mercoledì, luglio 01, 2015

da Cavoli : ragioniamo sulle VMCD ai lavoratori della PA



L’importo destinato alle vmcd sui dipendenti pubblici, 70 milioni di euro, è stato determinato, soprattutto, sulla base della obbligatorietà della richiesta della visita fiscale, anche per assenze di un solo giorno, introdotta dalla cd legge Brunetta.
Successivamente, con l’entrata in vigore della legge 111/2011, tale obbligo è stato mitigato ed è rimasto solo per quegli eventi che cadono prima o dopo la giornata libera, mentre per tutti quanti gli altri, la richiesta di vmcd è lasciata alla  discrezionalità del  dirigente preposto.
Con la destinazione dei fondi per le vmcd all’inps, come prevede la legge delega, la gestione delle richieste di vmcd verrà demandata all’Istituto che utilizzerà le tecniche del data mining, al fine di effettuare controlli mirati e non più a “pioggia”.
Ovviamente, come già abbiamo avuto modo di toccare con mano nel privato, si punterà ad un sicuro risparmio dei 70 milioni.
Situazione diversa si poteva avere nel caso i fondi fossero restati direttamente nei cassetti delle PPAA, le quali richiedevano le visite all’INPS, con il solo spostamento di lavoro.
Ma è andata diversamente, e il modello scelto e caldeggiato  anche da alcuni ambienti, sicuramente non consentirà di mantenere l’intera cifra. Pazienza.
Come ricordato dal Sottosegretario di Stato, Onle Rughetti,  nel corso dell’audizione in Commissione Affari Sociali, la scelta normativa di richiedere obbligatoriamente la vmcd in caso di assenza prima o dopo la giornata di liberà, è uno dei motivi che hanno comportato l’aumento dei costi connessi all’esercizio delle verifiche.  
C’è poi da domandarsi, ha proseguito il Sottosegretario, - “ed è un’annotazione che rimetto alla Commissione perché non è competenza del Governo” – se l’attuale disciplina normativa, che prevede che la visita fiscale venga effettuata già dal primo giorno, sia ancora attuale, o se invece si possa passare ad una fase successiva, visto che, come diceva il Presidente, il nostro livello di assenza per malattia  è ormai più o meno nel range europeo.
Se le vmcd del pubblico impiego, comprese quelle “obbligatorie”, poco più di 2.000.000, saranno macinate dal data mining, forse la cifra “ridicola” messa in circolazione per effettuare i controlli con il Polo Unico, potrebbe essere ritenuta addirittura in eccesso.
D’altronde, se inps, per controllare efficacemente 22 milioni di lavoratori privati impegna una spesa di 18 milioni di euro, su 3,5 milioni di lavoratori pubblici, quanto occorrerà? X= ……………(anche volendo includere le richieste di vmcd dei ddl privati, 20 milioni, che hanno altra finalità e non rappresentano un costo per l’Amministrazione, l’importo finale resta sempre bassino).
C’è da ricordare, inoltre, che i dipendenti pubblici sono maggiormente concentrati in alcune regioni (Lazio, Lombardia e Sicilia) e soprattutto nei capoluoghi di regione, in misura minore nei capoluoghi di provincia e, in quantità insignificante, negli altri comuni, specificando, infine, che in Sicilia e Lombardia, così come in alcune regioni, vengono riconosciuti ai medici di controllo i compensi previsti dal DM 8 maggio 2008.


sabato, giugno 27, 2015

da Cavoli : CHIARIMENTI SU ALCUNI ASPETTI RIGUARDANTI LE TIPOLOGIE DI RAPPORTO



Il rapporto convenzionale dei medici inseriti nelle liste speciali, come è noto, è normato dai commi 12 e 13, articolo 5, legge 638/83 e si protrae, senza soluzione di continuità, dalla entrata in vigore del dm 18 aprile 1996.

La trasformazione delle liste costituite ai sensi del comma 12, in liste speciali ad esaurimento, operata dalla legge 125/2013, ha riconosciuto un diritto soggettivo importante ai sanitari, prima inesistente, e il titolo stesso dell'articolo 4 in cui è inserita la norma blocca liste, presuppone l'avvio di un percorso di stabilizzazione degli incarichi.

Inoltre, la commissione affari sociali, nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla medicina fiscale, ha indicato per i medici fiscali, al fine di una completa fidelizzazione, la possibilità che questi possano svolgere anche attività ambulatoriale interna, specificatamente quella riguardante l'invalidità civile.

Il Governo, ancora più incisivamente, accogliendo un ordine del giorno presentato dalla Camera, ha espresso la volontà di valutare l'opportunità di assegnare, ai medici inseriti nelle liste speciali ad esaurimento, compiti riguardanti gli accertamenti inerenti l'invalidità civile e handicap.

Infine, sempre accogliendo un ordine del giorno presentato dal Senato, l'Esecutivo ha espresso la volontà di valutare l'opportunità di riconoscere, ai medici di lista, una tipologia contrattuale aventi i caratteri della stabilità.

A differenza dei medici di lista, il rapporto dei medici esterni nominati dall'Istituto per lo svolgimento di attività ambulatoriali, non è normato da nessun provvedimento, legislativo o regolamentare, e l'incarico è un atto unilaterale del Committente conferito sulla base di necessità temporanee e per mancanza di professionalità presenti all'interno, professionalità che, in base agli ultimi interventi parlamentari accolti dal Governo, sono invece presenti e verso le quali si dovrebbero indirizzare atti normativi idonei alla loro regolarizzazione.

Il percorso di stabilizzazione dei medici di lista,quindi, come indicato dall'Esecutivo e dalle norme approvate, non è legato in alcun modo al budget, bensì all'applicazione delle norme e degli atti avanti citati.

Diversamente, si assisterebbe ad un riproposizione della proposta del Committente di qualche tempo fa, un contratto generico precario misto che prevede il riconoscimento di una disponibilità fissa e una quota variabile legata al numero di visite effettuate con una umiliazione dei compensi. Questa tipologia prevede, tra l'altro, lo svolgimento di attività ambulatoriali con una commistione di fondi e attività.

Nello stesso tempo sono da evitare, per i motivi chiariti in altri post, quelle tipologie che prevedono compensi orari e/o forfetari in un rapporto generico e precario che non farebbero uscire i medici di lista dallo stallo attuale e verrebbero incontro solo alle esigenze del Committente.

Senz'altro migliore, in subordine ad un rapporto contrattualizzato come il "sumai" e in alternativa a quelli sopra citati, a parità di compensi e di costi per l'Ente, per quanto riguarda la qualità del lavoro, a mio avviso è una proposta che preveda l'evoluzione dell'attuale disciplina con introduzione del carico di lavoro blindato a compensazione con la disponibilità oraria che farebbe mantenere, tra l'altro, gli attuali compensi.

Infatti, l'unica possibilità per il committente di rimodulare i compensi, ovviamente diminuendoli, è quella di rimodulare  l'attuale rapporto a prestazione in orario e, dopo la decisione della Consulta che ha dichiarato illegittimo il blocco degli aumenti per dipendenti pubblici, sarebbe proprio un bel regalo alla controparte.

Sulla strada indicata dal Governo e Parlamento, si inserisce a pieno titolo la richiesta avanzata unitariamente dalle OOSS di categoria che non prevede alcuna commistione di attività nè distrazione di fondi, lasciando al sanitario la volontarietà di poter svolgere altre attività ambulatoriali, oltre le visite fiscali, il tutto nell'ambito dell'ACN per i rapporti con i medici specialisti interni e altre professionalità del 23 marzo 2005, una tipologia contrattuale vicina alla dipendenza.


 


venerdì, giugno 26, 2015

DA UNIVADIS - medicina del lavoro - Visita Domiciliare e Morso di Cane: come prevenirlo 26/maggio/2015



Rischio di infortunio durante visita domiciliare: serve la collaborazione degli assistiti
A cura di: Mauro Marin – Direttore di Distretto – Pordenone
Key words: normativa, infortunio, visita domiciliare
Capita che dei sanitari che si recano a domicilio per interventi a pazienti intrasportabili vengano morsi da un cane nell’abitazione dell’assistito. Il copione è sempre lo stesso. Alla vista del cane, il medico o infermiere chiede che l’animale sia contenuto per garantire in sicurezza l’intervento sanitario domiciliare. Ma i proprietari del cane garantiscono che si tratta di un animale docile, il miglior amico dell’uomo, per cui non serve rinchiuderlo. Poi invece inaspettatamente il cane si lancia sull’estraneo sanitario e lo morde, senza abbaiare a conferma dell’antico proverbio (can che abbaia non morde). Seguono le scuse dei proprietari e il sanitario a volte deve assentarsi dal servizio per l’infortunio. Una causa prevenibile della riduzione ulteriore di personale a disposizione per i soggetti più fragili.
Per garantire in sicurezza l’attività di assistenza sanitaria domiciliare non è sufficiente istruire gli operatori sul comportamento da tenere nelle abitazioni degli utenti che hanno un cane. E’ necessaria la collaborazione degli utenti per prevenire infortuni evitabili, senza contare il timore e lo stress degli operatori costretti ad effettuare interventi domiciliari sotto l’occhio attento di cani da guardia sciolti.  Il comportamento prudente è quello di tenere il cane al guinzaglio o in altro locale durante la visita domiciliare sanitaria, anche se il cane non ha mai dato segni di aggressività verso estranei. A maggior ragione il cane va contenuto se ha già morsicato qualcuno. L’ordinanza del Ministero della Salute 6 agosto 2013 (in GU n.209 del 06.09.2013) stabilisce che il proprietario o detentore del cane è responsabile del benessere dell’animale, del suo controllo e risponde dei danni causati dall’animale. La norma impone l’uso di una museruola nei casi di rischio per l’incolumità di persone o animali e l’uso di un guinzaglio di lunghezza non superiore a mt.1,5 nei luoghi aperti al pubblico. Se il cane ha già morsicato qualcuno, va segnalato ai servizi veterinari che detengono un registro dei cani morsicatori e valutano la necessità di un addestramento dell’animale. La norma non fa discriminazioni razziali, potendo il cane manifestare un comportamento aggressivo indipendentemente dalla razza e dalla taglia.
I proprietari di cani morsicatori iscritti nel registro sono obbligati ad attivare una polizza assicurativa per i rischi derivanti dalla condotta del cane e devono utilizzare sempre museruola e guinzaglio in luoghi aperti al pubblico.
I Comuni in collaborazione con i servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali organizzano corsi formativi per la gestione comportamentale dei cani. A seguito di episodi di morsicatura, i Comuni, su indicazione dei servizi veterinari, decidono, nell'ambito del loro compito di tutela dell'incolumita' pubblica, quali proprietari di cani hanno l'obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.  L’invito agli utenti dei servizi domiciliari è dunque quello di accogliere gli operatori assicurandosi che il proprio animale sia messo in condizioni di non nuocere per la durata della visita.

venerdì, giugno 19, 2015

da ANMEFI



Ricevo  dal collega Marcello Gaballo -segretario ANMEFI- e pubblico
onde diffondere la conoscenza di tutte le posizioni e
più di ogni altra cosa favorire
approfondimenti , chiarimenti e
principalmente
l’individuazione di soluzioni definitive alla nostra situazione di non lavoro .




martedì, giugno 16, 2015

altre puntualizzazioni da Mauro Cavoli

QUALCHE PRECISAZIONE
Quando si fa riferimento a norme esistenti, al fine di una migliore comprensione, soprattutto per chi non è un esperto legale, è sempre opportuno citare  i riferimenti per una loro facile individuazione.
Premesso ciò, è bene ricordare che  il rapporto che regolamenta  i liberi professionisti convenzionati, che altro non sono che i medici della mmg, pls e specialisti ambulatoriali, è stabilito dall’articolo 48, legge n.833, del 23 dicembre 1978 e dal decreto legislativo 502/92.
Se si vuole riconoscere, ai medici inseriti nelle liste speciali, tutti o parte degli istituti inseriti negli AACCNN che regolamentano i sopracitati rapporti (ferie, malattia, contribuzione, ecc) occorre emanare una legge formale, non vi sono scorciatoie normative.
Non è perche siccome esiste già la legge per i medici convenzionati, domani mattina la applico a mio piacimento anche ai medici fiscali inps (a questo punto perché non applicare il contratto dei bancari!!).
Nel caso in cui l’importo proposto sia riferito alle fasce attuali, cioè dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19,  nell’ipotesi di un (sicuro) allungamento delle stesse, la suddetta indennità sembrerebbe subire un adeguamento piuttosto corposo.
Quindi, alla partenza del Polo Unico, con le attuali fasce, perché bisogna ragionare con i pezzi di carta esistenti non sulle chiacchiere, che sono dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, l’indennità si raddoppierebbe, fermo restando tutti gli altri problemini evidenziati nella precedente sk (numero vmcd, esuberi alle stelle, mobilità territoriale, ecc).
Quindi si propone alla controparte un contrattino di 6000 euro netti al mese oltre tutti i rimborsi, quindi ca 7000 euro netti/mese||||||||||||||| e poi si racconta che che il contratto a prestazione con carico di lavoro blindato o il sumai sono onerosi!!!!!!!!!!! Anzi il costo sarebbe anche inferiore
Santo subito, con processione, chi garantisce  un tale reddito mensile.
Almeno che, raddoppiando la quota da 3000 a 6000 euro non raddoppiano anche le vmcd da effettuare, passando da 132 a 264 mensili.
E allora, si salvi chi può….
Inoltre, non si tiene conto della tenera età dei medici di lista, sicuramente tutti giovanotti ai quali non pesa, tanto ricevono i rimborsi spesa, ciucciarsi qualche centinaio di km per fascia ed effettuare oltre 130 vmcd/mese.
Forse non si è compreso il problema esuberi. L’attuale consistenza numerica dei sanitari è determinata in proporzione di 21vmcd settimanali/1 medico, nel caso di pagamento a forfait, con disponibilità su 4 ore per fascia, o si fanno le vmcd anche ai defunti oppure più di qualcuno resta a casa.
La richiesta presentata dalle OOSS, ha la sola finalità di individuare lo strumento tecnico per recepire, nella disciplina, il cd “sumai”. L’adeguamento del contratto alle esigenze particolari del servizio da svolgere, che è il passo successivo, sarà frutto della trattativa con la controparte ed appare prematuro e inutile discutere su qualcosa che ancora non esiste.
L’emendamento presentato al ddl sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, ha il solo scopo di far riconoscere ai medici fiscali un trattamento economico complessivo non inferiore a quello stabilito dal dm 8 maggio 2008.
Il trattamento economico dei liberi professionisti, è rappresentato dal compenso unitario (basta leggersi gli AACCNN della sanità, ad esempio) e non da quanto percepito a fine mese (questo riguarda i lavoratori subordinati) e nulla c’azzecca con il carico di lavoro, blindato o meno, che non rientra tra i compensi (trattamento economico) ma nella disciplina, non contemplata nel testo dell’emendamento.
Ovviamente, il compenso preso a riferimento dalla proposta emendativa ha anche una sua equivalenza nel caso di rapporto orario.
Altrettanto ovviamente, il compenso indicato nell’articolo 3, dm 8 maggio 2008, è uniforme su tutto il territorio nazionale e non varia da sede a sede.
Che il committente non accetti un eventuale rapporto a prestazione con carico di lavoro blindato perché oneroso, è soltanto una leggenda metropolitana, anche perché si propone l’eventuale alternativa a parità di costi.
Il motivo, invece, è ben altro, ed è che risulterebbe impossibile mettere le mani sia sul personale che sulle vmcd.
Altra leggenda è che con un contratto a carico di lavoro blindato non si possono riconoscere eventuali tutele. La possibilità è la stessa di un rapporto con pagamento a forfait: se si vogliono ferie, malattia, ecc come per i medici del SSN, occorre l’emanazione di una legge sia nel primo come nel secondo caso.

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