venerdì, agosto 12, 2016

PROVIAMO A FARE UN POCHINO DI CHIAREZZA

Abbiamo ricordato, in diversi post, che per poter riconoscere ai medici di lista il contratto della specialistica ambulatoriale, cd sumai, a tempo indeterminato, o qualsiasi altro rapporto contrattuale avente analoghe caratteristiche,  occorre apportare una modifica alla legge 638/83, possibile soltanto con un’altra norma di rango primario, come potrebbe essere il decreto legislativo.
Se questo non dovesse avvenire, o il decreto legislativo dovesse contenere soltanto delle “linee guida” o blande indicazioni, il rapporto continua ad essere regolamentato, come oggi, dalla legge 638/83 attraverso l’emanazione dei decreti ministeriali con i quali non e’ possibile recepire le tipologie contrattuali do cui sopra.
Con questo strumento, si potrebbe riconoscere ai medici di lista soltanto un rapporto orario generico sempre libero professionale che non contiene quelle tutele che tutti auspicano da anni.
Adesso, dal “tipo sumai” o “tipo SSN”, si e’ passati a prospettare rapporti convenzionali fai da te, indicate addiritttura con il nome dei proponenti, manco fossero in corso le elezioni all’americana di cui nessuno, o quasi, ne conosce i contenuti e non esistenti nel panorama normativo nazionale.
Probabilmente, al prossimo passaggio anche queste tipologie saranno derubricate in rapporti regolati da un biglietto del tram.
In alternativa a questa soluzione pasticciata e pericolosa per i medici, ma non per il committente, si era suggerito di ragionare intorno alla conferma della vigente disciplina , ivi compresi gli attuali compensi, integrandola con il carico di lavoro prestabilito uniforme su tutto il territorio nazionale a compensazione con la disponibilita’ oraria, con conferma automatica degli incarichi.
Quindi, non e’ come raccontano i soliti imbonitori da fiera paesana che la scelta e’ tra sumai e carico di lavoro blindato ma, fermo restando come prima opzione il sumai, quello autentico, ovviamente,  non “tipo”, “fac simile”  e con il percorso sicuro per arrivarci indicato dalle OOSS, e solo nel caso questo non fosse possibile riconoscerlo, la eventuale successiva scelta e’ tra una convenzione Stanlio/Ollio che altro non e’ che un rapporto orario generico libero professionale, e il carico di lavoro blindato.
L’abilita’ nel gioco delle 3 carte di certi personaggi e relativo cerchio magico, non ha limite e purtroppo a pagarne le spese sono, come sempre, i medici di lista i quali rischiano, con un contratto orario generico, di vedersi ridotti pesantemente i compensi e girare giornalmente per il territorio, garantendo 3 visite a fascia una volta eliminato il “freno” della notula.
Ancora non si e’ compreso che destinando le risorse alla disciplina vigente, quindi esclusivamente ai medici di lista e non genericamente al mondo della medicina fiscale, si evita la distrazione dei fondi a favore di altre categorie di sanitari.
Delibera Presidenziale docet, ma non per tutti e sempre i soliti noti cercano di minimizzarne le conseguenze nefaste solo sui medici di lista ma non su altre categorie di sanitari che, al contrario, ne beneficeranno totalmente degli effetti che produrra’.
La Delibera, come tutte le altre, viene validata dai ministeri vigilanti e, nello specifico, ha avuto il via libera anche dalla Funzione Pubblica con tanto di onori parlamentari e ancora c’e’ chi continua a prendere in giro i medici di lista descrivendo l’interrogazione, che ha il merito di aver fatto beccare con le mani nella marmellata chi pensava di venire scoperto soltanto a giochi ormai conclusi, come un atto inutile per i sanitari.
Neanche il Principe, ormai, ha piu’ parole.

mauro

martedì, agosto 09, 2016

INFO:Sentenza della Cassazione che esclude le PPAA dall'obbligo di stabilizzare i precari, anche se con reiterati contratti di lavoro subordinato a tempo determinato.

Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non possibile la stabilizzazione per i precari della Pubblica amministrazione senza superare un concorso pubblico. In altre parole, non è possibile trasformare a tempo indeterminato un rapporto di lavoro con contratto a tempo determinato o a termine, anche se stipulato per lungo tempo. Per l’assunzione a tempo indeterminato è sempre necessario il superamento di un concorso pubblico.
Non solo, il lavoratore può ambire solo ad un’indennità forfettaria limitata a chiedere un ristoro per la perdita di chance, ma per ottenere tale indennità è necessario che il lavoratore dimostri la propria perdita di chance (ossia la precarietà che ha condizionato le scelte di tipo personale del lavoratore e le possibilità di ottenere un’occupazione migliore).
La Sentenza è la n. 16428 del 3 agosto 2016 e riguarda la richiesta di stabilizzazione di un autista di scuolabus comunale rimasto precario con contratti a tempo determinato per oltre 12 mesi. Ebbene, la Corte di Cassazione ha negato la stabilizzazione con un contratto a tempo indeterminato ed ha riconosciuto solo la possibilità di ricevere un risarcimento del danno.
Al lavoratore è stata riconosciuta solo la possibilità di ricevere in risarcimento un indennizzo da 2,5 a 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, senza l'obbligo di dover dimostrare il danno subìto e senza detrarre le altre entrate percepite durante il periodo di lavoro pubblico.
L’indennizzo forfettario varia da 2,5 a 12 mensilità in proporzione alla durata del contratto a tempo determinato, alla gravità della violazione, alla tempestività della reazione del lavoratore, allo sfruttamento di altre (perse) occasioni di lavoro e di guadagno per la preferenza accordata al rapporto con la pubblica amministrazione, considerando infine anche le dimensioni del datore di lavoro.
Con questa sentenza, per l’ennesima volta, ai lavoratori precari della Pubblica Amministrazione viene confermata la quasi impossibilità di essere stabilizzati senza superare un concorso, per effetto dei reiterati rapporti di lavoro a termine. Al massimo il lavoratore può ambire ad un importo finale che però non ristora completamente il lavoratore, in quanto si tratta sostanzialmente di un indennizzo che al massimo può essere pari ad un anno di stipendio.
Questo anche se le leggi europee obbligano lo Stato a garantire una tutela effettiva al lavoratore, che dovrebbe ottenere, tramite sentenza, un'assunzione con contratto a tempo indeterminato (Corte di giustizia, 12 dicembre 2013 in C-50/2013), per i giudici della Suprema Corte questo principio non si applica nel pubblico impiego (ma solo con i datori di lavoro privati), in cui è obbligatorio l’accesso tramite concorso.
mauro

lunedì, agosto 08, 2016

RAGGIUNGIMENTO DEL MASSIMALE ORARIO

Nella eventualita’ che venga riconosciuto ai medici di lista un rapporto esclusivamente orario, qualunque esso sia, libero professionale, convenzionato, ecc, il numero di ore va a sommarsi con quelle eventualmente prestate con qualsiasi rapporto convenzionale del SSN (assistenza primaria, continuita’ assistenziale, medicina dei servizi, specialistica ambulatoriale, ecc) ai fini della determinazione del massimale orario che non puo’ superare le 38 ore settimanali.
Quindi, ad esempio, un medico di lista che abbia anche un rapporto di continuita’ assistenziale di 24 h/settimanali, potrebbe ricoprire un incarico nella medicina fiscale di 14 h/settimanali.
Se poi, alla continuita’ assistenziale si aggiungono altre attivita’, sempre orarie, nel SSN o altrove, l’impegno nella medicina fiscale, di conseguenza, deve essere proporzionalmente ridotto.
Unica eccezione, in base alla legislazione vigente, e’ ammessa esclusivamente per i medici che svolgono la loro attivita’ negli istituti penitenziari.
Attualmente, questa limitazione, essendo l’attuale rapporto dei medici di lista a  prestazione e non orario, non trova applicazione.
Per quanto riguarda la conferma della vigente disciplina con l’integrazione del il cd carico di lavoro blindato a compensazione con la disponibilita’ oraria, la eventuale quota oraria riconosciuta a compensazione nel caso in cui Il carico di lavoro prestabilito non venisse assegnato, non si configura come un rapporto orario “puro”.
La disponibilita’ che il medico deve garantire resta, come oggi, quella prevista dall’articolo 5, decreto ministeriale 12 ottobre 2000.
Aspetto diverso, invece, nel caso in cui il rapporto dovesse prevedere il riconoscimento di una disponibilita’ oraria “fissa” e un compenso a notula per singola visita, come prevedeva una proposta del Committente.
In questo caso, ovviamente, le ore di disponibilita’ oraria concorrono al raggiungimento del massimale orario.
Per quanto riguarda, inoltre, la effettuazione delle eventuali visite ambulatoriali, potrebbe essere previsto uno specifico compenso per questa attivita’, come gia’ avviene nelle Aziende Sanitarie Locali (si veda bando ASL Milano).
mauro

mercoledì, agosto 03, 2016

da Cavoli:Nella seduta del 2 agosto, il Sottosegretario di Stato, Onle Angelo Rughetti, ha risposto alle interrogazioni presentate dagli Onli Rizzetto e Russo.

chiarimenti in merito alle incompatibilità previste dal bando Inps del 16 novembre 2015 relativo al reclutamento di un contingente di medici legali e iniziative in ordine al fenomeno del precariato nell'ambito di tale categoria di medici – nn. 3-02438 e 3-02439)
  PRESIDENTE. Passiamo alle prime interrogazioni all'ordine del giorno Rizzetto n. 3–02438 (Vedi All. A) e Russo ed altri n. 3–02439 (Vedi All. A), concernenti chiarimenti in merito alle incompatibilità previste dal bando Inps del 16 novembre 2015 relativo al reclutamento di un contingente di medici legali e iniziative in ordine al fenomeno del precariato nell'ambito di tale categoria di medici , che, vertendo sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (Vedi l'allegato A – Interrogazioni).
  Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Angelo Rughetti, ha facoltà di rispondere.
  ANGELO RUGHETTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Grazie, Presidente. Le interrogazioni degli onorevoli riguardano tutte l'avviso di selezione pubblica per il reperimento di un contingente di 900 medici pubblicato dall'INPS il 16 novembre 2015. A parere degli interroganti, il bando pubblico elenca una serie di fattispecie che comportano l'incompatibilità con l'incarico di medico. Tra queste, si prevede che sono incompatibili con l'assunzione dell'incarico i medici che svolgano o presentino la propria candidatura per incarichi politici o amministrativi presso organi o enti territoriali e/o nazionali, cariche pubbliche elettive, incarichi governativi e mandato parlamentare.
  Al riguardo, l'INPS, espressamente interpellato, ha chiarito che la formulazione del bando non preclude l'ammissibilità della domanda né, tanto meno, la valida inclusione nelle graduatorie regionali previste dal medesimo bando, ma si limita, invece, ad escludere la sola espletabilità del rapporto convenzionale in caso e per la durata della carica pubblica già in essere o per la quale si sia candidati, tant’è vero che nel bando stesso è precisata l'inconferibilità, con riferimento all'assunzione, dell'incarico.
  La previsione, pertanto, appare pienamente rispettosa del disposto di cui al comma 1 dell'articolo 51 della Costituzione, anche alla luce del comma 3 del medesimo articolo, che stabilisce che: «Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro». È, infatti, evidente che la sospensione degli obblighi contrattuali lavorativi e la conservazione del posto non possano che riferirsi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato: una estensione a diverso ambito relativa ad un rapporto convenzionale a tempo determinato, nella fattispecie annuale, vanificherebbe la finalità stessa della convenzione e creerebbe un'evidente pregiudizio all'amministrazione pubblica che vi abbia fatto ricorso allo scopo di far fronte ad esigenze lavorative connotate da carattere temporaneo, urgente ed indifferibile.
  Si rappresenta, inoltre, che la formulazione del bando, per gli aspetti segnalati dagli interroganti, risponde a criteri di trasparenza dell'operato dei medici al fine di prevenire situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse, ex articolo 53, commi 2 e 3-bis e 5 del decreto legislativo n. 165 del 2001.
  Gli onorevoli interroganti sostengono, inoltre, che l'INPS avrebbe proceduto, apro virgolette: «ricorrendo all'articolo 8, comma 1, del decreto interministeriale del 12 ottobre 2000, alla sospensione dell'incarico di medico fiscale per quei sanitari che hanno optato per l'incarico di medico convenzionato, con conservazione dell'iscrizione nelle liste speciali». Viene sottolineato, altresì, che il DM richiamato riguarda esclusivamente la sospensione dell'incarico di medico fiscale per i giustificati e documentati motivi e, comunque, per un periodo massimo di centottanta giorni, sicché si ipotizzano ingiustificate ed inspiegabili situazioni di disparità di trattamento, a parità di condizioni, nei confronti di tutti i medici fiscali dell'istituto.
  Al riguardo, nel ricordare che il «decreto ministeriale lavoro-sanità» del 12 ottobre 2000 costituisce una delle disposizioni normative che regolano l'attività di medicina fiscale svolta in convenzione con l'INPS dai medici iscritti nelle liste speciali, istituite ai sensi dell'articolo 5, commi 12 e 13, del decreto-legge n. 463 del 1983, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 638 del 1983, comprese le liste speciali ad esaurimento, l'INPS ha evidenziato come la conservazione dell'iscrizione nelle liste speciali dei medici di lista che hanno optato per la convenzione non trova il suo presupposto nellaPag. 4previsione di sospensione, di cui all'articolo 8 del DM citato del 12 ottobre 2000, ma nello stesso articolo 1, requisiti di partecipazione del bando per la selezione di 900 medici approvati con determinazione presidenziale n. 147 del 12 novembre 2015.
  Infatti, l'articolo 8 del DM citato prevede la decadenza dall'incarico una volta superato il termine annuale e quadriennale complessivo di sospensione solo nell'ipotesi di indisponibilità del sanitario. Pertanto, secondo quanto riferito dall'INPS, non si sussiste alcuna disparità di trattamento fra medici iscritti nelle liste speciali, in quanto quelli che hanno optato per la convenzione non sono in realtà indisponibili, ma svolgono altre tipologie di servizio per l'INPS; quelli che mantengono esclusivamente il rapporto libero-professionale con l'Istituto per la medicina di controllo si sono impegnati a svolgere per l'INPS solo visite mediche di controllo domiciliare e le uniche incompatibilità per essi attualmente vigenti sono l'esercizio della medicina generale nella stessa area geografica, per il noto principio di non controllare se stessi, e quelle fissate da altri enti, ad esempio i medici ospedalieri.
  L'INPS ha, dunque, evidenziato che la sospensione per il periodo durante il quale il medico di controllo svolgerà le funzioni di convenzionato esterno discende dal bando e non già dall'applicazione dell'articolo 8, pur dovendosi considerare tale periodo come neutralizzato ai fini della medesima disposizione di legge.
  Da ultimo, l'INPS ha ribadito che la prescrizione di cui all'articolo 3 dell'allegato B del bando («Obblighi, condizioni e incompatibilità») non configura, né formalmente né sostanzialmente, ipotesi di incompatibilità dei ruoli, ma esclusivamente delle rispettive concrete attività, discendendo unicamente da considerazioni di opportunità legate alla natura particolarmente delicata e complessa delle funzioni che i medici convenzionati sono chiamati a svolgerle – a titolo esemplificativo, non esaustivo: accertamento degli stati di invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità, accertamento delle condizioni di invalidità e di inabilità previdenziale, esame della certificazione di malattia per le disposizioni dei controlli domiciliari, attività di consulente tecnico di parte nel contenzioso giudiziario –, evidentemente tale da richiedere che gli stessi medici non risultino, nemmeno potenzialmente, in situazioni di conflitto d'interesse.
  Concludo ringraziando agli interroganti per l'oggetto dell'interrogazione, perché contiene dei fatti molto rilevanti che hanno anche una particolare eco nell'opinione pubblica e, quindi, è necessario che l'applicazione di tutti i principi normativi sia sempre attenta ed accorta ad evitare, da un lato, discriminazioni nei confronti delle persone e, dall'altro lato, conflitti d'interessi che possano, poi, generare un affievolimento della capacità dell'INPS di poter effettuare dei controlli fiscali efficaci, che, quindi, raggiungano i risultati, consentendo di far diminuire le assenze per malattia che, nel sistema pubblico, hanno ancora valori troppo ampi.
  Concludo, dicendo che oggetto della delega n. 124 che il Parlamento ha conferito al Governo è anche la revisione delle modalità attraverso le quali la pubblica amministrazione si doterà della funzione di controllo del domicilio fiscale. Nella legge di delega è previsto che si costituisca un unico polo presso l'INPS e che, quindi, si accorpi nell'INPS la funzione che oggi è delegata in parte alle AASSLL. Pensiamo che dentro questa disciplina possano trovare soluzione e, quindi, migliorare dal punto di vista normativo le disposizioni che sia vanno ad occupare della incompatibilità e della inconferibilità per i motivi cui dicevo sopra, che sono molto, molto rilevanti.
  PRESIDENTE. L'onorevole Rizzetto ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione n. 3–02438 (Vedi All. A).
  WALTER RIZZETTO. Grazie, Presidente. La ringrazio, sottosegretario, per la risposta articolata che andrò a rileggermi, nel senso che, forse, ho perso qualche passaggio nella lettura, ma che sicuramente andrò – come prima detto – a rileggere e a fornire anche a coloro che sono stati effettivamente gli attori principali rispetto a questa nostra richiesta (perché non è soltanto un'interrogazione, evidentemente).
  Oltre alla buona fede, però, sottosegretario, mi preme sottolineare un aspetto sicuramente, nel senso che mi sembra assolutamente un paradosso andare ad interrogare INPS, che, in questo senso, fornisce al Ministero, fornisce a lei una risposta da portare da portare in Aula, quando dovrebbe essere applicato il percorso inverso: ovvero è il Ministero che deve far rispettare ad INPS le norme ministeriali. Secondo noi e secondo me, anche se la sua risposta non mi soddisfa, questo non è stato fatto, perché il Ministero deve far rispettare ad INPS le norme ministeriali e le disposizioni da esso emanate, che, in questo caso, non sono state rispettate nemmeno fra le pieghe di quanto detto. Questo, per escludere, di fatto, ingiustificate discriminazioni fra medici fiscali e per evitare evidenti contenziosi giudiziari, considerato che i medici fiscali potrebbero presentare ricorso per ottenere un risarcimento danni, in questo senso, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista professionale. Lei, giustamente, ricorda che molta attenzione verrà posta, sottolineata, rispetto a questo percorso. E ricordo, sottosegretario, come lei sa sicuramente, che i medici fiscali sono già stati fortemente danneggiati da tutta una serie di passaggi con ripercussioni economiche, secondo me molto gravi, dai tagli di budget per le visite fiscali rispetto alle richieste d'ufficio, al fatto che poi è stata determinata una riduzione del carico di lavoro quasi pari al 90 per cento. Quindi, siamo già in quella situazione che lei ha dipinto poc'anzi in termini, proprio, di istantanee. Quindi, io insisto affinché il Ministero faccia rispettare a INPS – e secondo me non sono state fatte rispettare, checché ne dica INPS – le norme ministeriali vigenti e le disposizioni emanate dallo stesso entro quelli che sono i termini di decadenza delle cosiddette – e prima citate, mi pare – liste speciali, la cui mancata applicazione determina un'ulteriore ed ingiusto danno per la stessa categoria.
  Ribadiamo, sottosegretario, che la sospensione dell'incarico del medico fiscale che accetta quello di medico esterno per conflitto di interessi, senza però decadere dalla cosiddetta e succitata lista speciale, risulta chiaramente in contrasto sia con la normativa – quella da lei citata – regolamentata ed emanata – lo ripeto, da lei sottolineata – l'articolo 5, comma 13, della legge n. 638 del 1983 e i successivi decreti, sia con le stesse circolari emesse poi dall'INPS. Quindi, la risposta non mi quadra, non collima con quanto sto affermando. Non che io debba avere la verità in tasca, ma, lo rinnovo, dovrò andare a rileggermi bene quanto da lei ricordato ed espresso.
  Ricordiamo, tra l'altro, che, sì, è prevista la sospensione dell'incarico solo per documentati e giustificati motivi, non per altro, per un periodo massimo di 180 giorni negli ultimi dodici mesi; questo è l'articolo 8, comma 1, del decreto interministeriale del 12 ottobre 2000. Tra l'altro, prima si parlava delle circolari, vado a citare anche le circolari n.4 e n. 199 del 2001 disposte dall'INPS che chiariscono espressamente come tra «i documentati e giustificati motivi non rientri in nessun caso l'espletamento di altre attività ancorché compatibili con l'incarico di medico fiscale», l'espletabilità di cui lei parlava prima; quindi non si parla di categorie di funzioni pubbliche o meno, ma si parla proprio di qualsiasi tipo di attività extra a quella citata.
  Quindi, la ringrazio per la risposta, non mi ritengo soddisfatto della stessa, è altrettanto chiaro che, per quanto mi riguarda, io continuerò a presentare atti, interrogazioni piuttosto che emendamenti rispetto a questo tema, poiché, rinnovo, e chiudo, Presidente, è proprio il Ministero che deve andare ad obbligare INPS, in questo caso, a rispettare una norma che proprio dal Ministero viene.

  PRESIDENTE. L'onorevole Paolo Russo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione n. 3–02439 (Vedi All. A).
  PAOLO RUSSO. Grazie, Presidente. Intanto apprendiamo, ovviamente senza stupore, ma con compiacimento, che l'INPS ha riconosciuto l'elettorato passivo come diritto politico fondamentale. Già questo è un elemento, un passo in avanti, cioè è possibile per l'INPS che un medico acceda ad una carica pubblica. Ringraziamo il Governo per la cortesia di averci fornito questa informazione, ma dobbiamo anche riconoscere che l'INPS ha assunto un atto di particolare disponibilità nei confronti dei colleghi medici a cui è consentito, anche, persino, l'accesso ad una carica pubblica ed elettiva. Il tema, sottosegretario, è tutt'altro; non è l'espletabilità. È evidente che c’è un vulnus e il vulnusè rappresentato da un fatto; intanto, quali sono gli organi o gli enti? Quali sono gli organi o gli enti territoriali e nazionali?
  Un partito politico, una responsabilità politica assunta nell'ambito di un movimento politico? Quali sono le limitazioni? Di carattere comunale? Se si è consiglieri comunali in un luogo, si può esercitare, viceversa, l'attività di medico a tempo determinato? Per questo bando, a distanza di 300 chilometri, nella medesima provincia, in un'altra regione? Quali sono i limiti, qual è la possibilità dell'esercizio di quel mandato elettorale che, peraltro, non solo la Costituzione, ma credo che in questo Parlamento ognuno di noi, vorrebbe che fosse sempre di più rappresentato e che sempre più anche colleghi medici possano accedere a questa opportunità. E quali sono gli enti? Se si è parte di un consorzio tra comuni, se si fa parte di un parco, del consiglio di amministrazione di un parco o di un consiglio comunale o di una municipalità, qual è la responsabilità politica rispetto ad un ambito territoriale sostanzialmente, magari, diverso, distante, distante non solo nel luogo, ma anche distante dal punto di vista dell'attenzione ai problemi? Mi pare, devo dire, una limitazione significativa, mi pare che ci sia un vulnus evidente rispetto alla legittimità, perché si limita l'elettorato passivo ed è evidente che questa previsione rimane – nonostante le rassicurazioni dell'INPS che non poteva far diversamente e del Governo, portavoce dell'INPS, ho capito – in aperto contrasto con l'articolo 3, comma 1, e con l'articolo 51, comma 1, della Costituzione. Guardate, non dobbiamo continuare ad alimentare questo meccanismo; una cosa è – l'ho apprezzato – l'incompatibilità tra il medico di base e il medico dell'INPS che effettua i controlli su se stesso, è evidente che lì vi è una condizione di incompatibilità che deriva dalla funzione stessa, altra cosa è l'esercizio di una funzione pubblica rappresentata, esercitata in un comune diverso, in una provincia diversa, in una regione diversa, per enti che nulla hanno a che vedere con quella funzione professionale che, viceversa, deve essere garantita, perché quello è lavoro, è il lavoro, e noi dobbiamo evitare la professionalizzazione della politica come se si dipendesse da quello; il consigliere comunale che fa quello per lavoro è l'esatto contrario di ciò che dovremmo alimentare.
  PRESIDENTE. Concluda.
  PAOLO RUSSO. Presidente, mi avvio a concludere. Dovremmo, viceversa, garantire il lavoro a quel medico e dovremmo consentirgli, con le limitazioni del caso, magari limitatamente a comuni diversi, a province diverse, l'esercizio delle proprie attività, meglio precisando quali sono gli organi e gli enti per i quali c’è una responsabilità di incompatibilità. Per questa ragione non sono soddisfatto ed esprimo, se il Presidente lo consente, anche il disappunto.

venerdì, luglio 29, 2016

EMENDAMENTO PER TRASFERIRE LE VISITE FISCALI ALL’INPS IN ATTESA DELLA EMANAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO

L’emendamento che prevedeva,  nelle more dell’adozione del decreto legislativo il trasferimento all’INPS delle competenze sugli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici, presentato dai Senatori De Petris, Uras e altri al DDL 2495 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio,  è stato respinto nella seduta del 28 luglio.
mauro
17.0.5
Dopo l'articolo inserire il seguente:
«Art. 17-bis.
(Disposizioni urgenti in materia di accertamenti medico legali ai dipendenti pubblici)
        1. Nelle more dell'adozione del decreto legislativo di cm a1l'articolo 17, comma 1, lettera l), legge 7 agosto 2015, n.124, le Pubbliche Amministrazioni, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, richiedono gli accertamenti medico legali sui dipendenti- pubblici assenti dal servizio per malattia all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

giovedì, luglio 28, 2016

DA CAVOLI:RISPOSTA DEL GOVERNO ALLA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLE ATTIVITA’ CHE SVOLGERANNO I MEDICI DI LISTA NEL POLO UNICO DI MEDICINA FISCALE

Nella seduta parlamentare del 27 luglio, il Sottosegretario di Stato al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Onle Angelo Rughetti, per conto del Governo, ha risposto alla interrogazione  presentata dagli Onli Murer e Mognato.
Il Sottosegretario, come si legge nella risposta, ha precisato che ai medici delle liste ad esaurimento sono affidati gli accertamenti medico legali svolti al domicilio dei dipendenti pubblici, mentre, ai medici reclutati dall’INPS attraverso propri bandi, cd medici convenzionati o esterni, sono affidate tutte le restanti attività riguardanti i suddetti accertamenti (visite ambulatoriali, visite ai lavoratori assenti, attività di istruttoria).
Pertanto, viene confermata la Deliberazione Presidenziale dell’Istituto n.147/2015 e definitivamente preclusa ogni possibilità, per i medici di lista, di svolgere tutte le attività riguardanti la medicina fiscale, fornendo una interpretazione alquanto discutibile sulla corretta applicazione  dei principi e criteri direttivi che ispirano la nascita del Polo Unico individuati dal Parlamento con la legge Delega e nonostante le richieste avanzate dalle OOSS.
mauro

5-08489 Murer: Medici incaricati dell'accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici.
TESTO DELLA RISPOSTA
  Come osservato dall'onorevole Murer, l'INPS, con la determinazione presidenziale n.147 del 12 novembre 2015, ha effettuato una selezione per un contingente di 900 medici, preferibilmente specialisti in medicina legale e in altri settori di interesse per l'Istituto stesso, a cui conferire incarichi di collaborazione professionale. 
  Al riguardo, preciso che i suddetti incarichi sono finalizzati all'espletamento delle attività medico-legali istituzionali da svolgere presso le Unità operative complesse (UOC) e le Unità operative semplici (UOS) centrali e territoriali dell'Istituto, così come precisato anche nell'avviso di selezione. 
  Le ulteriori esigenze istituzionali richiamate dalla predetta determinazione, con riferimento al costituendo Polo unico, non possono che riguardare unicamente le attività di istruttoria – che i Centri medeco legali (CML) dell'INPS effettuano sulla certificazione di malattia e sui verbali delle visite – e l'espletamento delle visite ambulatoriali in caso di assenza al controllo presso il domicilio, ma non quelle di espletamento delle visite mediche di controllo domiciliare. 
  Ai medici inseriti utilmente nelle graduatorie di cui alla suindicata selezione per 900 professionisti non possono essere, quindi, affidate le attività che, ai sensi della normativa vigente, sono di competenza dei medici iscritti nelle liste speciali dell'Istituto (cosiddette liste speciali ad esaurimento), ossia quelle inerenti all'effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sullo stato di effettiva incapacità temporanea al lavoro per malattia. 
  La diversità di competenze e attività richieste alle due diverse tipologie di medici (medici di cui al bando di selezione e medici iscritti nelle suddette liste speciali dell'Istituto) risulta ancora più rafforzata dalla previsione, nel bando, del meccanismo di opzione da esercitare nel caso di inserimento utile in graduatoria dei medici che risultano contemporaneamente iscritti nelle liste speciali. 
  In questa ipotesi, infatti, è stato stabilito che tali medici sono tenuti a esercitare l'opzione per lo svolgimento delle attività oggetto del bando, non essendo possibile lo svolgimento contemporaneo dei due incarichi. 
  Infine, come osservato dall'onorevole interrogante, l'articolo 17, comma 1, lettera l), della «legge delega Madia» sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, nell'attribuire all'INPS le funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, ha previsto, per lo svolgimento di tali funzioni, il prioritario ricorso ai medici fiscali inseriti nelle liste speciali ad esaurimento. 
  Al riguardo, segnalo che nel decreto attuativo della suddetta norma, in corso di predisposizione, troverà piena applicazione il criterio che impone all'INPS, per l'effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari, tale prioritario ricorso. Ciò anche al fine di salvaguardare i professionisti che, da anni, lavorano per l'Istituto, garantendo un livello di efficienza molto elevato.

mercoledì, luglio 27, 2016

TEMPI EMANAZIONE TESTO UNICO PUBBLICO IMPIEGO E VISITE FISCALI OBBLIGATORIE

Sono state pubblicate, su diversi quotidiani, alcune anticipazioni riguardanti il Testo Unico sul pubblico impiego che interessano direttamente i medici di lista.
NUMERO VISITE FISCALI: il  Testo Unico attualmente in vigore, prevede che  Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.
Quindi, il lavoratore viene sottoposto al controllo il venerdì, il lunedì e nelle giornate precedenti  o successive in caso di festività infrasettimanale o di assenza per qualsiasi motivo, come anche chiarito dallo stesso Ministero della Funzione Pubblica.
Nell’anticipazione riportata dai quotidiani, invece, sembrerebbe che il controllo è richiesto obbligatoriamente soltanto per le assenze che si verificano il venerdì o nei prefestivi, escludendo, quindi, i lunedì e le giornate successive ai prefestivi e le giornate precedenti o successive a quelle non lavorate per qualsiasi motivo.
Se venisse confermata tale notizia, vi sarebbe un significativo calo di richieste di visite fiscali obbligatorie rispetto ad oggi, tenendo anche conto che, da recenti indagini, la giornata nella quale si verificano maggiormente assenze per malattia, è proprio il lunedì.
TEMPI EMANAZIONE TESTO UNICO: intorno al 10 settembre verrà trasmesso all’ARAN l’atto di indirizzo in concomitanza con la presentazione della legge di stabilità.
Il confronto tecnico con le OOSS raccoglierà elementi utili alla stesura definitiva del Testo Unico, che la Ministra intende presentare a febbraio, entro la scadenza prevista dalla Delega.
Una volta approvato dal Consiglio dei Ministri in via preliminare, il decreto contenente il Testo Unico inizia l’iter per la raccolta dei pareri: Commissioni competenti dei due rami del Parlamento, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Conferenza Stato Regioni, ecc.
Concluso positivamente l’iter, il Consiglio dei Ministri lo approva in via definitiva, trasmettendolo alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione.
Dopo l’entrata in vigore, sicuramente bisognerà poi attendere la emanazione della normativa di dettaglio: decreti ministeriali e circolari.
Diciamo che se tutto si svolge velocemente, le prime visite sui nb dei medici  potrebbero arrivare nella tarda primavera/estate del 2017.
Aspettiamo, ovviamente, di leggere il testo definitivo del Decreto per conoscere se le anticipazioni pubblicate dalla stampa, in merito alle visite fiscali obbligatorie,  rispondono al vero.
Di seguito il comunicato ufficiale pubblicato dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione sui tempi di emanazione del Testo Unico:
Il ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione Marianna Madia ha oggi incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Al centro del confronto il rinnovo del contratto del pubblico impiego e gli aspetti del Testo Unico che impattano sulla contrattazione. Il ministro ha proposto ai sindacati l’avvio di un confronto tecnico in sede Aran su reclutamento, valutazione e contratto per raccogliere suggerimenti e idee.
E’ l’inizio di un percorso che dovrebbe portare in autunno, dopo la conclusione del confronto tecnico a metà settembre, alla messa a punto dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto e in febbraio all'approvazione del testo unico sul pubblico impiego, come previsto dalla legge delega di riforma della pubblica amministrazione.
E io pago, avrebbe detto il Principe.
mauro

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