mercoledì, agosto 16, 2017

LA PRIORITA’ CHI L’HA VISTA?

L’articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n.147, cd norma sulla priorita’, stabilisce che l’INPS debba avvalersi, in via prioritaria, dei medici inseriti nelle liste ad esaurimento.
L’Istituto, con messaggio 8537/2014, ha emanato disposizioni per l’applicazione della norma sopra ricordata.
In particolare, recita il messaggio:
L’applicativo SAViO è stato recentemente modificato al fine di recepire le novità legislative introdotte in merito alle liste speciali dei medici (decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, art. 4, comma 10bis convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125) trasformate in liste ad esaurimento, costituite dai medici che risultavano già' inseriti nelle stesse alla data del 31 dicembre 2007.
“Ai sensi dell’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, l’Istituto è tenuto ad incaricare in via prioritaria i suindicati medici per l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare ai lavoratori assenti dal servizio per malattia.
Le modifiche apportate all’applicativo consentono, pertanto, di interrogare l’archivio dei medici procedendo ad assegnare le visite domiciliari datoriali e d’ufficio prima ai medici iscritti nelle liste ad esaurimento e successivamente ai medici di lista iscritti dopo il 31 dicembre 2007”.
Contrariamente a quanto previsto dalle norme, l’Atto di indirizzo prevede che la Convenzione. da stipulare tra INPS e OOSS, “disciplina il principio di equa distribuzione degli incarichi” eliminando, di fatto, la priorita’ oggi prevista da una norma di legge.
Tra l’altro, la parte variabile del compenso, cioe’ le cd maggiorazioni, nel caso in cui INPS e OOSS scelgano questa strada in alternativa al compenso a prestazione, sara’ determinata in proporzione  proprio dal numero di visite effettuate.
Quindi, in base a quanto previsto dall’Atto di indirizzo, i medici delle liste ad esaurimento NON AVRANNO ALCUNA PRIORITA’ rispetto agli altri medici che verranno inseriti nell’effettuare le vmcd.
Ovvio, chi ha interesse a confondere le acque e buttarla in “caciara”, fa ricorso ad altri termini come “esclusivita’”, che la norma non prevede ne’ presuppone, sottolineando la correttezza di quanto riportato nell’Atto di indirizzo senza fare alcun riferimento, pero’, ai diritti persi dai medici di lista.
Inoltre, per come e’ formulato l’Atto di indirizzo, anche gli ulteriori medici che verranno incaricati svolgeranno, alla pari dei medici delle liste ad esaurimento, le attivita’ ambulatoriali inerenti la medicina fiscale, ravvisando, in questo caso, un probabile eccesso di delega rispetto a quanto previsto dalla stessa legge 124/2015.
Naturalmente, il percorso sopra evidenziato NON SAREBBE POSSIBILE con la vigente disciplina che garantisce i diritti dei medici inseriti nelle liste ad esaurimento, ivi compresa la priorita’, e forse, proprio per questo, si ha tanta fretta nel sostituirla.
Infatti, una volta sottoscritta la convenzione e rimodulata la vigente disciplina, non si potra’ piu’ tornare indietro.
Per distogliere l’interesse sulla “sola” della priorita’ e non solo, e confondere “er popolo c…..” il problema principale di cui discutere, adesso, e’ un altro. Sembra siano tutti indaffarati a cercare di comprendere come mai, nel messaggio che impartisce le prime disposizioni sul polo unico, il budget a disposizione, fino a fine anno, sia di 17 milioni e non 15!!! Da non far dormire la notte.
Il Principe avrebbe detto: “e che sono Pasquale, io!”
mauro

lunedì, agosto 14, 2017

L’ATTO DI INDIRIZZO E LE ASSENZE PER MALATTIA E GRAVIDANZA

L’Atto di indirizzo in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, riporta che la convenzione da stipulare tra INPS e OOSS “disciplina le assenze per malattia e gravidanza”.
Questo passaggio, che non era presente nella bozza del 16 luglio, ha fatto gridare “o’ miracolo” in diversi, ed e’ considerato il frutto di una conquista attesa da sempre.
Cerchiamo di capire come stanno realmente le cose.
La vigente disciplina prevede, all’articolo 8, decreto ministeriale 12 ottobre 2000, che il sanitario puo’ sospendere l’incarico, per documentati e giustificati motivi, per un periodo massimo di 180 gg negli ultimi dodici mesi e che la durata della sospensione non può comunque superare il limite di trecentosessantacinque giorni nell'ultimo quadriennio, non prevedendo altre condizioni.
Tra i documentati e giustificati motivi dell’assenza, come chiarito con le circolari 4 e 199 del 2001, rientrano, ovviamente, sia la malattia che la gravidanza.
I medici di lista, in base alla vigente disciplina, quindi, da sempre, sono l’unica categoria di liberi professionisti con partita iva che gia’ ha diritto ad assentarsi per malattia, gravidanza e infortunio senza perdere l’incarico.
Tutti gli altri medici incaricati  c/o una qualsiasi pubblica amministrazione,  in qualita’ di liberi professionisti, in caso di assenza per malattia o gravidanza, non hanno diritto alla conservazione dell’incarico.
Tra l’atro, l’assenza per gravidanza dei medici di lista e’ indennizzata, senza franchigia o condizioni, dall’ENPAM e la professionista, se lo desidera, puo’ anche continuare a lavorare durante tale periodo, mentre quella per malattia e’ sempre indennizzata dall’Ente di previdenza, ma soltanto dal 61mo giorno e purche’ il reddito del nucleo familiare non superi sei volte l’importo del trattamento minimo Inps.
E’ da sottolineare, inoltre, che nell’Atto di indirizzo si e’ dovuta inserire, DOVEROSAMENTE, l’assenza per malattia e gravidanza, in quanto, con l’entrata in vigore della legge 22 maggio 2017, n.81 il riconoscimento ai lavoratori autonomi al diritto per tali assenze, e’ diventato obbligatorio.
Recita l’articolo 14 della suddetta legge:
La  gravidanza,  la  malattia  e  l'infortunio  dei  lavoratori autonomi che prestano la loro attivita' in via  continuativa  per  il committente non comportano l'estinzione del rapporto  di  lavoro,  la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore,  rimane  sospesasenza diritto  al  corrispettivo,  per   un   periodo   non   superiore   a centocinquanta giorni per anno solarefatto  salvo  il  venir  meno dell'interesse del committente.
Inoltre, sempre la stessa norma di legge, prevede, all’articolo 6, comma 1:  
“Al fine di rafforzare le prestazioni di sicurezza e di protezione sociale dei professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, il Governo e' delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi nel rispetto del seguente principio e criterio direttivo: abilitazione degli enti di previdenza di diritto privato, anche in forma associata, ove autorizzati dagli organi di vigilanza, ad attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, finanziate da apposita contribuzione, con particolare riferimento agli iscritti che abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volonta' o che siano stati colpiti da gravi patologie.
Naturalmente, i decreti legislativi emanati, sarebbero recepiti anche dalla disciplina vigente.
Quindi nessun “miracolo” o “conquista del secolo” ottenuta grazie all’intervento sul ministeriale di turno, ma semplicemente applicazione di una norma di legge, forse “dimenticata” nel cassetto, emanata proprio dagli stessi ministeriali  che avevano redatto la bozza dell’Atto di indirizzo.
Tra l’altro, la vigente disciplina prevede, per le assenze per malattia e gravidanza, un trattamento di miglior favore rispetto alla norma di legge senza la possibilita’, per il committente, di poter estinguere il rapporto nel caso in cui “venga meno il suo interesse”.
Infine, sempre la vigente disciplina, prevede che per infortuni connessi ad incidenti occorsi in occasione o in connessione con l'esercizio dell'attività di medico di controllo, l’incarico viene conservato senza limitazioni temporali, quindi, anche in questo caso, con un trattamento di miglior favore rispetto alla legge.
Poi, se “disciplinare le assenze per malattia e gravidanza”, come recita l’Atto di indirizzo, significa solamente riconoscere il rimborso per una polizza sanitaria, che potrebbe essere riconosciuta anche con la vigente disciplina e non una indennita’ come prevista dall’ACN della specialistica ambulatoriale, be’, meglio parlare della Nazionale…..
Forse sarebbe opportuno cercare altri argomenti per tentare di piazzare, come ottimo prodotto originale o come svolta senza precedenti, l’Atto di indirizzo, altrimenti si finisce con imitare il Principe nella famosa scena della vendita della Fontana di Trevi:
 “Di' un po', chi l'ha fatta questa fontana?”
Totò: “Un mio bisnonno, fece venire apposta uno scultore dalla Svizzera”.
L'italo-americano: “Aspetta paisà, qui dice che è dello scultore Bernini”.
Totò:”Appunto, siccome veniva da Berna, era piccoletto, lo chiamavano il Bernini”.
mauro

venerdì, agosto 11, 2017

PRIME DISPOSIZIONI SUL POLO UNICO

E’ stato pubblicato, sul sito dell’INPS, il messaggio n.3265 del 9 agosto che detta prime disposizioni organizzative ed amministrative riguardanti il Polo Unico della medicina fiscale.
Al punto 10 del messaggio, vi sono due importanti novita’ che interessano direttamente i medici fiscali: la distribuzione dei medici sul territorio e l’utilizzo dei medici esterni per la effettuazione delle vmcd.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il messaggio recita:
“Dal monitoraggio è stato possibile riscontrare alcune criticità riferite a specifiche aree territoriali dove la carenza di medici disponibili appare particolarmente rilevante. Per converso, vi sono aree caratterizzate da un numero di medici iscritti nelle liste speciali decisamente elevato rispetto ai fabbisogni.
Come noto, a questa disomogeneità di distribuzione non si può ovviare con trasferimenti di medici da una lista speciale ad altra. Infatti - come precisato all’articolo 4, comma 1 del decreto ministeriale 18 aprile 1996 - le liste sono definite a livello provinciale e il medico può essere iscritto solo nella provincia presso la quale è risultato idoneo all’iscrizione con conseguente conferimento dell’incarico.
Si consideri, inoltre, che il decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 (art. 4, comma 10 bis) ha trasformato le suddette liste speciali in liste ad esaurimento (nelle quali sono confluiti i medici risultati iscritti al 31 dicembre 2007), ”cristallizzando” sostanzialmente la posizione del medico all’interno della relativa lista di appartenenza”.  
L’Atto di indirizzo in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, come recita lo stesso messaggio, ha rimodulato la vigente disciplina, cancellando COMPLETAMENTE l’organizzazione attuale e, di conseguenza, quei “diritti” acquisiti negli ultimi 31 anni e depotenziando quanto disposto dal blocca liste e priorita’.
Abbiamo gia’ esaminato, ampiamente, in altro post, come, con l’Atto di indirizzo si sia, di fatto, superata la legge riguardante la priorita’ per quanto riguarda i carichi di lavoro.
Per quanto riguarda, invece, la distribuzione dei medici sul territorio, l’Atto di indirizzo recita:
“le convenzioni, che dovranno essere stipulate dall’INPS con le organizzazioni sindacali di categoria dei medici deputati ai controlli, dovranno garantire la migliore distribuzione e copertura territoriale degli accertamenti, la riduzione dei costi anche in ragione di una ottimale dislocazione dei medici”.
Quindi, quello che non e’ possibile realizzare oggi, a disciplina vigente, cioe’ lo spostamento dei medici sul territorio, sara’ possibile domani una volta sottoscritte le convenzioni.
Ma a fare le spese di questa nuova organizzazione, paradossalmente, saranno proprio quei medici incaricati c/o sedi dove viene effettuato un numero irrisorio di visite che determinano una eccedenza di sanitari rispetto al fabbisogno e che rischiano di essere trasferiti in altra sede, anche al di fuori della provincia non esistendo piu’ liste provinciali.
Quindi, oltre il danno anche la beffa perche’ il trasferimento non sara’ determinato da un atto volontario del sanitario che desidera effettuare un numero maggiore di controlli, per il quale sarebbe stata sufficiente una formulazione diversa.
Per converso, i medici che gia’ oggi effettuano un congruo numero di visite, essendo soddisfatto il fabbisogno della sede, non corrono alcun rischio, con l’entrata in vigore della nuova disciplina, di venire trasferiti.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, il messaggio recita:
“Le Sedi potranno, altresì, all’occorrenza, utilizzare i medici dipendenti e/o convenzionati dell’Istituto per l’effettuazione delle VMC domiciliari e/o ambulatoriali”.
E’ bene ricordare, infine, che l’incompatibilita’ tra l’esercizio di medico di controllo e quello di medico esterno e’ stata introdotta dall’INPS e non e’ prevista dalle norme regolamentari, quindi facilmente superabile, a sola discrezione dell’Ente, in qualsiasi momento, come dimostra anche la disposizione inserita nel messaggio in argomento.
La disposizione, se confermata anche successivamente e con il riconoscimento “privilegiato” per l’attivita’ svolta come medico esterno che consentirebbe un accesso agevolato alla nuova convenzione, come prevede l’Atto di indirizzo, non vi saranno ostacoli normativi affinche i medici esterni possano ricoprire entrambi i ruoli.
Il Principe avrebbe detto: “Questo viso non mi e’ nuovo!!”
mauro

mercoledì, agosto 09, 2017

ALCUNE DIFFERENZE ED ANALOGIE TRA LA VIGENTE DISCIPLINA INTEGRATA CON IL CARICO DI LAVORO CERTO E L’ATTO DI INDIRIZZO

ALCUNE DIFFERENZE ED ANALOGIE TRA LA  VIGENTE DISCIPLINA INTEGRATA CON IL CARICO DI LAVORO CERTO E UNIFORME SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE A COMPENSAZIONE CON LA DISPONIBILITA’ ORARIA (CD CARICO BLINDATO) E L’ATTO DI INDIRIZZO PER LA STIPULA DELLE CONVENZIONI TRA INPS E OOSS IN CORSO DI PUBBLICAZIONE SULLA G.U.
TIPOLOGIA DEL RAPPORTO
ATTO INDIRIZZO: libero professionale
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV. BLIND: libero professionale
MODALITA’ DI APPLICAZIONE DEL RAPPORTO CONVENZIONALE
ATTO INDIRIZZO: attraverso una convenzione in forma (ma non nella sostanza) di accordo collettivo su base nazionale secondo l’atto di indirizzo emanato con decreto interministeriale
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: rapporto convenzionale definite attraverso emanazione decreto interministeriale e localmente gestito dale Commissioni miste
STABILITA’ DI INCARICO
ATTO INDIRIZZO: essendo modificata la disciplina, non e’ indicato il riferimento alla legge sulle liste ad esaurimento per la durata dell’incarico ma viene soltanto riportato che “l’attivita’ e’ svolta per l’intera durata di permanenza dei medici nelle rispettive liste”
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: la durata dell’incarico fino ad esaurimento della lista e’ tutelato dalla legge sulle liste ad esaurimento
CARICO DI LAVORO E COMPENSO MENSILE
ATTO INDIRIZZO: variabile da sede a sede sia per quanto riguarda il monte ore di impegno settimanale che il numero di visite da effettuare e variabile tra medici della stessa sede su eventuali obiettivi specifici da raggiungere
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: uniforme e certo su tutto il territorio nazionale
AUTONOMIA PROFESSIONALE AL DI FUORI DI VINCOLI GERARCHICI E RUOLO SUPER PARTES DEL MEDICO FISCALE
ATTO INDIRIZZO: non indicata. Viene invece indicato l’eventuale raggiungimento di specifici obiettivi
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: indicata chiaramente
ATTIVITA’ AMBULATORIALE INERENTE ALLE FUNZIONI DI MEDICINA FISCALE
ATTO INDIRIZZO: svolta sia dai medici delle liste ad esaurimento che dagli altri medici inseriti successivamente
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: il DM che regolamenta la disciplina, dovendo recepire il decreto legislativo 75/2017, l’attivita’ ambulatoriale viene svolta esclusivamente dai medici delle liste ad esaurimento non essendo prevista la presenza di altre categorie di sanitari
TUTELE SINDACALI PER I RESPONABILI DELLE OOSS
ATTO INDIRIZZO: previste, da definire
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: non previste
PARTECIPAZIONE CONTRIBUTO ENPAM DA PARTE DELL’INPS, TFR,  PERMESSO RETRIBUITO ANNUALE, LEGGE 104/92, ECC..
ATTO INDIRIZZO: non previsti
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BIND: non previsti
ASSENZE PER MALATTIA E GRAVIDANZA
ATTO INDIRIZZO: previste, da definire
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: previste e da integrare in base alla legge 81/2017
ASSENZE LEGATE AD INFORTUNIO OCCORSO DURANTE L’ATTIVITA’
ATTO INDIRIZZO: non previste
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: previste
LEGGE SULLA PRIORITA’ ASSEGNAZIONE VISITE
ATTO INDIRIZZO: non prevista. Per tutti i medici assegnazione visite in base ad equa distribuzione
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: gia’ prevista
COMPENSI
ATTO INDIRIZZO: da rimodulare e definire, fermo restando una loro riduzione rispetto a quelli attuali
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: definiti dal DM 8 maggio 2008 mentre la quota per la disponibilita’ oraria e’ da definire e comunque sulla base del procedimento che ha portato alla definizione dei compensi attuali.
CONTRIBUTO PER LA FORMAZIONE
ATTO INDIRIZZO: non previsto
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: previsto
INSERIMENTO ULTERIORI MEDICI
ATTO INDIRIZZO: alla pari con i medici delle liste ad esaurimento
VIGENTE DISCIPLINA CARICO BLIND: in coda ai medici delle liste ad esaurimento che hanno la priorita’
CONSISTENZA NUMERICA DEI SANITARI E LORO DISTRIBUZIONE
ATTO INDIRIZZO: da definire
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: gia’ definite
TIPOLOGIE DI INCARICO
ATTO INDIRIZZO: da definire
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: gia’ definite
CRITERI CONFERIMENTO INCARICHI
ATTO INDIRIZZO: da definire
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: gia’ definiti in base alla legge sulla priorita’
CESSAZIONE INCARICO PER LIMITI DI ETA’
ATTO INDIRIZZO: cessazione raggiungimento eta’ pensionabile ENPAM, si presuppone quota b)
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BIND: non prevista
DURATA DELLA CONVENZIONE
ATTO INDIRIZZO: triennale e rimane in vigore fino alla nuova convenzione da stipulare previa adozione nuovo atto di indirizzo
VIGENTE DISCIPLINA CARICO LAV BLIND: quadriennale e rimane in vigore fino alla nuova convenzione da emanare con decreto interministeriale sulla base delle proposte di modifica avanzate da FNOMCEO e INPS.
Prima di procedere alla rimodulazione della vigente disciplina, come prevede l’Atto di indirizzo, sarebbe consigliabile attendere quanto meno l’entrata a regime del Polo Unico e conoscere esattamente quali saranno i carichi di lavoro previsti proseguendo con la normativa vigente come indicato nella norma transitoria. Una volta sottoscritta la convenzione, si decade dall’incarico e non sara’ piu’ possibile tornare indietro.
Si ricorda, infine, che l’Atto di indirizzo puo’ venire modificato chiedendo maggiori garanzie e tutele ai Ministeri competenti, come e’ avvenuto, ad esempio, con quello riguardante le convenzioni della mmg respinto diverse volte dalle OOSS di categoria.
Il Principe avrebbe detto: “almeno legga e si informi, ma mi faccia il piacere”.
mauro

venerdì, agosto 04, 2017

“A.C.N.”, ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE O ACCORDO COLLETTIVO DE NOANTRI?

l’articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n.147, cd “priorità per i medici delle liste ad esaurimento”, recita:
Al comma 10-bis dell'articolo 4 del  decreto-legge  31  agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  ottobre 2013, n. 125, e' aggiunto, in fine, il  seguente  periodo:  «Ai  fini della razionalizzazione del  servizio,  l'INPS,  per  l'effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari ai  lavoratori  assenti dal servizio per malattia, si avvale, in via prioritaria, dei  medici inseriti nelle liste speciali di cui al periodo precedente». 
La norma è sufficientemente chiara e “obbliga” l’Istituto ad avvalersi, in via prioritaria, per lo svolgimento delle vmcd su TUTTI i lavoratori assenti dal servizio per malattia, siano essi dipendenti da datori di lavoro privati che pubblici, dei medici inseriti nelle liste speciali ad esaurimento. 
L’articolo 18, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 75/2017, ha esteso la priorità anche alle attività ambulatoriali inerenti la medicina fiscale. 
Tale obbligo, inoltre, come recita la norma, scaturisce proprio ai fini della razionalizzazione del servizio che è stata la musa ispiratrice della riforma della medicina fiscale. 
La norma riportata  nella bozza di decreto ministeriale contenente l’Atto di indirizzo, confermata, dalle notizie pubblicate sul sito istituzionale delle Regioni, anche nella versione definitiva, recita: 
“la convenzione definisce la struttura del compenso, prevedendo un’indennità oraria base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite di controllo domiciliari e ambulatoriali” 
Sulla base della norma prevista dalla legge 147/2013, sopra ricordata, come integrata dall’articolo 18 del decreto legislativo 75/2017, le visite di controllo domiciliari e ambulatoriali, che costituiranno la maggiorazione del compenso che i medici riceveranno  e che si presuppone sarà la parte principale dello stesso, dovranno essere assegnate, in via prioritaria, ai medici delle liste ad esaurimento. 
Quindi, se in una Sede saranno incaricati 2 medici, di cui 1 iscritto nelle liste ad esaurimento mentre l’altro incaricato attraverso “procedure selettive pubbliche e trasparenti”, come recita l’Atto di indirizzo, sulla base delle norme analizzate, entrambi riceveranno un’indennità oraria base di disponibilità, ma soltanto al medico della lista ad esaurimento dovrebbero venire assegnate, in via prioritaria, le visite domiciliari e ambulatoriali. 
Ma così non è, in quanto lo stesso Atto di indirizzo, al punto successivo recita: 
la convenzione disciplina i criteri di conferimento degli incarichi e le modalità di espletamento degli stessi, tenuto conto del fabbisogno di medici e della necessità di garantire la massima efficienza e la migliore copertura e distribuzione territoriale degli accertamenti medico legali, il principio di equa distribuzione degli incarichi 
Violando il principio della gerarchia delle fonti normative, con “un’apposita convenzione”, quindi di rango notevolmente inferiore, alla faccia del Parlamento della Repubblica Italiana, si è modificata una norma di legge contenuta niente di meno che nella legge di Stabilità, tra l’altro neanche riportata tra le premesse dell’Atto di indirizzo. 
Della serie: fatta la legge, trovato l’inganno. 
Si spera che nel testo che verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, questa grossolana violazione sia stata rimossa, altrimenti a Trastevere, quest’anno, si festeggerà  l’Accordo Collettivo de Noantri. 
mauro

martedì, agosto 01, 2017

ORA COME ALLORA

Durante l’estate del 2011, fu presentata, da parte del committente,  una bozza di decreto ministeriale molto simile a quella attuale contenente l’atto di indirizzo.
All’epoca non c’erano il blocca liste e la priorità, ma neanche i tagli imposti dalla spending review e si viaggiava mediamente sulle 80 visite al mese e non c’era, ovviamente il cd Jobs Act per i lavoratori autonomi.
La bozza prevedeva la decadenza automatica dall’incarico dei medici di lista e la formulazione di nuove graduatorie mediante la valutazione comparativa dei titoli: specializzazioni, master, cv e attività svolta anche come medico esterno  e una estremizzazione del rapporto libero professionale con verifiche semestrali sull’operato dei medici di lista per verificare il raggiungimento degli obiettivi.
Inoltre, ora come allora, veniva ridisegnata la dislocazione dei sanitari sul territorio.
Prevedeva, infine, una indennità oraria fissa, anche perché il sanitario svolgeva attività ambulatoriale all’interno dei CML e una quota variabile in base al numero delle visite effettuate, con compensi di 25,82 euro a visita, quindi, con accentuate differenze tra sede e sede,esattamente oggi come allora.
Anzi, rispetto alla bozza del 2011, quando la disponibilità oraria era uguale per tutte le sedi, oggi sembra di capire che anche questa sarà differente.
Il contenuto della bozza del 2011, segretissimo per i più ma conosciuto solo dai soliti noti, fu poi portato a conoscenza dalla FNOMCEO durante una riunione che si tenne ad ottobre dello stesso anno.
La bozza di decreto ministeriale venne stoppata  grazie unicamente al proverbiale intervento trasversale di alcuni parlamentari, facendo riaprire l’istruttoria al ministero del lavoro.
Successivamente, a seguito della caduta del Governo e l’arrivo dei tecnici, con problemi ben più grandi da risolvere, il tutto fu riposto in un cassetto.
Dai giudizi lusinghieri o prudentemente lusinghieri sulla bozza di decreto ministeriale contenente l’Atto di indirizzo che si sentono in giro, si rimane un pochino stupiti in quanto, rispetto alla bozza del 2011, l’impianto economico è lo stesso, quello normativo, idem, le uniche differenze sono rappresentate dalle tutele in vigore, blocca liste e priorità, che però vengono sapientemente annacquate e dal recepimento, obbligatorio, dei contenuti del Jobs Act per gli autonomi. Il tutto farcito sotto una pomposa egida  dal nome ACN che, senza le modifiche al decreto legislativo 75/2017, è solo un guscio vuoto.
Se ci fosse scritto “PIPPO” al posto di ACN, non ci sarebbe alcuna differenza.
A questo punto, il medico della strada si domanda per quale motivo, una volta svanita la possibilità di ottenere l’ACN per la specialistica ambulatoriale a tempo indeterminato, non si è proposta la contrattualizzazione della vigente disciplina integrata con il   carico di lavoro certo e uniforme su tutto il territorio nazionale a compensazione con la disponibilità oraria garantita che avrebbe consentito di mantenere l’attuale organizzazione con i carichi di lavoro ivi previsti, confermare i compensi ed eliminare le differenze tra sede e sede?
Le tutele vigenti, blocca liste e priorità, sarebbero state “blindate” e quelle previste dal Jobs Act per gli autonomi, ugualmente e obbligatoriamente, recepite.
Il Principe avrebbe ridetto la famosa citazione: “cca nisciuno………….”
mauro

domenica, luglio 30, 2017

L’ATTO DI INDIRIZZO E LA DETERMINAZIONE DEI COMPENSI

Dalle notizie pubblicate sul sito istituzionale delle regioni, il decreto ministeriale contenente l’Atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni, fermo restando che bisognerà leggere l’articolato, sembra confermare quasi integralmente la bozza preparata dai Ministeri competenti e consegnata il 21 luglio.
Lasciando da parte “l’effetto speciale” dell’ACN che tale rimane non essendo stata apportata alcuna modifica al decreto legislativo per cui, apposita convenzione era e apposita convenzione è rimasta, cerchiamo di capire come dovrebbe funzionare la parte economica.
In particolare, recita il comunicato, “è prevista un'indennità oraria base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite di controllo domiciliari e ambulatoriali ed eventualmente legate a specifici obiettivi".
Dal tenore letterale di quanto riportato, sembra capirsi che è prevista un’indennità oraria base, non si sa se uguale per tutti i medici e, soprattutto, se uniforme su tutto il territorio nazionale, oltre  una maggiorazione legata alle visite effettuate. Sono da stabilire, naturalmente, sia il compenso orario per l’indennità che il compenso per la visita venendo abrogata la vigente disciplina e, di conseguenza, il DM 8 maggio 2008.
Inoltre, il Governo aveva accolto, durante la discussione della legge Delega, l’ordine del giorno n.9/3098-A presentato dagli Onorevoli Murer e Mognato sul quale erano piovute numerose critiche, e adesso si spiega il perché, che lo  impegnava “a riconoscere ai medici addetti alle visite mediche di controllo domiciliare sui lavoratori assenti dal servizio per malattia, convenzionati con l'INPS, un trattamento economico complessivamente non inferiore a quello stabilito dall'articolo 3, del decreto ministeriale 8 maggio 2008. 
Quindi, il medico di lista avrà un compenso “fisso”, da stabilire, e un compenso variabile legato al numero di visite che riuscirà ad effettuare tenendo conto, sempre come recita il comunicato, di una “migliore distribuzione e copertura territoriale degli accertamenti e di la riduzione dei costi anche in ragione di un'ottimale dislocazione dei medici e del contenimento dei rimborsi e delle indennità chilometriche.
Quello che non è chiaro, inoltre, è se nell’indennità oraria base di disponibilità sono già previste un numero di visite da effettuare.
Ad esempio: se in una sede oggi il medico effettua 30 visite, queste sono già incluse nella disponibilità oraria e la “maggiorazione” scatta dalla 31ma visita oppure  la maggiorazione viene riconosciuta anche se si effettua 1 visita?
In entrambi i casi, non solo viene mantenuta l’attuale differenza di compensi tra sede e sede, ma questa si accentua ulteriormente creando forti disparità.
Inoltre, per contenere la riduzione dei costi in ragione di “un’ottimale dislocazione dei medici”, sempre come recita il comunicato, dovranno essere necessariamente inseriti ulteriori sanitari, livellando al ribasso i compensi, oppure i sanitari incaricati nelle sedi sfigate, dovranno traslocare.
Ricorda il sistema in uso nei Paesi d’Oltrecortina: “noi facciamo finta di lavorare e il Governo fa finta di pagarci”.
Non essendoci più la vigente disciplina, infine, anche le liste provinciali e sub provinciali cesseranno di esistere.
Sarebbe interessante conoscere che fine hanno fatto tutti coloro che hanno tenacemente ostacolato, con tutti i mezzi, la reiterazione della vigente disciplina integrata con il carico di lavoro certo e uniforme su tutto il territorio nazionale a compensazione con la disponibilità oraria, che avrebbe consentito di mantenere i compensi attuali e una REALE UNIFORMITA’ di trattamento!!
E questa è solo la parte economica, poi bisognerà ragionare sulla tenuta degli incarichi e sulla salvaguardia delle attuali tutele, quelle vere, blocca liste e priorità.
Il Principe avrebbe detto: “E’ la somma che fa il totale”.
mauro

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