venerdì, gennaio 30, 2015

da Mauro Cavoli : terza e ultima bozza di proposta

Posto la bozza dell’ultima tipologia di proposta, basata sulla blindatura del carico di lavoro e che lascia inalterata l’attuale disciplina, modificando la tipologia contrattuale.
Per quanto riguarda il numero di vmcd non è ovviamente riportato perché è da stabilire in base al budget assegnato dopo la verifica sul polo unico. Altrettanto ovviamente la bozza è costruita a parità di budget a disposizione per un eventuale rapporto solo orario.
A differenza del contratto della specialistica ambulatoriale, dove le incompatibilità sono già individuate, non  è possibile prevedere quali di queste l’Amministrazione deciderà di inserire, in quanto non rientranti tra le proposte che possono venire avanzate in sede di trattativa.
Si è lasciata la possibilità di effettuare ulteriori attività ambulatoriali, oltre le vmcd, a domanda, al fine di agevolare la scelta per quei medici residenti lontano dalla sede provinciale.
Quindi, riassumendo, le bozze di proposte sono 3:
a)   Vmcd e svolgimento di tutte le attività sanitarie con contratto della specialistica ambulatoriale;
b)  Vmcd e svolgimento di tutte le attività sanitarie, con esclusione della partecipazione alle commissioni IC;
c)   Contratto a prestazione con carico lavoro blindato e possibilità di svolgere, oltre le vmcd, attività ambulatoriali riguardanti la medicina fiscale.

Si riportano solo alcuni passaggi dell’articolato.
L’articolo 1, comma 1, del decreto ministeriale 18 aprile 1996, è sostituito dal seguente:
 Il presente decreto regolamenta il rapporto di lavoro autonomo convenzionato coordinato e continuativo, che si instaura tra i medici inseriti nelle liste speciali, di cui all’articolo 5, comma 12, decreto legge n.463 del 13 settembre 1983, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n.638, per la effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sui  lavoratori assenti dal servizio per malattia.
Carico di lavoro
Articolo 7, i comma 1 e 2, decreto ministeriale 18 aprile 1996, sono sostituiti dai seguenti:
Il carico di lavoro, garantito dall’INPS nell’arco del trimestre, è stabilito in misura non inferiore a  …. visite settimanali al medico che garantisce la disponibilità in entrambe le fasce di reperibilità, e non inferiore a … visite settimanali per il medico che garantisce la disponibilità in una sola fascia di reperibilità-
Nella eventualità che non fosse possibile, per qualsiasi motivo, garantire il carico di lavoro di cui al comma precedente, al medico che ha garantito la disponibilità viene riconosciuto, al termine del trimestre, per ogni visita mancante,  l’equivalente del compenso per un’ora di disponibilità oraria, diminuito per il numero di ore per le quali non è stata garantita la disponibilità.
Sono abrogate tutte le disposizioni in contrasto con i commi  commi 1 e 2.
 Il medico in rapporto convenzionale che garantisce la disponibilità in entrambe le fasce di reperibilità può svolgere, a domanda, fino a …… ore settimanali, attività riguardanti la gestione e il controllo della certificazione di malattia ivi comprese le visite mediche ambulatoriali ai lavoratori risultati assenti alla visita medica domiciliare, nonchè particolari verifiche sanitarie disposte dall’Istituto o dai datori di lavoro.
Cessazione

 L’incarico regolato dalla seguente convenzione cessa:
a) per il raggiungimento dei limiti di età previsti dalle norme vigenti;
b) per insorgenza di un qualsiasi motivo di incompatibilità di cui all’articolo n. del  presente decreto.
c) per decadenza ai sensi dell’art…..
d) per condanna passata in giudicato per reato punito con la reclusione
e) per cancellazione o radiazione dall’albo professionale
f) per recesso del medico, da comunicare alla competente sede INPS con preavviso di almeno 30 gg.

è abrogato il comma 5, articolo 5, decreto ministeriale 18 aprile 1996.
contributo previdenziale e per l’assicurazione di malattia

1) Sui compensi di cui all’art…. l’INPS versa trimestralmente un contributo previdenziale a favore del competente fondo di previdenza pari al ….. di tutti i compensi previsti dal presente decreto, di cui il …. a carico dell’Istituto e il ……… a carico del medico
2) I contributi devono essere versati all’ente gestore del fondo di previdenza trimestralmente, con l’indicazione dei medici a cui si riferiscono e della base imponibile su cui sono calcolati, entro 30 giorni successivi alla scadenza del trimestre.
3) L’INPS versa all’ENAPM, con i tempi e le modalità di cui al comma precedente, un contributo dello ……. sull’ammontare dei compensi di cui all’art……… affinchè questo provveda a riversarlo alla compagnia assicuratrice che ha stipulato apposito accordo, contro il mancato guadagno del medico per malattia, gravidanza, puerperio e infortunio, anche in relazione al disposto della legge 379/90.
Compensi:
ai compensi in vigore è aggiunto il seguente:
per ogni ora di disponibilità, ivi compresa l’attività ambulatoriale: euro ……….

Art…… assicurazione contro i rischi derivanti dagli incarichi di cui al presente decreto.

1)Entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto a cura dell’INPS i medici di controllo sono assicurati contro i danni da responsabilità professionale verso terzi e contro gli infortuni subiti a causa e in occasione dell’attività professionale ai sensi del presente decreto.
2) Le polizze sono stipulate per i seguenti massimali:
a) per la responsabilità verso terzi €….. per sinistro, €……per persona, €……. Per danni a cose
b) per gli infortuni: €……. Per morte o invalidità permanente; €….. giornaliere per un massimo di 300 giorni all’anno per invalidità temporanea assoluta






mercoledì, gennaio 28, 2015

da Claudio Palombi : comunicato stampa ANMEFI



martedì, gennaio 27, 2015

Da Mauro Cavoli per nidil/cgil : Bozza di proposta di DM per VMDC e altre attività ambulatoriali escluse le commissioni per inv.civ.

BOZZA PROPOSTA DI DM COMPRENDENTE
LA EFFETTUAZIONE DELLE VMCD E LE ATTIVITA’ AMBULATORIALI,
CON ESCLUSIONE
DI QUELLE RIGUADANTI LA PARTECIPAZIONE ALLE COMMISSIONI PER I.C.

                                  IL MINISTRO DEL LAVORO E
                                  DELLA PREVIDENZA SOCIALE
                                           Di concerto con
                                  IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto l'articolo 5, commi 12 e 13, del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori;
 Visti i decreti ministeriali 15 luglio 1986, 19 marzo 1992, 15 dicembre 1993, 18 aprile 1996, 12 ottobre 2000 e 8 maggio 2008, che hanno dato attuazione alla citata normativa;
Tenuto conto che nelle premesse del decreto ministeriale 8 maggio 2008 è indicato che occorre pervenire ad una regolazione del  contenuto e delle modalita' di esplicazione del rapporto tra l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ed i medici iscritti nelle liste speciali di cui all'art. 5, comma 12, della legge n. 638 del 1983, piu' rispondente alle esigenze della qualita' del servizio reso all'Istituto e a quelle professionali dei medici di controllo;
Visto l’articolo 4 (Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso di lavoro flessibile nel pubblico impiego) comma 10 bis del decreto legge n.101 del 31 agosto 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n.125 del 30 ottobre 2013, che ha trasformato le liste speciali di cui al comma 12 articolo 5 decreto legge 463/83 sopra  citato,  in liste speciali ad esaurimento;
Visto l’articolo 1 comma 340 della legge n.147 del 27 dicembre 2013, con il quale si stabilisce che l’INPS si avvalga, in via prioritaria, dei medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento;
Considerato che le norme sopra citate hanno modificato il preesistente quadro normativo, in senso conforme alla finalità indicata in premessa dal DM 8 maggio 2008;
Ritenuto che le modifiche apportate, in particolare il comma 340 articolo 1 legge 247/2013, vincolano l’INPS ad avvalersi dei medici di controllo iscritti nelle liste ad esaurimento già in possesso di una pluriennale esperienza nella medicina legale;
Vista la nota a verbale n.2 dell’Accordo Collettivo Nazionale del 23 marzo 2005 per i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità, con la quale le parti raccomandano che il presente Accordo venga recepito dall’I.N.A.I.L., dall’I.N.P.S., dagli Enti locali, dal Ministero della difesa, dal SASN e da tutte le istituzioni pubbliche che utilizzano medici specialisti e altri professionisti e che conferiscano nuovi incarichi a tempo indeterminato;  
Ritenuto, in coerenza con l’attuale quadro normativo così come modificato dalle citate norme, di dover estendere, a tempo indeterminato, l’efficacia ed il contenuto dell’accordo collettivo nazionale che disciplina i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità del 23 marzo 2005 e successive modificazioni  ed integrazioni ai medici di cui al comma 10 bis articolo 4 decreto legge n.101/2013 sopra citato, ivi compresi i sanitari che non sono in possesso del titolo di specializzazione, assicurando, in tal modo,una maggiore efficienza e qualità del servizio reso all’Istituto;
Sentiti la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e l’INPS e, sentite, altresì, le Organizzazioni Sindacali rappresentative della categoria;
                                                   DECRETA:                                   
                                                   Articolo 1
1.   Ai medici, ancorchè non in possesso del titolo di specializzazione, inseriti nelle liste speciali ad esaurimento, di cui all’articolo 4, comma 10bis, decreto-legge n.101, del 31 agosto 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n.125, del 30 ottobre 2013, viene riconosciuto, a tempo indeterminato, l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità del 23 marzo 2005 e successive modificazioni  ed integrazioni. I medici di cui al periodo precedente espletano, altresì, gli adempimenti sanitari in materia previdenziale di competenza dei Centri Medico Legali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

2.   Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’INPS, la Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e  le OOSS di categoria provvedono ad apportare le modifiche e le integrazioni necessarie all’accordo collettivo di cui al comma precedente, al fine di adeguarlo alle particolari esigenze del servizio da espletare.

domenica, gennaio 25, 2015

scheda sui compensi da Mauro Cavoli

Sembra che una delle motivazioni  per convincere ad accettare un accordo che preveda il pagamento di una quota oraria, inserito in un rapporto che non sia contrattualizzato come quello per la specialistica ambulatoriale, sia quella di affermare che gli attuali compensi sono troppo onerosi e quindi soggetti a sicura decurtazione.
Gli attuali compensi, come noto, sono stati stabiliti dal dm 8 maggio 2008, dopo una “trattativa” andata avanti per ca 4 anni.
Il precedente decreto del 2000, aveva fatto riferimento ai compensi stabiliti dal tariffario minimo previsto dal DPR del febbraio 1992, già vecchi, quindi, di 8 anni al momento dell’emanazione del regolamento  ministeriale.
Per quanto riguarda la quota fissa, questa è nata con il DM 15 luglio 1986, confermata e aumentata  nel 1996, tolta nel 2000 e rimodulata con l’ultimo decreto in base alla distanza da percorrere (non si può certo pensare che venga riconosciuta la stessa quota per una visita effettuata sotto casa e un’altra effettuata a 100 km di distanza).
Tra l’altro, i compensi sono stati stabiliti dopo l’entrata in vigore del cd decreto Bersani del 2006, quindi in linea con quelli che sono i nuovi criteri di individuazione degli onorari per i liberi professionisti e ritenuti congrui dalla FNOMCEO e, ovviamente, dall’INPS. Lo stesso decreto in premessa recita che si deve procedere all’aggiornamento dei compensi “stante il tempo trascorso dall’ultimo decreto”.
Non credo che la FNOMCEO possa avallare, oggi, una decurtazione dei compensi non essendo intervenuta, tra l’altro, una normativa impositiva in questa direzione.

Sarebbe difficile, se non impossibile, per il ministero difendere in giudizio una eventuale diminuzione dei compensi e rischierebbe di pagare un conto salato.

Si potrebbe discutere sulla “onerosità” dei rimborsi fissi , ma questi sono differenziati sulla base della distanza, parametro equo difficilmente attaccabile che nessuno potrebbe obiettare.

Si potrebbe discutere, al limite, se i rimborsi devono essere calcolati partendo dalla sede inps o dall’abitazione del medico.

A questo punto rimane una sola strada, normativamente inattaccabile, per la diminuzione dei compensi: riformularli su base oraria. Nessun giudice, infatti, di fronte alla diversa formulazione dei compensi, avallata anche dalla FNOMCEO, potrebbe dare torto al ministero.
Questi aspetti, chi mangia pane e norme tutti i giorni li conosce bene e sta a noi non calarci le braghe in quanto nessuna norma impone di diminuire o riformulare in senso negativo, i compensi attuali.
La stessa spending review non è potuta intervenire, altrimenti  la eventuale diminuzione sarebbe già in vigore da 2 anni ed invece sono dovuti ricorrere alla contrazione del carico di lavoro per diminuire i costi.
In qualche ambiente si agita lo spauracchio di quanto è avvenuto per i medici esterni che hanno subito una forte diminuzione  dei loro compensi, ma non esiste alcuna relazione con il rapporto dei medici di lista.
Il contratto dei medici esterni non è normato ed è un semplice atto unilaterale stabilito dal committente e in quel caso valgono le disposizioni dettate dalla spending review (leggasi la risposta inps a fnomceo). Cosa ben diversa il rapporto dei medici di lista previsto da una legge e disciplinato da atti governativi, nonché avallato dalla FNOMCEO che, fin tanto è in vigore la 638, ha il suo peso, soprattutto per quanto riguarda la congruità dei compensi.
Attenzione quindi :
o il contratto per la specialistica ambulatoriale,
non “tipo o falsariga” di questo che non esiste nel ns ordinamento e che potrebbe condurci ad un semplice rapporto di tipo orario con compensi limitati e aumento della produttività, sempre libero professionale e senza alcuna tutela
o, in alternativa,
se non possibile l’ACN,
ragionare sulla evoluzione dell’attuale disciplina , partendo dalla blindatura del carico di lavoro a prestazione che assicura maggiori tutele al medico rispetto ad un generico rapporto orario libero professionale.


Mauro Cavoli

martedì, gennaio 20, 2015

da Cavoli

13.500

PAGLIARIrelatore
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) alla lettera d), dopo le parole: «n. 165,» inserire le seguenti: «di funzioni di supporto tecnico nell'attuazione delle lettere c) ed e) del presente comma,»;
b) dopo la lettera e) inserire la seguente: «e-bis) riorganizzazione  delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio  per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l'effettività del controllo, con attribuzione della relativa competenza all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale;»;

domenica, gennaio 18, 2015

ricevo da Mauro Cavoli la bozza nidil per rinnovo DM

BOZZA PROPOSTA NIDIL CGIL PER RINNOVO DECRETO

                                  IL MINISTRO DEL LAVORO E
                                  DELLA PREVIDENZA SOCIALE
                                           Di concerto con
                                  IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto l'articolo 5, commi 12 e 13, del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, concernente le visite mediche di controllo dei lavoratori;
 Visti i decreti ministeriali 15 luglio 1986, 19 marzo 1992, 15 dicembre 1993, 18 aprile 1996, 12 ottobre 2000 e 8 maggio 2008, che hanno dato attuazione alla citata normativa;
Tenuto conto che nelle premesse del decreto ministeriale 8 maggio 2008 è indicato che occorre pervenire ad una regolazione del  contenuto e delle modalita' di esplicazione del rapporto tra l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) ed i medici iscritti nelle liste speciali di cui all'art. 5, comma 12, della legge n. 638 del 1983, piu' rispondente alle esigenze della qualita' del servizio reso all'Istituto e a quelle professionali dei medici di controllo;
In considerazione delle funzioni attribuite all’INPS dall’art. 20 del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, in materia di accertamenti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità e delle conseguenti ricadute funzionali sui Centri Medico Legali dell’Istituto e che l’INPS medesimo si avvale delle proprie risorse umane, finanziarie e strumentali, anche attraverso una razionalizzazione delle stesse;
In considerazione dell’affidamento all’INPS delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari riguardanti il procedimento relativo al riconoscimento dell’invalidità civile, della sordità, dell’handicap e della disabilità previsto dall’articolo 18 comma 22 decreto legge n.98 del 6 luglio 2011, convertito, con modificazioni dalla legge n.111 del 15 luglio 2011;
Visto l’articolo 4 (Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso di lavoro flessibile nel pubblico impiego) comma 10 bis del decreto legge n.101 del 31 agosto 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n.125 del 30 ottobre 2013, che ha trasformato le liste speciali di cui al comma 12 articolo 5 decreto legge 463/83 sopra  citato,  in liste speciali ad esaurimento;

Visto l’ordine del Giorno n.9/02486-AR/150 presentato alla Camera nella seduta n. 276 del 31 luglio 2014 e accolto dal Governo che si impegna “a valutare l'opportunità di adottare le opportune iniziative per affidare ai sanitari addetti alle visite mediche di controllo domiciliari, iscritti nelle liste ad esaurimento di cui all'articolo 4 comma 10-bis legge n. 125 del 2013, anche le funzioni riguardanti l'invalidità civile e l’handicap, assegnate all'INPS con l'articolo 20 legge n. 102 del 2009”;
Visto l’articolo 1 comma 340 della legge n.147 del 27 dicembre 2013, con il quale si stabilisce che l’INPS si avvalga, in via prioritaria, dei medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento;
Considerato che le norme sopra citate hanno modificato il preesistente quadro normativo, in senso conforme alla finalità indicata in premessa dal DM 8 maggio 2008;
Ritenuto che le modifiche apportate, in particolare il comma 340 articolo 1 legge 247/2013, vincolano l’INPS ad avvalersi dei medici di controllo iscritti nelle liste ad esaurimento già in possesso di una pluriennale esperienza nella medicina legale;
Vista la nota a verbale n.2 dell’Accordo Collettivo Nazionale del 23 marzo 2005 per i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità, con la quale le parti raccomandano che il presente Accordo venga recepito dall’I.N.A.I.L., dall’I.N.P.S., dagli Enti locali, dal Ministero della difesa, dal SASN e da tutte le istituzioni pubbliche che utilizzano medici specialisti e altri professionisti e che conferiscano nuovi incarichi a tempo indeterminato;  
Visto il documento conclusivo approvato dalla Commissione Affari Sociali il 27 maggio 2014, riguardante “l’indagine conoscitiva sull’organizzazione dell’attivita’ dei medici che svolgono gli accertamenti sanitari per verificare lo stato di salute del dipendente assente per malattia”, dove viene indicata la possibilita’ di valutare che i medici di controllo siano chiamati a partecipare alle commissioni per certificazioni di invalidità e la revisione della tipologia contrattuale secondo canoni di stabilità;
 Ritenuto, in coerenza con l’attuale quadro normativo così come modificato dalle citate norme, di dover estendere, a tempo indeterminato, l’efficacia ed il contenuto dell’accordo collettivo nazionale che disciplina i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità del 23 marzo 2005 e successive modificazioni  ed integrazioni ai medici di cui al comma 10 bis articolo 4 decreto legge n.101/2013 sopra citato, ivi compresi i sanitari che non sono in possesso del titolo di specializzazione, assicurando, in tal modo,una maggiore efficienza e qualità del servizio reso all’Istituto;
Sentiti la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e l’INPS e, sentite, altresì, le Organizzazioni Sindacali rappresentative della categoria;

                                                  DECRETA:                                   
                                                   Articolo 1
1.   Ai medici, ancorchè non in possesso del titolo di specializzazione, inseriti nelle liste speciali ad esaurimento, di cui all’articolo 4, comma 10bis, decreto-legge n.101, del 31 agosto 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n.125, del 30 ottobre 2013, come integrato dall’articolo 1, comma 340, legge n.147, del 27 dicembre 2013, viene riconosciuto, a tempo indeterminato, l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altre professionalità del 23 marzo 2005 e successive modificazioni  ed integrazioni. I medici di cui al periodo precedente espletano, altresì, gli adempimenti sanitari  di cui all’art. 20 del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e gli adempimenti sanitari in materia previdenziale di competenza dei Centri Medico Legali dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS).

2.   Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’INPS, la Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e  le OOSS di categoria provvedono ad apportare le modifiche e le integrazioni necessarie all’accordo collettivo di cui al comma precedente, al fine di adeguarlo alle particolari esigenze del servizio da espletare.

da Mauro Cavoli alcune considerazioni

Nel caso non fosse possibile riconoscere l’accordo collettivo nazionale per la specialistica ambulatoriale, che prevede, oltre ad un compenso dignitoso anche tutta una serie di tutele molto pesanti, bisogna stare molto attenti a non cadere nel tranello di un contratto ad ore generico come, ad esempio, quello riconosciuto ai medici esterni.
Non è, infatti, la tipologia del compenso che caratterizza la stabilizzazione del rapporto ma sono altri elementi.
Premesso che non esiste, nel nostro ordinamento un contratto “tipo sumai”, l’eventuale accordo alternativo non potrà prevedere quelle tutele forti e quei compensi sopra ricordati.
 Si rischierebbe, quindi, che a fronte di un compenso mensile di ca 2000 euro lordi, prendendo a riferimento l’importo della medicina dei servizi (non specialisti), senza tutele e restando liberi professionisti, di effettuare un numero di visite largamente superiori alle attuali, con un forte aumento della “produttività”.
Lo stesso importo, infatti, lo si otterrebbe con ca 30 vmcd mensili che comportano un impegno orario di poche ore settimanali.
Va anche detto, per completezza, che il contratto “sumai” difficilmente verrebbe riconosciuto per la sola effettuazione delle visite fiscali, mentre potrebbe avere maggiori chance con la creazione di una figura unica che svolga sia le visite che l’attività all’interno dei CML.
Nel caso non fosse possibile il riconoscimento del “sumai” è più conveniente orientarsi vero l’evoluzione dell’attuale disciplina, variando la tipologia contrattuale e introducendo il carico di lavoro “blindato” che, con gli attuali compensi, risulterebbe senz’alto più conveniente.
Si potrebbe introdurre, inoltre, come già previsto nella bozza intersindacale del 2006, un compenso orario per le sole eventuali prestazioni ambulatoriali rese nei CML, svincolate dalle visite fiscali.

Ovviamente, anche in questo caso, non è possibile riconoscere tutte quelle tutele “pesanti” che sono  previste dall’accordo sulla specialistica ambulatoriale.

comunicazione da ANMEFI

L’On. Bruno Censore, che ha presentato una proposta al Governo per affidare all’Inps la totalità dei controlli, chiede di uniformare i dipendenti pubblici con quelli del settore privato
Caso Vigili malati e controlli medico-legali. Il Deputato Bruno Censore (PD), che ha presentato una proposta al Governo per affidare all’Inps la totalità dei controlli: “Ora che l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha manifestato la volontà a riguardo, è giunta l’ora che il Governo uniformi i dipendenti pubblici con quelli del settore privato per incrementare l’efficienza e l’efficacia dei controlli anche sulle voci di spesa”

Una misura efficace, che non avrebbe nuovi oneri a carico della finanza pubblica e comporterebbe un miglioramento dell’efficienza e uno snellimento dell’azione di controllo. La misura, la cui dicitura è  “Razionalizzazione ed Unificazione in capo all’INPS del servizio di controllo medico-legale relativo alle assenze per malattia dei dipendenti pubblici e privati” –, è stata esaminata in Commissione Bilancio, tesoro e programmazione lo scorso 26 novembre, ancor prima che a Roma scoppiasse il caso dei vigili urbani assenti la notte di Capodanno per permessi e malattia.
La proposta punta ad uniformare i dipendenti pubblici, attualmente affidati ai controlli delle Asp, con quelli del settore privato, controllati dall’Inps in caso di malattia. E prevede un risparmio di almeno € 10 milioni, rispetto ai 70 che gestiscono le Asp per i controlli sui dipendenti pubblici. Efficienza ed economicità, dunque.
E’ quanto contenuto nell’emendamento, presentato in Commissione Bilancio dal deputato PD Bruno Censore, alla Legge di Stabilità 2015 e che per il momento ha incassato la disponibilità del Governo a valutare la sostenibilità della proposta. Adesso, dopo che il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Morando si è riservato di svolgere una verifica al riguardo, anche l’Inps spinge per una soluzione che sarebbe strutturale e unitaria sul versante della medicina fiscale.
«L’emendamento – spiega il Deputato PD Bruno Censore – non apporta nessun maggiore o nuovo onere a carico della finanza pubblica. Anzi, prevede un risparmio di almeno dieci mln di euro, e un miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e uno snellimento dell’azione di controllo. Abrogando il comma 5bis dell’art. 17 della legge n. 111 del 15 luglio 2011 ed il comma 339 della legge n. 147 del 27 dicembre 2013, l’emendamento presentato al Disegno di Legge AC 2679-bis (Legge di stabilità 2015) intende unificare il procedimento relativo al controllo sullo stato di salute dei lavoratori, le cd “visite fiscali”, oggi parcellizzate tra ASL e INPS, affidando all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale la totalità dei controlli, così come indicato dal Governo in risposta alle interrogazioni parlamentari 5-00143 in data 12 giugno 2013 e 3-00106 in data 4 luglio 2013 e dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati in data 27 maggio 2014».
Eloquenti i dati elaborati dalla gia di Mestre fa sapere che nel 2013 un’assenza per malattia su quattro (25,9%) registrata dai dipendenti pubblici ha la durata di una giornata. La quota scende di oltre la metà (11,9%) nel settore privato. «Già in sede di discussione sulla legge di stabilità 2014, il Governo aveva accolto un Ordine con cui si impegnava a dare attuazione ad un progetto di uniformazione del procedimento relativo al controllo sullo stato di salute di tutti i lavoratori. Peraltro – prosegue il Deputato PD Censore – la Corte Costituzionale, con sentenza n. 207/2010, a seguito di ricorso promosso proprio dalle Regioni, ha stabilito che è illegittimo il comma 23, lettera e), articolo 17 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 3 agosto 2009, il quale dispone che le visite fiscali ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni rientrano tra i compiti istituzionali del SSN. A seguito della sentenza, quindi, le Pubbliche Amministrazioni non hanno l’obbligo di richiedere gli accertamenti medico legali alle Aziende Sanitarie Locali che avrebbero dovuto già adeguare, da tempo, la loro organizzazione, anche in termini di personale dedicato. Peraltro, i medici di controllo INPS svolgono esclusivamente l’attività de quo, a differenza dei sanitari ASL impegnati contemporaneamente in diversi compiti. Inoltre, soltanto i medici di controllo INPS sono stati dotati, da oltre un anno, delle cd valigette informatiche per la ricezione delle richieste delle visite da effettuare e la redazione – presso il domicilio del lavoratore – del verbale di visita che viene trasmesso, in tempo reale, ai sistemi informatici dell’Istituto. Va poi considerato che il servizio della medicina fiscale, analizzando costi e benefici, è una voce attiva del bilancio dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Appare evidente che le visite fiscali costituiscono per l’INPS e per lo STATO una fonte di risparmio di spesa per indennità di malattia come si evidenzia dai dati che dimostrano che l’incremento del numero di visite di controllo fino al 2012, ha drasticamente ridotto l’assenteismo facendolo rientrare nei parametri europei. Poiché il servizio della medicina fiscale comprende oltre alle visite domiciliari anche le visite ambulatoriali agli assenti che si effettuano nei Centri Medico Legali, appare altrettanto evidente – conclude Censore – che unificare il procedimento relativo al controllo sullo stato di salute dei lavoratori comporterebbe un notevole incremento di efficienza ed efficacia dei controlli anche sulle voci di spesa».
On. Bruno Censore - Componente Commissione Bilancio della Camera dei deputati



venerdì, gennaio 16, 2015

COMUNICATO STAMPA ANMEFI DEL 16/GEN/2015


Con preghiera di darne comunicazione sulle pagine del Vostro giornale. 
Si ringrazia per la collaborazione.

I Medici dell’Associazione Nazionale Medici Fiscali (Anmefi) organizzano due giorni di incontro/manifestazione che avranno lo scopo di sensibilizzare le parti politiche  e l'Ente Previdenziale per una concreta soluzione dei problemi della medicina fiscale.
Provenienti da tutta Italia, si incontreranno a Roma il 21 gennaio in Via Ciro Il Grande 21, sede dell’Inps, per dare vita ad una manifestazione  che avrà luogo dalle ore 10 alle ore 14. "
I professionisti rivendicano il loro diritto al lavoro, seriamente compromesso dalla drastica riduzione del budget per il settore fiscale operato dall’Ente Previdenziale nell’aprile 2013 e che si è rivelata fallace e improduttiva al fine di un contenimento della spesa pubblica e dell'assenteismo sul posto di lavoro. 
 I medici lamentano  le oggettive difficoltà nell’organizzazione della loro attività lavorativa, riscontrate dall’entrata in azione del sistema operativo informatico  “Savio” che era stato concepito per un carico di visite ottimale e in quanto snaturalizzato produce distorsioni  puntualmente segnalate all’Inps, ma mai risolte. Una di queste è la reperibilità quotidiana, compresi i giorni festivi che i medici offrono gratuitamente, spesso in assenza di visite , non potendo il Sistema superare il minimo concesso ad ogni sede. 
Chiedono di conoscere su quali parametri e con  quali regole Savio assegna le visite di controllo nelle singole sedi ed essere corretto anche al fine di appianare le diseguaglianze territoriali.
 Ci sono giunte voci di un decreto ministeriale in fieri che riguarda la medicina fiscale e riteniamo nostro diritto conoscerne i contenuti , come auspichiamo una nostra partecipazione al tavolo di lavoro per un contratto  che possa garantirci la stabilità che attendiamo da oltre venti anni.
Per questi motivi, aggiunge il presidente dell’Anmefi Claudio Palombi,  e per avere notizie certe sulla costituzione del Polo Unico, da noi fortemente voluto e avallato dalla politica, ci ritroveremo tutti il giorno 22 gennaio a Roma in Via Vittorio Veneto 76, sede del Ministero del Lavoro, dalle ore 10 alle ore 13 per una manifestazione che ricordi ai politici di mantenere le promesse finora disattese.



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