro parasubordinato e/o autonomi in genere: sono previsti solo a tempo determinato e alla scadenza del contratto, il lavoratore decade automaticamente dall'incarico;

Rapporto di lavoro parasubordinato a tempo indeterminato: Sono previsti solo dal SSN e tra questi vi è l'ACN per la specialistica ambulatoriale, cd sumai. Anche in questo caso, il datore di lavoro (ASL), nella ipotesi di contrazione delle prestazioni, può ridurre l'orario di incarico. Non è corretto affermare, quindi, che con il sumai non possa verificarsi un altro 29 aprile, in quanto l'unica tipologia che potrebbe evitarlo, è il rapporto di pubblico impiego.

Con la vigente disciplina, la contrazione del carico di lavoro si è verificata solo perché il carico di lavoro è previsto "in linea di massima" e non, quindi, certo. Per evitare il ripetersi di tale situazione, è sufficiente inserire un carico di lavoro blindato a compensazione con la disponibilità oraria. Sembrerebbe paradossale, ma questa clausola di pesi e contrappesi, abbinata alla non scadenza del contratto, risulterebbe più efficace rispetto alle soluzioni avanti prospettate.

Infine, inutile ricordare che il passaggio dal compenso a prestazione a quello orario, non determina alcuna diversa garanzia di tenuta dell'incarico ma esclusivamente un vantaggio per il committente grazie al quale può ridurre il compenso vigente.

A proposito di compensi vigenti, per comodità di memoria, si sottolinea che gli stessi sono stati determinati sulla base del tariffario allegato al DPR 17 febbraio 1992 e aggiornati, in base agli indici ISTAT, come prevede la vigente normativa, con il decreto ministeriale 8 maggio 2008. E' fuorviante, quindi, affermare che si possa ritornare ai livelli del 1992 in caso di reiterazione della vigente disciplina.
mauro

martedì, giugno 14, 2016

RUOLO UNICO = TIPOLOGIA INCARICO UNICA E RISORSE FINANZIARIE UNICHE?

Nella ipotesi che venisse costituito c/o INPS il cd “ruolo unico” del medico convenzionato che, almeno sulla carta, porterebbe ad  una inevitabile “fusione” tra i medici di lista e quelli esterni, alla luce della vigente normativa, proviamo ad analizzare le eventuali ricadute sul rapporto intrattenuto e le risorse finanziarie.
L’attuale incarico dei medici di lista è regolamentato dalla disciplina emanata dai DDMM dal 1986 al 2008, nonché dalle due leggi del 2013 che hanno trasformato le liste speciali in liste ad esaurimento e riconosciuto ai sanitari la priorità nella effettuazione delle vmcd.
La scadenza dell’incarico è determinata dalla durata della disciplina emanata a seguito del decreto ministeriale, tanto è vero che sul contratto questa non è riportata perché, come dovrebbe essere noto, i decreti ministeriali non hanno scadenza.
Al contrario, il rapporto intrattenuto dai medici esterni non è regolamentato  da nessuna norma se non quella generale che regolamenta i rapporti intrattenuti dal personale esterno alle Pubbliche Amministrazioni ed ha, ovviamente, una scadenza ben precisa.
Inoltre, per quanto riguarda le risorse finanziarie:
per i medici di lista sono di tre tipi: certe, rappresentate da quelle che verranno determinate dal Decreto Legislativo per le visite sui dipendenti pubblici, quasi certe, ma ormai consolidate, di ca 20 milioni di euro/anno rappresentate dalle vmcd richieste dai datori di lavoro e variabili quelle di volta in volta stabilite  per le visite richieste d’Ufficio a carico dell’INPS, che dovrebbero rappresentare ca il 20% del totale delle risorse (18 + 20 + 30?)  
per i medici esterni, invece, sono esclusivamente quelle a carico dell’Istituto e da questo determinate in piena autonomia, in quanto la normativa vigente prevede che l’INPS, per la gestione dei controlli sulla IC, provveda con proprie risorse umane e finanziarie (il 100% del totale).
A questo punto, poi, si dovrebbe aprire una finestra per verificare se i medici delle liste ad esaurimento fanno parte o meno delle risorse umane dell’Istituto, ma è preferibile stendere un velo pietoso e non ricordare precedenti interventi contro questa possibilità.
In caso di matrimonio tra le due figure, medico di lista e medico esterno, quindi, non dovrebbero esserci dubbi su chi porterà la dote e su chi, invece, “appenderà il cappello”.
Sulla base del quadro normativo descritto, appare evidente che nel caso di una fusione tra le due figure, con la inevitabile creazione di un ruolo unico di medico convenzionato, quella “in posizione di vantaggio” non può che essere il medico di lista.
Tale aspetto, è quello garantito dalla proposta unitaria che mette al centro del sistema il medico di lista, riconoscendo ope legis a tempo indeterminato, l’ACN per la specialistica ambulatoriale, cd sumai,  con possibilità di svolgere attività ambulatoriale, non perché più bello o più bravo, ma semplicemente perché si trova in una situazione normativa ben diversa.
Contro la proposta unitaria, è bene ricordarlo, si sono scagliati contro in diversi: alcuni, comprensibilmente, perché probabilmente non avevano ben compreso le finalità della stessa altri, invece, che lo avevano capito benissimo ma non gradivano che ciò si realizzasse.
Un capitolo a parte meriterebbe, poi, chi ieri sbandierava di essere contrario al medico polivalente, affermando addirittura che questa figura veniva introdotta dalla proposta unitaria, mentre oggi abbraccia, perfino con i piedi, il ruolo unico.
Infine, c’è da chiedersi, ma ruolo unico significa anche tipologia contrattuale unica?
Mentre per i medici di lista il percorso normativo per la individuazione di un rapporto “stabile” potrebbe risultare più agevole, per i medici esterni, in assenza, ad oggi, di norme specifiche, si resta inevitabilmente con quello attuale, cioè rapporto orario generico libero professionale e precario.
Non bisogna essere una volpe o “astuti come un cervo” (amici miei parte II) per intuire quale delle due tipologie contrattuali sceglierebbe il committente per un eventuale  ruolo unico!!!
L’altra strada, in subordine alla proposta unitaria, nel caso in cui questa non potesse essere accolta, per evitare di confluire in un unico calderone con un futuro professionale alquanto incerto, potrebbe essere quella di reiterare la vigente disciplina integrandola con le dovute garanzie per il carico di lavoro, dando anche la possibilità di effettuare, su base volontaria, attività ambulatoriale.
Prima sarebbe forse il caso di blindare l’incarico di tutti i medici di lista e con le risorse adeguate, modificare la pericolosa delibera presidenziale and after you will see.
mauro

sabato, giugno 11, 2016

SCHEDA SULLA CIRCOLARE N.95 APPLICATIVA DELLA CD LEGGE CARLOTTA

Con la pubblicazione delle disposizioni operative riguardanti la cd legge Carlotta, si è concluso l’iter iniziato con il decreto legislativo attuativo del Jobs Act.
L’insieme delle norme e disposizioni emanate, hanno confermato l’impianto vigente previsto dalla legge 638/83, quindi, dai decreti ministeriali attuativi 15 luglio 1986, 18 aprile 1996, 12 ottobre 2000 e 8 maggio 2008.
Nel caso in cui si dovessero prevedere eventuali visite ambulatoriali in tale ambito, già previste  dall’articolo 10, comma 2, decreto ministeriale 12 ottobre 2000, è un’occasione, questa, per chiedere che tale attività, insieme ad altre riguardanti la medicina fiscale, venga assegnata ai medici di lista.
L’altro aspetto importante da valutare attentamente, sul quale vi era stata un’anticipazione su questo blog nei mesi precedenti e all’incontro del 1 dicembre in fnomceo, è che la legge Carlotta conferma, indirettamente, la disciplina vigente, la stessa attraverso la quale vengono individuati la tipologia del rapporto e i compensi per i sanitari.
Se l’emanando decreto legislativo attuativo della Delega di cui all’articolo 17, legge 124/2015, riguardante il trasferimento delle risorse e competenze all’INPS per  gli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici assenti dal servizio per malattia, non dovesse entrare nel merito della tipologia del rapporto,  allora gioco forza si dovrà ragionare con gli strumenti che abbiamo a disposizione.
Questo significa, che se si ostina a chiedere un rapporto orario in costanza della legge 638/83, non si potrà che ottenere un rapporto orario  generico e libero professionale con conseguente contrazione dei compensi al di là delle televendite che capita di ascoltare in giro,nelle quali si promettono  miracolosi sumai manco fosse una batteria di pentole da piazzare a sprovveduti compratori.
Aspetto totalmente diverso, invece, ha la proposta unitaria, aspramente criticata con tutti i mezzi, che prevede un percorso normativo chiaro e tecnicamente sostenibile, partendo dal decreto legislativo per finire a quello ministeriale, quindi all’ACN della specialistica ambulatoriale e stabilizzazione definitiva dei medici di lista.
Nel caso in cui si fosse costretti a  ragionare con la legge 638/83, la reiterazione della vigente disciplina integrata con il carico di lavoro certo uniforme su tutto il territorio a compensazione con la disponibilità oraria e la previsione di svolgere, a domanda, le attività ambulatoriali della medicina fiscale, resta l’ultima chance che i sanitari non dovrebbero lasciarsi sfuggire.
Anche contro questa “linea del Piave”,  si muovono le truppe cammellate sciorinando motivazioni a dir poco grottesche: compensi troppo alti (ma da quale parte stanno, visto che i compensi sono fermi a 8 anni fa!!), poca voglia de lavorà, medici ai quali non interessa la medicina fiscale, e fregnacce varie.
A quanto sembra, al peggio non vi è mai fine.
mauro

mercoledì, giugno 08, 2016

ricevo e comunico

Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito
Coordinamento Generale Medico Legale 
Roma, 07/06/2016
Circolare n. 95
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
   periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
   Dirigenti Medici

e, per conoscenza,

Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
   di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
   per l'accertamento e la riscossione
   dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Allegati n.2

OGGETTO:
Esclusioni dall’obbligo di reperibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato.
SOMMARIO:
Con la presente circolare si forniscono indirizzi operativi in merito all’applicazione della normativa relativa alle esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori del settore privato. Sono allegate alla circolarecostituendone parte integrante, le linee guida per l’individuazione delle patologie che danno diritto agli esoneri di cui trattasi.
INDICE:    1. Premessa.
                2. Campo di applicazione.
                3. Controlli medico legali.
                4. Servizi ai datori di lavoro.
                5. Istruzioni operative.
1.   Premessa

Con l’articolo 25del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 (“Esenzioni dalla reperibilità”), nell’ambito delle disposizioni in materia di rapporto di lavoro e in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183, il legislatore ha recentemente novellato l'articolo 5, comma 13, del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983 n. 638,  inserendo la previsione di una specifica disciplina finalizzata a stabilire le esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati.
Successivamente, con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero della salute, 11 gennaio 2016 (“Integrazioni e modificazione al decreto 15 luglio 1986, concernente l’espletamento delle visite mediche di controllo dei lavoratori da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale” - Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2016) sono state individuate le circostanze causali che danno diritto alle suddette esenzioni (all.1).
Pertanto, ai sensi della normativa citata, sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità (previste per il settore privato dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00) i lavoratori subordinati la cui assenza sia connessa con:
  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione della Struttura sanitaria;
  • stati patologici sottesi o connessi a situazioni di invalidità riconosciuta, in misura pari o superiore al 67%.

Tuttavia, la norma fornisce solo una previsione astratta delle situazioni di esonero senza dettagliare le concrete fattispecie che, oggetto di valutazione da parte di una consistente platea di medici curanti estensori della certificazione, potrebbero essere suscettibili di diversificata interpretazione.
Ai fini dell’attuazione della sopra citata normativa, quindi, si rende necessario definire il campo soggettivo e oggettivo di applicazione.

2.   Campo di applicazione

Preliminarmente, appare opportuno evidenziare che i lavoratori interessati, come da espresso riferimento contenuto nel decreto, sono quelli con contratto di lavoro subordinato appartenenti al settore privato rimanendo esclusi, pertanto, i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps di cui all’art.2, comma 26, della legge n. 335/95. 
Con riferimento, invece, all’ambito di applicazione della norma, al fine di orientare correttamente e univocamente i soggetti coinvolti, l’Istituto, con l’approvazione del Ministero della salute e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per gli aspetti di rispettiva competenza, ha elaborato apposite linee guida, fornite in allegato (all.2), contenenti indicazioni sulla casistica di interesse.
Le suddette linee guida sono rivolte ai medici che redigono i certificati di malattia e che, solo in presenza di una delle situazioni patologiche in esse enumerate, dovranno:
  • apporrela valorizzazione dei campi del certificato telematico riferiti a “terapie salvavita” / “invalidità” (decreto ministeriale 18 aprile 2012);
  • nel caso di certificati di malattia redatti in via residuale in modalità cartacea, attestare esplicitamente l’eventuale sussistenza delle fattispecie in argomento ai fini della esclusione del lavoratore dall’obbligo della reperibilità.
Al riguardo, si ricorda che i medici del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionati che redigono i certificati attestanti lo stato morboso dei lavoratori in malattia agiscono, secondo consolidata giurisprudenza, in qualità di pubblici ufficiali e sono tenuti, pertanto, ad attestare la veridicità dei fatti da loro compiuti o avvenuti alla loro presenza nonché delle dichiarazioni ricevute senza ometterle né alterarle, pena le conseguenti responsabilità amministrative e penali.

3.   Controlli medico legali

L’Istituto, come più volte precisato anche in sede giurisdizionale, ha, nell’ambito delle prestazioni di competenza, il potere-dovere di accertare fatti e situazioni che comportano il verificarsi o meno del rischio assicurativo, presupposto della prestazione. Pertanto, pur venendo meno, nelle fattispecie oggetto della norma, l’onere della reperibilità alla visita medica di controllo, posto a carico del lavoratore nell’ambito delle fasce orarie stabilite dalla legge, rimane confermata la possibilità per l’Inps di effettuare comunque controlli,sulla correttezza formale e sostanziale della certificazione e sulla congruità prognostica ivi espressa.
Tale principio risulta essere in linea con il generale sistema dei controlli da parte della pubblica amministrazione al fine di garantire, pur nel pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, la corretta gestione della spesa pubblica, secondo i precetti di cui all’articolo 97 della Costituzionee le correlate pronunce della giurisprudenza di rango costituzionale.
Pertanto, le indicazioni contenute nelle linee guida costituiscono un punto di riferimento anche in ottica di possibili verifiche da parte dell’Inps e dei datori di lavoro in merito all’attestazione di eventi che danno diritto all’esonero dalla reperibilità.

4.   Servizi ai datori di lavoro

I datori di lavoro, nell’ambito dei controlli medico legali richiesti all’Istituto nei confronti dei lavoratori dipendenti assenti per malattia, sono tenuti ad escludere, ai fini dell’attuazione della normativa in argomento, gli attestati telematici che riportino valorizzati i citati campi riferiti a “terapie salvavita” e “invalidità”.
Pur ribadendo l’impossibilità per i datori di lavoro di utilizzare nelle ipotesi sopracitate il canale per la richiesta di visite mediche di controllo domiciliare, resta ferma la possibilità per gli stessi di segnalare, mediante il canale di posta PEC istituzionale, alla Struttura Inps territorialmente competente possibili  eventi riferiti a fattispecie per le quali i lavoratori risultino esentati dalla reperibilità, per i quali ravvisino  la necessità di effettuare una verifica. Sarà cura della Struttura valutare, mediante il proprio centro medico legale l’opportunità o meno di esercitare l’azione di controllo, dandone conseguente notizia al datore di lavoro richiedente.

5.   Istruzioni operative

L’Istituto ha già provveduto ad effettuare le modifiche procedurali finalizzate a recepire, nell’ambito del flusso automatizzato per la gestione dei certificati di malattia, le informazioni che consentono di selezionare i certificati relativi alle patologie di cui alla normativa in argomento.
Con successivo messaggio saranno fornite specifiche istruzioni alle Strutture territoriali Inps in merito alla gestione delle attività di monitoraggio e controllo medico legale illustrate nella presente circolare.

 Il Direttore Generale 
 Cioffi 

martedì, giugno 07, 2016

RAPPORTI A TEMPO INDETERMINATO CON LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

È stato pubblicato, su Doctor News, l’articolo di seguito che sintetizza le tipologie contrattuali (riguarda i medici ospedalieri ma estendibile, come principio, a qualunque settore) che si possono intrattenere con le Pubbliche Amministrazioni, confermando tutto quanto abbiamo fino ad oggi ricordato sull’argomento nei vari post.
Non esistono rapporti atipici quali cococo, cocopro, partita iva ecc a tempo indeterminato ma questi possono essere solo a tempo determinato e previa selezione.
L’unica eccezione di rapporto atipico che dura dal 1996, (20 anni di rapporto con la stessa Pubblica Amministrazione) è quella che riguarda i medici di lista, grazie ad una norma “speciale”.
Se si vuole andare, invece, nel campo della parasubordinazione, l’unico contratto a tempo indeterminato è l’ACN che regolamenta i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni.
Quindi, o si passa ope legis all’ACN della specialistica ambulatoriale, cd sumai, oppure si reitera la vigente disciplina.
Indicare, come  soluzione alla precarietà dei medici di lista rapporti quali: tipo sumai, tipo SSN, rapporti con tutele, diritti sindacali, generici, significa solo vendere aria fritta.
mauro
Cococo, cocopro, partita Iva, somministrazione, convenzione con coop di servizio. Le formule di contratto atipico per gli oltre 12mila medici ospedalieri che vivono in condizioni di precariato sono svariate. Dopo le dichiarazioni a Doctor33 di Eleonora Albanese, sindacalista dell'Esecutivo nazionale dell'Anaao AssomedMarco Perelli Ercolini vicepresidente della Federazione sanitari pensionati e vedove- Federspev, fa per Doctor33 il punto della situazione, chiarendo sia quando si può fare ricorso a questo tipo di contratti sia quando scatta l'illecito. «Chi si costruisce aspettative di stabilizzazione sulla base di questi contratti piegandosi alle richieste dell'azienda non fa bene i conti» spiega l'esperto. 

"Nell'articolo del 3 giugno Medici precari, in corsia si apre spiraglio sui contratti atipici. Le Regioni avviano ricognizioni con intervista a Eleonora Albanese di Anaao Assomed si legge che nessuna legge ha vietato alla Pubblica amministrazione i contratti atipici per i medici ospedalieri, ancorché rispetto al contratto nazionale comportino minori versamenti all'Inps, al Fisco, e maggiori problemi assicurativi per il medico.
In realtà, nella pubblica dipendenza l'assunzione lavorativa va fatta mediante la procedura concorsuale (articolo 97 Costituzione e articolo35 DLgs 165/2001) anche per incarichi a tempo determinato anche usufruendo di graduatorie di precedenti concorsi.
La deroga per l'art.7 del Dlgs 165 di possibilità di incarichi individuali con contratto di lavoro autonomo di natura occasionale o coordinata e continuativa può essere eccezionalmente adottata in casi particolari. In particolare:
a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;

b) l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;

c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l'eventuale proroga dell'incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell'incarico;

d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti. 

Il secondo periodo dell'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, è soppresso dalla legge 165. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 36, comma 3, del presente decreto e, in caso di violazione delle disposizioni di cui al presente comma, fermo restando il divieto di costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, si applica quanto previsto dal citato articolo 36, comma 5-quater. L'eccezione diventata regola è pur sempre un illecito, e la Corte dei conti non è detto non possa intervenire....

Del resto chi si costruisce aspettative di stabilizzazione sulla base di questi contratti piegandosi alle richieste dell'azienda non fa bene i conti. Infatti, ricordo, un contratto libero professionale reiterato che elude un rapporto di dipendenza vero e proprio dà diritto al posto in pianta stabile nel privato, ma non nel pubblico perché l'assunzione sia a tempo indeterminato che determinato è solo mediante concorso e il lavoratore può chiedere solo un indennizzo per danni...(Corte di  Cassazione sezioni unite -  sentenza numero 5072 del 1 dicembre 2015 depositata il 15 marzo 2016)".  


mauro cavoli

lunedì, giugno 06, 2016

ATTIVITA’ AMBULATORIALI : Ma si informi, mi faccia il piacere!!!! a cura di Mauro Cavoli

Probabilmente ancora non si è compreso che l’oggetto del contendere non è quante e quali attività, oltre le vmcd, potrebbero effettuare i medici di lista, ma con quale strumento normativo e, soprattutto, come riconoscere loro tale strumento SENZA DECADERE DALL’INCARICO.
Nell’ultima proposta presentata dal Committente nel 2011, era previsto un ampliamento delle attività alquanto generico, ma il testo della proposta, basato sulla valutazione comparativa per selezionare i migliori, era quanto di più precario si potesse immaginare.
Forse non si ricorda, che subito dopo il big bang, precisamente a giugno 2013, vi fu un incontro istituzionale tra INPS e FNOMCEO ed entrambi, di comune accordo, decisero di rimodulare la disciplina, fatto questo che avrebbe comportato, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del decreto ministeriale 18 aprile 1996,  la decadenza immediata dagli incarichi cancellando   i medici di lista in servizio.
Ad ottobre dello stesso anno, il Parlamento approvò il blocca liste e, a distanza di due mesi, la priorità, vanificando l’intesa raggiunta.
La proposta unitaria, sottoscritta da tutte le OOSS, scaturita dal verbale 15 maggio 2015 prevede, coerentemente con le conclusioni cui è giunta la Commissione Affari Sociali, che:
il medico di lista continui, come oggi, a svolgere la propria attività;
venga riconosciuto ai medici di lista, ope legis, quindi senza ulteriori selezioni, a tempo indeterminato, sebbene non in possesso della specializzazione, l’ACN che regolamenta il rapporto con i medici specialisti ambulatoriali interni;
nel caso in cui le ore conferite per le vmcd non fossero sufficienti a raggiungere le 38/h contrattuali, in analogia con quanto previsto per i medici fiscali della medicina dei servizi, i medici di lista, a domanda, possano chiedere di svolgere, fino al completamento dell’orario contrattualmente previsto, attività ambulatoriali;
non prevede:
il reclutamento attraverso bandi/avvisi e selezioni di alcun genere;
il ruolo unico con inserimento del medico di lista in un calderone insieme ai medici esterni;
un rapporto generico secondo le regole delle convenzioni presenti nel SSN;
l’obbligatorietà di svolgere attività ambulatoriali;
attentato alla terzietà in quanto il rapporto è regolato, come oggi, da norme legislative e regolamentari;
ulteriori incompatibilità o un regime di esclusività oltre quanto previsto dall’ACN della specialistica ambulatoriale;
Certo, può anche capitare che qualcuno si discosti, di tanto in tanto, a quella che è l’interpretazione autentica dell’accordo e tra supercazzole e personali convincimenti fa la pipì fuori dal vasino, rischiando di lanciare segnali confusi alla Politica e alle Istituzioni.
In subordine, nel caso in cui il sumai non fosse possibile recepirlo con il decreto legislativo e venisse lasciato in piedi l’attuale impianto normativo previsto dalla legge 638/83, con emanazione del consueto decreto Lavoro/Salute, si è cercato di discutere su una eventuale proposta di reiterazione della disciplina vigente ivi compresi i compensi, integrandola con il carico di lavoro certo uniforme  a compensazione con la disponibilità oraria con la previsione di poter inserire, sempre su base volontaria, la possibilità di svolgere le attività ambulatoriali riguardanti la medicina fiscale.
Non necessitando il possesso delle conoscenze e capacità del prof. Enrico Fermi, in quanto non stiamo parlando della scissione dell’atomo, qualsiasi “ambecille” avrebbe intuito per tempo il gioco di dirottare risorse destinate al polo unico attraverso attività ambulatoriali
Capita di leggere che alcuni oppositori alla proposta sindacale, nonché di quella in subordine, oggi si fanno paladini, addirittura attribuendosene il merito, di aver “pensato” che per salvare parte delle risorse e stabilizzare il rapporto, bisogna puntare sulle attività ambulatoriali.
Aspettiamo di venire a conoscenza  a quali strumenti normativi questi Strateghi intendono fare ricorso e soprattutto come riconoscerli al medico di lista visto che se non desiderano la proposta sindacale  a tempo indeterminato né la reiterazione della vigente disciplina, c’è la quasi certezza che le attività ambulatoriali e le vmcd saranno svolte con un rapportino orario generico libero professionale, tanto gradito alla controparte per ovvie ragioni.
Con questi novelli ragazzi e ragazze di via Panisperna, non c’è bisogno che tolgano di mezzo il blocca liste e la priorità, perchè la strada per mandare a casa i medici di lista la indicano loro.
Adesso, l’ultimo Eldorado sono le visite per le assenze agli statali a ridosso della libertà perché con queste i problemi saranno risolti.
Poi, se il committente dovesse fare ricorso alle tecniche di data mining per individuare i lavoratori da sottoporre a controllo (sai quanto ci vuole per individuare statisticamente se un lavoratore si assenta sempre al ridosso della libertà e fare scattare il controllo invece di inviare le vmcd a pioggia) in quanto con la Delega gli viene conferita la competenza, e la politica ad altri strumenti di deterrenza, dal cilindro usciranno fuori altre soluzioni.
Ma si informi, mi faccia il piacere!!!!
mauro

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