sabato, marzo 25, 2017

SUMAI, CARICO BLINDATO O “SPECIFICA CONVENZIONE” AD ORE?

La tipologia del rapporto dei medici di lista prevista dall’articolo 18 del decreto legislativo, abbiamo già indicato che può essere collocata in una zona opaca non essendo né un accordo collettivo nazionale né tantomeno un rapporto parasubordinato di quelli esistenti nel SSN, di cui l’unico esportabile, a tempo indeterminato e con tutte le tutele, è il cd SUMAI.
Nonostante questo, si continua a sentire in giro di richieste vaghe inerenti rapporti non specificati ad ore, a tempo pieno e indeterminato.  
Se si desidera un contratto a tempo indeterminato, che tolga dalla precarietà i medici di lista, allora non si capisce perché non venga chiesto esplicitamente il riconoscimento, ope legis, del cd SUMAI.
Se si desiderano tutele “pesanti”, come l’indennità di malattia, ferie pagate, contributi previdenziali, TFR, ecc, allora non si capisce perché non venga chiesto esplicitamente il riconoscimento del cd SUMAI che le comprende tutte.
Se si desidera un rapporto economicamente soddisfacente, che possa far tornare i compensi a livello pre 2013, allora non si capisce perché non venga chiesto esplicitamente il riconoscimento del cd SUMAI.
Se si desidera un contratto a “tempo pieno”, allora non si capisce perché non venga chiesta l’assegnazione anche dell’attività ISTRUTTORIA per aumentare il carico di lavoro, visto che il numero di visite fiscali invece, dovrebbe essere, come da documentazione ufficiale, tra dipendenti pubblici e privati, ca 700000  l’anno.
In molti iniziano ad avere il dubbio, a questo punto, e si domandano, se  il cd SUMAI, presentato alle fiere con abbondanza di calcoli matematici al seguito, diventato nel tempo, per i soli medici fiscali, “tipo sumai”, poi trasformatosi in “tipo SSN” e ora derubricato in “specifica convenzione”, fosse veramente destinato ai medici di lista oppure  ad altre categorie di sanitari.
Il bravo Antonio Lubrano, avrebbe sicuramente detto: la domanda sorge spontanea: visto che del cd SUMAI si sono perse le tracce, perché non viene richiesta, in subordine, la contrattualizzazione della vigente disciplina, integrandola con alcune tutele possibili e con il carico di lavoro certo e uniforme su tutto il territorio nazionale a compensazione con la disponibilità oraria, che consentirebbe di dare risposte CONCRETE, non le solite chiacchiere da saltimbanchi, soprattutto sia per quanto riguarda l’aspetto economico che la prosecuzione dell’incarico, evitando un contrattino ad ore generico che recherebbe benefici solo al Committente?
La risposta è altrettanto spontanea: perché entrambe le proposte  tutelano solo e TUTTI  medici di lista.
Ma non sarà forse che il cd SUMAI per qualcuno era solo un bluff, uno specchietto per le allodole, il consueto gioco delle tre carte e lo scopo vero è quello di far giungere, tutti insieme appassionatamente, ad un rapportino orario con il quale si potranno ridurre i compensi, affievolire le uniche tutele al momento presenti e preparare la strada alla figura unica con buona pace della medicina fiscale?
Questa volta, non ce ne voglia il Principe, prendiamo in prestito una citazione del simpatico  Renzo Arbore: non capisco, ma mi adeguo.
mauro

lunedì, marzo 20, 2017

TEMPI DI EMANAZIONE ATTO DI INDIRIZZO, STIPULA “APPOSITA CONVENZIONE” E ALTRE BUFALE.

Il decreto legislativo approvato in via preliminare dal CDM, ha iniziato il tour tra Parlamento, Consiglio di Stato e Conferenza Stato Regioni per raccogliere i pareri previsti e le intese necessarie.
Entro il 29 aprile (gran brutta data), le Commissioni competenti dei due Rami del Parlamento dovranno rilasciare i loro pareri. Poi, il Consiglio di Stato effettuerà un esame tecnico normativo sull’articolato e infine, in sede di CSR, dovrà essere trovata l’intesa sia sullo schema di decreto che, nel caso specifico, sulla determinazione delle risorse da destinare al Polo Unico e l’impiego dei professionisti ASL già addetti ai controlli.
A quel punto, non si sa quanto ma, se tutto filerà liscio, grosso modo tra maggio e giugno, lo schema di decreto ritorna in CDM che lo approva definitivamente, quindi lo invia per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e può entrare in vigore.
Se durante il percorso spunteranno degli intoppi, i tempi previsti si allungherebbero e nessuno, compreso il Ministro, ad oggi, può determinarli (basta vedere quello che è successo con altri decreti legislativi che emanati in via preliminare a  luglio, sono entrati in vigore in questi giorni)
Il CDM potrà approvare in via definitiva lo stesso testo già approvato il 24 febbraio oppure approvarne un altro modificato che tiene conto dei pareri, dei rilievi e delle intese.
Se il testo dovesse rimanere quello già approvato in via preliminare, dopo la pubblicazione in GU, e non prima, c/o il Ministero del Lavoro inizieranno gli incontri per la stesura dell’Atto di Indirizzo con le OOSS, la FNOMCEO e l’INPS.
Soltanto dopo l’emanazione dell’Atto di Indirizzo, che avverrà con decreto ministeriale sottoposto al controllo della Corte dei Conti e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, INPS e OOSS potranno iniziare gli incontri per la stesura dell’apposita convenzione.
Per gli ultimi due passaggi, emanazione Atto di Indirizzo e stipula “apposita convenzione”, non essendo previsto alcun termine dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo entro il quale effettuarla, nessuno, ad oggi, compreso il Ministro, conosce (se) e quando verranno emanati.
Per l’Atto di Indirizzo della medicina generale, per esempio, sembra che abbiano chiamato a “Chi l’ha visto” perché se ne erano perse le tracce.
Da non confondere, inoltre, i tempi di emanazione dell’Atto di Indirizzo con quelli inerenti la richiesta delle visite per i dipendenti pubblici attraverso l’Istituto. 
Quindi, chi va raccontando che l’Atto di Indirizzo già è pronto e conosce addirittura il contenuto della convenzione, o si è attaccato direttamente alla cavola  o sta solando i medici di lista.
Ma il vero scopo della “sola”, è probabilmente un altro: quello di convincere er popolo a non ragionare sulle possibili ricadute negative derivanti dall’applicazione di “un’apposita convenzione” generica senza nome e cognome (per i medici buoni, invece, si chiede solo ed espressamente il sumai e non ci si abbassa neanche ad una richiesta in subordine) e dall’inutilità, visto che è già stato tutto deciso e messo nero su bianco, di proporre soluzioni veramente tutelanti per i medici di lista e, di conseguenza, mettersi l’anima in pace. Amen
Sono circa 160 dollari al giorno. E' proprio un bel bisiniss! Ok. Di' un po', chi l'ha fatta questa fontana?
Un mio bisnonno, fece venire a posta uno scultore dalla Svizzera.
Aspetta paisà, qui dice che è dello scultore Bernini.
Appunto, siccome veniva da Berna, era piccoletto, lo chiamavano il Bernini. Sempre lui, il Principe
mauro

sabato, marzo 18, 2017

"BREVE CONSIDERAZIONE" di Mauro Cavoli

La norma inserita nell’articolo 18 del decreto legislativo, riguardante il futuro rapporto dei medici di lista, ha azzerato sia la disciplina vigente che i compensi determinati con il decreto ministeriale 8 maggio 2008.
In mancanza di requisiti minimi nella norma e non proponendo il copia/incolla di un accordo esistente, come il sumai, sia la disciplina che i compensi, dovranno essere rideterminati ex novo senza nessuna continuità con il passato.
Forse è la prima volta che accade un fatto del genere nel panorama contrattuale, sia esso autonomo  che dipendente.
Di norma, strategicamente parlando, si presentano alla controparte almeno due proposte “pesanti”: una, tendente a migliorare quella vigente, l’altra, totalmente sostitutiva, ma portatrice di miglioramenti normativi ed economici sostanziali.
In molti ritengono o sono stati furbescamente indotti a credere, che il danno economico subito dai medici di lista in questi 4 anni, sia da addebitare esclusivamente alla tipologia del compenso a prestazione e sono strasicuri che in presenza di un compenso orario non si sarebbe verificato un 29 aprile.
Qualsiasi rapporto convenzionale, appunto perché autonomo, anche quello più tutelante come il cd sumai, prevede la riduzione del carico di lavoro così come, nel rapporto di lavoro dipendente, in presenza di una diminuzione dello stesso subentrano part time, contratti solidarietà, cassa integrazione e mobilità, cioè il licenziamento.
Presentare una sola proposta, dal momento in cui si parte da zero e gettare nel cesso la vigente disciplina e i compensi in vigore, significa fare solo un regalone alla controparte che avrà, come dimostrano i fatti, le mani libere.
Sarebbe stato molto più semplice chiedere e probabilmente ottenere, in subordine, la blindatura del carico di lavoro previsto attualmente  di 21 o 12 visite settimanali uniforme su tutto il territorio nazionale con la compensazione oraria nel caso del mancato rispetto dell’assegnazione del numero di visite indicato e la conferma dei compensi fermi al 2008. La norma già esisteva, bastava soltanto integrarla.
Inoltre, se le risorse stabilite per legge vincolate al polo unico saranno soltanto 27,7 milioni, mentre le rimanenti, anche se iscritte in bilancio, come oggi, resteranno “ballerine”, la proposta del carico blindato è quella che meglio si adatterebbe a questo regime contabile rispetto ad un rapportino orario.
In presenza di due richieste economicamente pesanti, come il carico blindato e il sumai la partita prenderebbe una piega diversa mentre,  chiedere soltanto un rapporto orario, tra l’altro generico o genericamente riconducibile a quelli esistenti nel SSN, partendo da zero centesimi come compensi, la trattativa sarà solo e tutta in salita.
In tal caso, quale compenso verrebbe estrapolato dalle attuali convenzioni? Quello della medicina dei servizi di ca 20 euro lordi l’ora, quello della continuità assistenziale di ca 25 euro lordi l’ora o quello della specialistica ambulatoriale di ca 32 euro lordi l’ora?
E quali le tutele che verranno riconosciute, quelle pesanti del sumai o quelle ultraleggere, quasi inesistenti, della continuità assistenziale?
Se si otterrà un compenso medio di 25 euro lorde/ora, quindi ca 17 euro netti, a soffrirne saranno proprio coloro che svolgono esclusivamente l’attività di medico fiscale.
Se poi, il carico di lavoro in ore non dovesse essere uniforme su tutto il territorio nazionale, con questi compensi cambierebbe poco o nulla, rispetto alla situazione attuale, soprattutto per quei medici incaricati nelle sedi periferiche.  
Oramai sappiamo per esperienza che laddove le richieste e le successive norme contrattuali non sono chiare, qualcuno, come sempre, ci sguazza.
E io pago!! e io pago!!, avrebbe detto il Principe.
mauro

sabato, marzo 11, 2017

ATTIVITA’ ISTRUTTORIA

L’attività  istruttoria riguardante gli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici assenti dal servizio per malattia, trasferita all’INPS con il decreto legislativo approvato in via preliminare dal CDM, va ad aggiungersi a quella analoga già svolta per i dipendenti da ddl privati.
Visto che  un coro unanime  richiede un rapporto orario a “tempo pieno”, quale panacea per tutti i problemi contrattuali dei medici di lista e visto anche che, come ricordato in altri post il carico di lavoro, almeno da quanto risulta dai documenti ufficiali, potrebbe non essere sufficiente a garantire   tale tipologia di rapporto su tutto il territorio, una possibile soluzione poteva essere quella di richiedere l’affidamento anche dell’attività istruttoria.
Tale attività, il cui peso dovrebbe essere attentamente valutato, come ricordato dal Sottosegretario alla Funzione Pubblica, verrà seguita dai medici esterni.
Da una parte si predica il “tempo pieno”, dall’altra si prega Dio che non venga assegnato un corposo carico di lavoro che ne giustificherebbe la scelta.
Sembra, ma sicuramente non risponde a verità, che la mancata richiesta di assegnare ai medici di lista l’attività  istruttoria dipenda dal fatto che la stessa renderebbe i medici “incompatibili” perché si creerebbe un conflitto di interessi!!!!
Cioè, il medico di lista che dovesse controllare se un lavoratore ha diritto o meno a non essere sottoposto a visita fiscale, perché è esentato dalla reperibilità in base alla normativa vigente, rende il medico incompatibile!!!!
Cioè, il medico di lista che dovesse controllare se  la malattia è competenza INAIL, rende il medico incompatibile!!!!
Cioè, il medico di lista che dovesse controllare i certificati medici e stabilire quali di questi hanno i requisiti per richiedere la visita di controllo che lui stesso potrebbe eseguire rende il medico incompatibile!!!!
Ma non succede neanche su scherzi a parte.
E’ come se il vigile urbano che controlla le multe elevate dall’autovelox installato nella sua città,  si trova in conflitto di interessi perché potrebbe cestinare quelle comminate ad amici e parenti.
Ma stiamo pazziando, avrebbe detto il Principe.
Quindi, il medico esterno può svolgere l’attività istruttoria perché probabilmente non ha parenti ed amici, mentre il medico fiscale no. Tra l’altro, il medico di lista esegue la visita assegnata da SAVIO e non può effettuarla al coniuge,  parenti ed affini entro il quarto  grado.
Il medico esterno che spulcia i certificati e poi esegue anche la visita ambulatoriale non si trova in conflitto di interessi, il medico di lista sì.
Qualcosina non quadra. 
E pensare che il Governo aveva anche accettato l’Ordine del Giorno presentato alla legge di stabilità:
si impegna il Governo:
            a valutare l'opportunità di modificare la normativa contenuta nell'articolo 4, comma 10-bis, decreto legge 31 agosto 2013, n.101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.125, come modificato dall'articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n. 147, ricomprendendo fra le competenze dei medici inseriti nelle liste ad esaurimento, le competenze ambulatoriali e di istruttoria.

Sarebbe incompatibile, questa sì, la eventuale visita ambulatoriale allo stesso lavoratore che ha contestato, il giorno prima, il giudizio del medico di lista.

Parli come badi, sa!!!!
mauro

mercoledì, marzo 08, 2017

info da M.C.:DETERMINAZIONE DELLE RISORSE FINANZIARIE PER IL POLO UNICO



Le risorse assegnate all’INPS per il Polo Unico sono, a norma dell’articolo 22, comma 3,  del decreto legislativo approvato in via preliminare dal CDM, euro 27,7 milioni di euro. Non è indicato se tali risorse riguardano il funzionamento dell’intera macchina del Polo Unico, comprendente anche i cd costi di funzionamento, e non si conosce, quindi, al momento, quante di queste saranno destinate esclusivamente per finanziare il rapporto dei medici di lista, se tutte o una parte.
La norma in argomento, aggiunta alla lettera b) dell’articolo 17, comma 5, decreto legge 98/2011 e trasformando il comma 5 bis della stessa norma, l’ha modificata nel modo seguente:
5.  In  relazione  alle  risorse  da   assegnare   alle   pubbliche amministrazioni interessate, a fronte degli oneri  da  sostenere  per gli accertamenti medico-legali sui dipendenti  assenti  dal  servizio per  malattia  effettuati  dalle   aziende   sanitarie   locali,in applicazione dell'articolo 71 del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.133, come modificato dall'articolo 17, comma 23, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 3 agosto 2009, n. 102:  a) per gli esercizi 2011 e 2012 il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  a  trasferire  annualmente  una  quota  delle disponibilita' finanziarie per il Servizio sanitario  nazionale,  non utilizzata in  sede  di  riparto  in  relazione  agli  effetti  della sentenza della Corte costituzionale n. 207 del  7  giugno  2010,  nel limite  di  70  milioni  di  euro   annui,   per   essere   iscritta, rispettivamente, tra  gli  stanziamenti  di  spesa  aventi  carattere obbligatorio, di cui all'articolo 26, comma 2, della  legge  196  del 2009, in relazione agli oneri di pertinenza dei Ministeri, ovvero  su
appositi  fondi  da  destinare  per   la   copertura   dei   medesimi accertamenti medico-legali sostenuti dalla Amministrazioni diverse da quelle statali; b) a decorrere dall'esercizio 2013, con la  legge  di bilancio e' stabilita la dotazione annua  dei  suddetti  stanziamenti destinati alla copertura degli accertamenti  medico-legali  sostenuti dalle amministrazioni pubbliche, per un importo complessivamente  non superiore a 70 milioni di euro, per le medesime finalita' di cui alla lettera  a).  Conseguentemente  il  livello  del  finanziamento   del Servizio sanitario nazionale a cui concorre lo Stato, come fissato al comma 1, e' rideterminato, a decorrere dal medesimo  esercizio  2013, in riduzione di 70 milioni di euro.
"b-bis) a decorrere dall'entrata in vigore dell'articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è assegnato all'Istituto nazionale della previdenza sociale l'importo di 27,7 milioni di euro in ragione d'anno. A tal fine sono corrispondentemente ridotti gli stanziamenti iscritti negli stati di previsione della spesa del bilancio dello Stato. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato, con proprio decreto, ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Le predette risorse sono finalizzate esclusivamente ai controlli sulle assenze di cui all'articolo 55-septies, comma 2-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. 
5bis) A decorrere dall'esercizio finanziario 2012, la quota  di pertinenza del Ministero dell'istruzione,  dell'universita'  e  della ricerca, degli stanziamenti  di  cui  al  comma  5  e'  destinata  al rimborso forfetario  all’INPS  delle  spese  sostenute  per  gli accertamenti medico-legali  sul  personale  scolastico  ed  educativo assente dal servizio per malattia.

Da quanto sopra, anche se non è proprio chiarissimo, si dovrebbe dedurre che i 70 milioni, inizialmente previsti, siano diventati 27,7. Dello stesso avviso sembra essere anche la relazione tecnica della RDS che accompagna il decreto:

L'articolo 22 reca disposizioni di coordinamento e transitorie che non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Si segnala il comma 3, lettera a), che attribuisce all'INPS i fondi necessari per poter svolgere i nuovi compiti relativi ai controlli medico-fiscali della malattia di tutti i dipendenti pubblici, quantificati in 27,7 milioni di euro in ragione d'anno. Si tratta di risorse già disponibili ai sensi della legislazione vigente (all’articolo 17, comma 5, lettera b), del decreto-legge n. 98 del 201Il) che vengono assegnate al predetto Istituto.

Il passaggio inserito nella norma aggiunta al decreto legge dal decreto legislativo, “sono corrispondentemente ridotti gli stanziamenti iscritti negli stati di previsione della spesa del bilancio dello Stato” starebbe a significare che gli importi assegnati precedentemente negli stati di previsioni delle singole pubbliche amministrazioni, di cui al comma 5 sopra ricordato, il cui totale generale era di 70 milioni di euro (anzi, 69.300) viene corrispondentemente ridotto.
Alle singole pubbliche amministrazioni, dovrebbero restare nel cassetto delle risorse per richiedere visite fiscali aggiuntive a quelle richieste d’ufficio dall’INPS, il cui ammontare esatto verrà determinato con il previsto decreto ministeriale del MEF.
Stesso discorso dovrebbe valere anche per il MIUR il quale, ma soltanto per motivi contabili e pratici (sarebbe stato veramente difficile poter assegnare ad ogni singola istituzione scolastica risorse per le vmcd) le risorse venivano girate alle  forfetariamente alle regioni per un totale iniziale (comma 5) di ca 25 milioni.
E’ da capire, anche in questo caso, sulla base dell’articolato approvato dal CDM, quante risorse resteranno nel cassetto del MIUR da girare all’INPS, da zero a 25 milioni di euro, dopo la riduzione prevista dall’articolo 22 del decreto legislativo.
Bisognerà attendere, come sopra ricordato, l’emanazione del decreto MEF.
Un eventuale “rapporto contrattualizzato”, inoltre, potrebbe fare sicuro affidamento soltanto sui 27,7 milioni di euro, essendo le altre cifre, 18 milioni stanziati dall’INPS e ca 20 milioni riguardanti i rimborsi delle vmcd richieste dai datori di lavoro (tra cui si trovano anche quelle richieste attualmente dai datori di lavoro pubblici, quindi da scorporare), nonché quelle che richiederanno le PPAA, risorse estremamente variabili.
E’ come se la convenzione della medicina generale nel SSN, venisse finanziata con i ticket o altre entrate variabili.……..
Infine, ma non per ultimo, le risorse individuate con il decreto legislativo, come ricordato pari a 27,7 milioni, dovranno essere sottoposte all’intesa in sede di Conferenza Stato Regioni e potrebbero, quindi, subire una variazione.
Del resto, venendo rimodulata la disciplina e, di conseguenza, gli attuali compensi, non esiste alcun vincolo normativo per finanziare la spesa riguardante i medici fiscali, ma questa dovrà essere globalmente rivisitata e normata alla luce del nuovo rapporto e dei nuovi compensi che verranno rideterminati, come anche chiesto unitariamente dalle OOSS, quasi sicuramente su base oraria.

Il Principe avrebbe detto: perché a noi questa moneta servono che voi vi consolate…..

mauro

lunedì, marzo 06, 2017

Da Mauro Cavoli : PROVIAMO A RAGIONARE

Il rapporto dei medici di lista, in base al decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, non è ovviamente il cd sumai, usato e abusato da alcuni come specchietto per le allodole, ma neanche  un “tipo sumai” o “tipo SSN”(poi, cosa vogliano dire questi termini, ancora non si è scoperto) nè tantomeno un accordo collettivo nazionale. Il tutto è stato derubricato in “apposita convenzione”,  cioè “aria fritta” o, per dirla come il Principe, na fetecchia.
Con queste premesse, parlare di tempo indeterminato è come tentare di vendere ghiaccio agli Eschimesi, ma qualcuno ci prova ugualmente.
L’ultima frontiera delle “sole” è l’Atto di Indirizzo, spostando la promessa del tempo indeterminato a qualche mese (o anno) ma se nella legge non vi sono “paletti” l’Atto prenderà atto di quanto ivi riportato, cioè niente.
Non parliamo, poi, del tempo pieno. Chi lo propaganda dovrebbe dare battaglia per far inserire, oltre le attività ambulatoriali, anche quelle di istruttoria che, come prevede il decreto legislativo, saranno svolte dall’Istituto, incrementando  il carico di lavoro.
Invece, manco per sogno, queste attività sono “cosa nostra” e guai a chi le tocca. D’altronde, inserendole, per qualcuno sarebbe saltato fuori  un evidente “conflitto di interessi”, personale e non, quindi  anche questa possibilità ce la  siamo giocata.
Parlare, quindi, di rapporto orario a tempo pieno, senza un corposo carico di lavoro, potrebbe far nascere qualche problemuccio.
Secondo un recente documento, il numero di controlli previsto per i dipendenti pubblici, attuando gli stessi parametri per i privati, la tanto richiesta armonizzazione tra i due settori, comporterà 200000 controlli domiciliari e 30000 ambulatoriali.
Anche qui ci sarebbe da rotolarsi per terra dalle risate, per non piangere, con le tante sparate dei soliti noti che assicuravano che il data mining non si poteva applicare ai dipendenti pubblici. Ma lasciamo perdere.
Quindi, 230000 controlli sui dipendenti pubblici e ca 500000 controlli per i privati, fanno un totale di ca 730000 visite, arrotondiamo a 800000.
I medici di lista sono ca 1100, di conseguenza ciascun medico dovrebbe effettuare 727 visite l’anno, cioè ca 70 visite al mese su 11 mesi di lavoro.
Ovviamente parliamo della media di Trilussa, quando sappiamo bene che vi è una disparità tra territori, ma i conticini vengono effettuati sulla media.
Come noto, anche in base all’agenda ALPI, per ogni 2 ore si dovrebbero effettuare 3 visite, quello che accade oggi.
Nel caso di un contratto orario a tempo pieno di 6 ore al giorno, ciascun medico effettuerebbe ca 9 visite al dì, quindi in 8 giorni, abbondiamo e diciamo 10, avrebbe soddisfatto il carico di lavoro previsto.
O terminato il lavoro si legge il giornale spaparacchiato sulla scrivania del Capo, oppure il compenso orario sarà solo simbolico per salvare la consistenza numerica dei sanitari (in alcuni regimi, prima della caduta del muro, tra i lavoratori girava un famoso detto popolare: noi facciamo finta di lavorare e il Governo fa finta di pagarci), altrimenti qualche e qualche esubero esce fuori.
Per non parlare, poi, delle risorse che esperti contabili fanno lievitare giornalmente e c’è da scommettere, che quando il decreto entrerà in vigore, l’attuale stanziamento individuato avrà superato  i 70 milioni. Ma per favore!!!!
Né si potrebbe invocare la vastità del territorio e la necessità di un presidio capillare perché, con 6 ore al giorno, si è in grado di raggiungere qualsiasi punto della provincia. Per arrivare da Roma a Tarvisio, al confine con l’Austria, tante ne occorrono.
Sarebbe il caso di farsi qualche giretto nelle ASL per capire cosa fanno tutto il giorno i medici a tempo pieno della medicina dei servizi con 28 h/settimanali, oltre le visite fiscali, così, tanto per farsi un’idea prima di sparare fesserie.
Oppure si crede veramente che con un rapportino orario generico, tutti avranno assegnato lo stesso numero di ore dalla sede di Rocca Cannuccia a quella di Roma uniformando i compensi mensili!!!!!!
Infine, si dovrà anche attendere di leggere l’accordo tra le OOSS del pubblico impiego e l’ARAN per capire se le visite richieste obbligatoriamente per assenze prima o dopo il giorno libero continueranno ad essere numerose.
Anche in questo caso, si parla di visite “mirate” e come si ottengono le visite mirate se non con il data mining?
Inoltre, come noto, il combinato disposto dei vari punti del decreto, prevede la possibilità di inserire nei contratti penalizzazioni economiche in caso di assenze cd anomale che potrebbero incidere anche sul numero di permessi malattia, facendo diminuire il carico di lavoro. Staremo a vedere.
Invece di buttare via insieme all’acqua sporca (attuale rapporto libero professionale) anche il bambino (compensi attuali e pagamento a prestazione) e infilarsi dentro il sacco di un contratto orario generico, perché non si ragiona a contrattualizzare, per quanto possibile, l’attuale rapporto garantendo alcune tutele e il carico di lavoro previsto a compensazione con la disponibilità oraria che consentirebbe anche lo svolgimento delle attività ambulatoriali?
Per il momento, il Principe avrebbe detto: è la somma che fa il totale.
mauro

giovedì, marzo 02, 2017

Mauro : testo definitivo decreto legislativo trasmesso dal governo alle Camere

SI RIPORTA IL TESTO UFFICIALE DEL DECRETO LEGISLATIVO RIGUARDANTE LA MEDICINA FISCALE TRASMESSO DAL GOVERNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI E AL SENATO.
ATTO DEL GOVERNO SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE Trasmesso alla Presidenza il 28 febbraio 2017 Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (393)  
Polo unico per le visite fiscali Art.18
(Modifiche all 'articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165) 1. All'articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "I controlli sulla validità delle suddette certificazioni restano in capo alle singole amministrazioni pubbliche interessate.";
b) al comma 2 la parola "inoltrata" è sostituita dalle seguenti: "resa disponibile" e dopo le parole "all'amministrazione interessata." è inserito il seguente periodo: "L’Istituto nazionale della previdenza sociale utilizza la medesima certificazione per lo svolgimento delle attività di cui al successivo comma 3 anche mediante la trattazione dei dati riferiti alla diagnosi. I relativi certificati contengono anche il codice nosologico.";
c) dopo il comma 2 è inserito il seguente: "2-bis. Gli accertamenti medicolegali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia sono effettuati, sul territorio nazionale, in via esclusiva dall'Inps d'ufficio o su richiesta con oneri a carico dell'Inps che provvede nei limiti delle risorse trasferite delle Amministrazioni interessate. Il l'apporto tra l'Inps e i medici di medicina fiscale è disciplinato da apposite convenzioni, stipulate dall'INPS con le organizzazioni sindacali dì categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale. L'atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni è adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro della salute, sentito l'INPS per gli aspetti organizzativo-gestionali e sentite la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative. Le convenzioni garantiscono il prioritario ricorso ai medici iscritti nelle liste di cui all'articolo 4, comma IO-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 Ottobre 2013, n. 125, per tutte le funzioni di accertamento medico-legali sulle assenze dal servizio per malattia dei pubblici dipendenti, ivi comprese le attività ambulatoriali inerenti alle medesime funzioni. Il predetto atto di indirizzo stabilisce, altresì, la durata delle convenzioni, demandando a queste ultime, anche in funzione della relativa durata, la disciplina delle incompatibilità in relazione alle funzioni di certificazione delle malattie.";
d) il comma 5-bis è sostituito dal seguente: "5-bis. Al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concetto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono stabilite le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e sono definite le modalità per lo svolgimento delle visite medesime e per l'accertamento, anche con cadenza sistematica e ripetitiva, delle assenze dal servizio per malattia. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall'indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati 19 motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all'amministrazione che, a sua volta, ne dà comunicazione all'INPS,"
Art.22  (Disposizioni di coordinamento e transitorie)
3. All’articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 20 Il, n,III, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente: "b-bis) a decorrere dall'entrata in vigore dell'articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è assegnato all'Istituto nazionale della previdenza sociale l'importo di 27,7 milioni di euro in ragione d'anno. A tal fine sono corrispondentemente ridotti gli stanziamenti iscritti negli stati di previsione della spesa del bilancio dello Stato. Il Ministro de1l'economia e delle finanze è autorizzato, con proprio decreto, ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Le predette risorse sono finalizzate esclusivamente ai controlli sulle assenze di cui all'ariicolo 55-septies, comma 2-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. L'Istituto nazionale della previdenza sociale predispone una relazione annuale al Ministero dell'economia e delle finanze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ­ Dipartimento della funzione pubblica al fine di consentire il monitoraggio sull'utilizzo di tali risorse.";
b) al comma 5-bis, sono apportate le seguenti modificazioni:
l) al primo periodo, le parole "alle regioni" sono sostituite dalle seguenti: "all’INPS" e le parole "effettuati dalle aziende sanitarie locali" sono soppresse; 2) il secondo periodo è soppresso.
mauro

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