venerdì, febbraio 17, 2017

BREVI CONSIDERAZIONI SULLA NORMA INSERITA NEL TESTO UNICO RIGUARDANTE IL FUTURO RAPPORTO DEI MEDICI DI LISTA


Nel caso in cui la norma del TUPI che regolamenterà il rapporto dei medici di lista dovesse restare invariata, analizziamo le problematiche che potrebbero sorgere:
prima di tutto occorre chiarire che con il termine “convenzione” si indica un accordo con il quale due o più soggetti regolano questioni di comune interesse. Si definisce convenzione, ad esempio, il rapporto dei me, ecc. Mancando nella norma una specificazione accanto al termine “convenzione” non è possibile ricondurla, ad esempio, a quella della medicina dei servizi,  sumai, ecc.
per quanto riguarda la durata del rapporto, la norma non prevede né presuppone che lo stesso sia a tempo indeterminato, anzi, ricorrendo più volte il termine “convenzioni” al plurale, farebbe pensare che si tratti  di rapporti a termine.
Non bisogna incorrere nell’errore di confondere la scadenza dell’incarico con quella riguardante gli aspetti economico/normativi.
Ad esempio, i medici della specialistica ambulatoriale hanno un contratto a tempo indeterminato e ogni 4 anni viene rivista la sola parte economico/normativa.
Ad oggi, è bene ricordarlo, è possibile conferire incarichi parasubordinati a tempo indeterminato con la Pubblica Amministrazione, soltanto tramite le convenzioni del SSN o INAIL.
Appare singolare, inoltre, la formulazione utilizzata: “le convenzioni garantiscono il prioritario ricorso”, cioè un accordo che garantisce una norma di legge, francamente è la prima volta che si incontra.
Aspetto completamente diverso e più tutelante sarebbe stato: fermo restando il prioritario ricorso ai sensi della legge………………………. recepita dalla convenzione……..
Mancando ogni riferimento a convenzioni già esistenti, come quelle del SSN o dell’INAIL o  paletti normativi ed economici (i famosi paletti) non vi sono garanzie né tantomeno certezze della uniformità del trattamento economico su tutto il territorio nazionale e l’entità dei compensi.
Lo stesso problema si avrebbe con la parte normativa, ossia le tutele (contributi previdenziali, malattia, tfr, ferie, ecc) che non essendo previste dalla legge non troveranno “obbligatoriamente” posto nell’atto di indirizzo (per comprendere la differenza si può consultare l’articolato della legge 833/78). Hai voglia a “sentire” le OOSS se non c’è una norma vincolante che ne obbliga l’inserimento nell’atto di indirizzo!!! Si deve sperare nella benevolenza dei Ministri.
Analogo discorso riguarda  l’organizzazione del lavoro che da 30 anni si articola con le liste spalmate sul tutto il territorio.
Il passaggio tra la vigente disciplina e la convenzione, sembrerebbe previsto con soluzione di continuità in quanto lo stesso non è ope legis e si spera che questa interruzione non faccia accendere fantasie di selezioni.
L’unico aspetto normato per legge che dovrà contenere la convenzione, al momento, è l’attenzione sulle incompatibilità tra medico certificatore e controllore.
Infine, non essendo la convenzione citata nella norma conforme ad un CCNL, la stessa sembrerebbe collocarsi in una “zona grigia” non proprio libero professionale pura, ma ben lontana dagli Accordi Collettivi Nazionali.
Per farla breve: o nella norma si inserisce il riferimento ad una convenzione del SSN o INAIL oppure si stabiliscono dei paletti economico/normativi al di sotto dei quali l’atto di indirizzo non potrà andare.
E tu perché non hai reagito? E che mi importa, CHE SONO PASQUALE IO!!!!! Sempre lui, il Principe.
mauro

giovedì, febbraio 16, 2017

da Cavoli:ALCUNI ARTICOLI CONTENUTI NELLA BOZZA DEL TESTO UNICO SUL PUBBLICO IMPIEGO CHE RIGUARDANO I MEDICI DI LISTA

2-bis. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia sono effettuati in via esclusiva dall’Inps d’ufficio o su richiesta con oneri a carico dell’Inps che provvede nei limiti delle risorse trasferite delle Amministrazioni interessate. Il rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale è disciplinato da apposite convenzioni, stipulate con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative in campo nazionale. L’atto di indirizzo per la stipula delle convenzioni è adottato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro della salute, sentite la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative. Le convenzioni garantiscono il prioritario ricorso ai medici iscritti nelle liste di cui all'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, 125, per tutte le funzioni di accertamento medico-legali sulle assenze dal servizio per malattia dei pubblici dipendenti, ivi comprese le attività ambulatoriali inerenti alle medesime funzioni. Il predetto atto di indirizzo stabilisce, altresì, la durata delle convenzioni, demandando a queste ultime, anche in funzione della relativa durata, la disciplina delle incompatibilità in relazione alle funzioni di certificazione delle malattie.
5-bis. Al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono stabilite le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e sono definite le modalità per lo svolgimento delle visite medesime e per l’accertamento, anche con cadenza sistematica e ripetitiva, delle assenze dal servizio per malattia. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall'indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all'amministrazione.

lunedì, febbraio 06, 2017

PERCORSO CHE HA PORTATO ALLA NASCITA DEL CD POLO UNICO

Capita di sentire in giro varie versioni sulla nascita del polo unico, qualcuna condita anche con qualche autoriconoscimento. Cerchiamo di ripercorrere, facendo riferimento a documentazione ufficiale, la strada che ha portato a questo avvenimento.
La nascita del cd polo unico di medicina fiscale, risale al 2007, quando la Commissione Parlamentare di controllo sul’attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, a conclusione della indagine conoscitiva, indicò al Parlamento che si doveva procedere alla unificazione tra INPS, INPDAP e ENPALS per quanto riguarda la previdenza e tra INAIL, IPSEMA  e ISPESI per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro.
IL Parlamento e i Governi che seguirono, come sappiamo, attuarono quanto previsto dalla Commissione Parlamentare.
Nel documento conclusivo del 2007, la Commissione aveva anche indicato, per quanto riguarda le visite fiscali:
d) la riunificazione di tutte le prestazioni mediche oggi frammentate nei vari istituti. Alle ASL, sempre in via esclusiva, può essere affidato il controllo sull’assenza per malattia dei lavoratori, oggi svolto anche dall’INPS
quindi, secondo l’indagine conoscitiva, il Parlamento aveva individuato, nelle AASSLL, il luogo dove costituire il polo unico di medicina fiscale.
Il Governo iniziò a seguire la strada tacciata dal Parlamento e con l’articolo 71 DL 112/2008, convertito dalla legge 133/2008 e dall’articolo 17, comma 23, DL 78/2009 convertito dalla legge 102/2009 stabilì che:
 «5-bis. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali su richiesta delle amministrazioni pubbliche interessate rientrano nei compiti istituzionali del Servizio sanitario nazionale; conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico delle aziende sanitarie locali.
5-ter. A decorrere dall'anno 2010 in sede di riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e' individuata una quota di finanziamento destinata agli scopi di cui al comma 5-bis, ripartita fra le regioni tenendo conto  gli accertamenti   sono effettuati nei limiti delle ordinarie risorse disponibili a tale scopo.».
A quel punto la macchina ormai avviata, subì un imprevisto e provvidenziale  inceppamento a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.207, del 7 giugno 2010, emessa per un ricorso presentato dalla regione Toscana contro il vincolo imposto dal Governo sui fondi stanziati per le visite fiscali.
Vi è stato un periodo di vacatio legis fino alla emanazione del DL 98/2011, che tutti conosciamo, con il quale i fondi sono stati assegnati direttamente alle PPAA svincolando le AASSLL.
Il primo decreto attuativo della ripartizione dei fondi, è del Ministero dell’Interno e risale ad agosto 2012.
I primi emendamenti, furono presentati, su iniziativa di alcuni gruppi, al DL “Balduzzi”, a settembre 2012, e prevedevano una intesa tra le regioni e inps, del tutto analoga a quella prevista per il passaggio della prima istanza sulla IC.
Successivamente, altri emendamenti che trasferivano le competenze a inps furono presentati alla legge di stabilità 2013, ma con la bufera finanziaria in corso, non vennero presi in considerazione.
Ne furono presentati altri in Commissione Igiene del Senato, a dicembre 2012, dove era in discussione il decreto “omnibus Fazio” ma, al momento della discussione subentrò la crisi di Governo e le elezioni anticipate.
Altri emendamenti furono presentati, sia al DL 101/2013 che alla legge di stabilità 2014, ma senza successo.
Alcune proposte emendative prevedevano il passaggio all’INPS delle sole competenze, lasciando le risorse nei cassetti delle PPAA. Con quello che si sente in giro oggi, a proposito della quantità di risorse che verranno destinate, questo modello sarebbe stata l’arma vincente.
Occorreva, per fare nascere il polo unico, un atto parlamentare altrettanto forte come quello del 2007, ma questa volta di segno contrario, con il quale indicare all’Esecutivo la strada da percorrere.
Ebbe inizio, così, grazie ESCLUSIVAMENTE all’iniziativa di alcuni medici,  ai quali si deve il doveroso ringraziamento per aver spinto nella giusta direzione, l’indagine parlamentare sulla medicina fiscale, che si concluse a maggio del 2014 con la indicazione di costituire il  polo unico, questa volta c/o l’INPS.
A giugno del 2014, il Governo presenta la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, con un decreto legge ed una legge delega.
Vengono ripresentati emendamenti sia al DL che alla legge di stabilità 2015, ma respinti in quanto, almeno da dichiarazioni in commissione bilancio, viene affermato che la sede privilegiata per discutere del polo unico è la legge delega ,il ministro della funzione pubblica lo confermerà successivamente a gennaio, dopo l’episodio dei vigili, dicendo  “Avevamo pensato di inserire la norma già nella legge di Stabilità ma poi abbiamo rinunciato per non arrivare al solito provvedimento monstrum".
Il resto, è storia recente.
Senza l’indagine parlamentare e con le solite letterine a Babbo Natale, si stava ancora a carissimo amico.
“ma si informi, mi faccia il piacere", avrebbe detto il Principe
mauro

sabato, gennaio 28, 2017

emendamenti al dl milleproroghe

Gli emendamenti presentati al decreto legge recante “proroga e definizione termimi”, cd “milleproroghe”, riguardanti la medicina fiscali (3.25, 3.26, 3.27 e 3.57), nella riunione in Commissione Bilancio del 25 gennaio e Affari Costituzionali del 26 gennaio, così risultano:
ESTRATTO DAL RESOCONTO DEL 25 COMM BILANCIO
l rappresentante del GOVERN sugli emendamenti 3.1, 3.23 e 3.27, che presentano profili di onerosità, propone l'espressione di un parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Quanto alle proposte 3.2, 3.16, 3.17, 3.25, 3.26, 3.33, 3.52 e 3.55, propone l'espressione di un parere contrario in assenza di una relazione tecnica che ne accerti la neutralità finanziaria.
Il rappresentante del GOVERNO esclude che nel passaggio ad una procedura telematica possono determinarsi maggiori oneri e propone pertanto l'espressione di un parere non ostativo. Analogamente ritiene che non presentino profili finanziari negativi gli emendamenti 3.54, 3.57 e 3.77.
La relatrice ZANONI (PD), alla luce del dibattito svoltosi e delle proposte formulate dal Governo, propone l'espressione del seguente parere: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle propost  3.25, 3.26, 3.27. Il parere è di nulla osta sui restanti emendamenti riferiti agli articoli 2 e 3.  
ESTRATTO DAL RESOCONTO DEL 26 GENNAIO IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO
Il vice presidente TORRISI (AP (Ncd-CpI)) comunica l'elenco degli emendamenti improponibili:
Art. 3
3.2, 3.11, 3.23, 3.24, 3.25, 3.26, 3.27, 3.29 (eccetto i commi 3-bis e 3-ter), 3.30 (eccetto i commi 3-bis e 3-ter), 3.31, 3.33, 3.34, 3.38, 3.41, 3.46 (eccetto il capoverso 3-bis, primo periodo), 3.50, 3.52, 3.54, 3.55, 3.57, 3.70, 3.71, 3.78, 3.79, 3.0.1
Quindi, mentre l’emendamento 3.57 ha ricevuto parere non ostativo in Commissione Bilancio è stato dichiarato “improponibile” in Commissione Affari Costituzionali.
Emendamento respinto dalla Commissione
3.57 Scavone, Compagnone, Mazzoni Dopo il comma 3, aggiungere il seguente: «3-bis. Nelle more dell’adozione del decreto legislativo di cui all’articolo 17, comma 1, lettera l), legge 7 agosto 2015, n. 124, dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione, le Pubbliche amministrazioni, utilizzando le risorse assegnate ai sensi dell’articolo 17, comma 5, decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 211 e successive modifiche ed integrazioni e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, anche per la definizione delle modalità di impiego del personale-medico attualmente adibito alle funzioni di cui al presente comma, richiedono gli accertamenti medico legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia all’Istituto nazionale della previdenza sociale che si avvale, in via prioritaria, ai sensi dell’articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo, ivi comprese le attività ambulatoriali e di istruttoria, dei medici inseriti nelle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. Dalle disposizioni di cui al comma precedente, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
mauro

mercoledì, gennaio 25, 2017

msg 324:rimborso spese per aggiornamento professionale

Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito
Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici 
Roma, 24-01-2017
Messaggio n. 324



OGGETTO:
Rimborso spese per aggiornamento professionale ai medici iscritti nelle liste speciali istituite presso l’Inps – articolo 3, comma 5, del decreto ministeriale 8 maggio 2008 – anno 2016.
  
Con riferimento all’erogazione del contributo annuo a titolo di rimborso spese di aggiornamento professionale per i medici iscritti nelle liste speciali (circolare n. 86 del 12 settembre 2008 - paragrafo 5), viene confermato per l’anno 2016 il requisito minimo di 21 visite mensili - già previsto per gli anni 2014 e 2015 con i messaggi n. 9674/2014 e n. 7459/2015 - tenuto conto che, per il predetto anno, è rimasto invariato il budget disponibile per le visite mediche di controllo domiciliare.

Rimane valido quanto richiesto nella citata circolare relativamente agli eventi formativi utili al conseguimento del contributo (così come specificato al citato paragrafo 5 della circolare n. 86 del 2008), ovvero due corsi di cui uno obbligatoriamente in Medicina legale e delle assicurazioni e l’altro a scelta su argomenti di interesse per l’Istituto.

Si ricorda, infine, che la domanda, completa della documentazione necessaria, dovrà essere presentata alla Struttura territoriale di competenza in tempo utile  per l’erogazione del contributo da effettuarsi a consuntivo entro e non oltre il mese di gennaio 2017, imputando la spesa in conto residui 2016.

 Il Direttore Generale 
 Gabriella Di Michele

da Mauro:Resoconto della riunione del 24 gennaio in Commissione Bilancio, riguardante l’esame degli emendamenti al decreto legge cd “Milleproroghe”.


Nel corso della riunione del 24 gennaio in Commissione Bilancio, sono stati esaminati gli emendamenti al decreto legge cd Milleproroghe, tra cui alcuni riguardanti la medicina fiscale.
Questo il passaggio tratto dal resoconto:
La Relatrice illustra quindi gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo riguardanti gli articoli da 1 a 8. Per quanto riguarda gli emendamenti all’articolo 3, occorre valutare le proposte 3.25, 3.26, 3.27, 3.57  
omissis
Il vice ministro MORANDO si riserva di fornire i chiarimenti richiesti sugli emendamenti.
3.27 Uras, Stefano Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: «3-bis. Nelle more dell’adozione del decreto legislativo di cui all’articolo 17, comma 1, lettera l), della legge 7 agosto 2015, n. 124, dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione, le Pubbliche Amministrazioni, utilizzando le risorse assegnate ai sensi dell’articolo 17, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 211, e s.m.i., e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, anche per la definizione delle 46 modalità di impiego del personale medico attualmente adibito alle funzioni di cui al presente comma, richiedono gli accertamenti medico legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che si avvale, in via prioritaria, ai sensi dell’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo, ivi comprese le attività ambulatoriali e di istruttoria, dei medici inseriti nelle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. 3-ter. Dalle disposizioni di cui al comma precedente, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
3.26 De Petris, Barozzino, Bocchino, Campanella, Cervellini, De Cristofaro, Petraglia, Mineo Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: «3-bis. Nelle more dell’adozione del decreto legislativo di cui all’articolo 17, comma 1, lettera l), della legge 7 agosto 2015, n. 124, le Pubbliche Amministrazioni, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, anche per la definizione delle modalità di impiego del personale medico attualmente adibito alle funzioni di cui al presente comma, richiedono gli accertamenti medico legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che si avvale, in via prioritaria, ai sensi dell’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo, ivi comprese le attività ambulatoriali e di istruttoria, dei medici inseriti nelle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. 3-ter. Dalle disposizioni di cui al comma precedente, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
3.57 Scavone, Compagnone, Mazzoni Dopo il comma 3, aggiungere il seguente: «3-bis. Nelle more dell’adozione del decreto legislativo di cui all’articolo 17, comma 1, lettera l), legge 7 agosto 2015, n. 124, dalla data di entrata in vigore della presente legge di conversione, le Pubbliche amministrazioni, utilizzando le risorse assegnate ai sensi dell’articolo 17, comma 5, decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 211 e successive modifiche ed integrazioni e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, anche per la definizione delle modalità di impiego del personale-medico attualmente adibito alle funzioni di cui al presente comma, richiedono gli accertamenti medico legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia all’Istituto nazionale della previdenza sociale che si avvale, in via prioritaria, ai sensi dell’articolo 1, comma 340, legge 27 dicembre 2013, n. 147, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo, ivi comprese le attività ambulatoriali e di istruttoria, dei medici inseriti nelle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. Dalle disposizioni di cui al comma precedente, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
3.25 De Petris, Barozzino, Bocchino, Campanella, Cervellini, De Cristofaro, Petraglia, Mineo Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti: «3-bis. Nelle more dell’adozione del decreto legislativo di cui all’articolo 17, comma 1, lettera l), legge 7 agosto 2015, n. 124, che prevede la costituzione di un Polo Unico di medicina fiscale presso l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, a decorrere dal 2017, allo scopo di condurre un 45 efficiente ed efficace controllo sul fenomeno dell’assenteismo e contenere gli oneri per l’indennità di malattia, sono escluse dalle riduzioni di cui all’articolo 1, comma 108, legge 24 dicembre 2012, n. 228, ferma restando l’entità dei risparmi da conseguire ivi prevista, le spese sostenute dall’INPS per la effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sui lavoratori dipendenti da datori di lavoro privati assenti dal lavoro per malattia, che non potranno essere inferiori all’ottanta per cento delle risorse impegnate dall’INPS prima della entrata in vigore della suddetta legge. 3-ter. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono trasferite all’INPS, vincolate per le finalità di cui al comma 1 e in aggiunta alle risorse stabilite annualmente dallo stesso INPS, le risorse residuali di quelle assegnate alle Pubbliche Amministrazioni ai sensi dell’articolo 17, commi 5 e 5-bis, decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, per la effettuazione degli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici assenti dal servizio per malattia, non utilizzate alla data del 31 dicembre 2016. 3-quater. Dalle disposizioni di cui ai commi precedenti, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». 

martedì, dicembre 06, 2016

RIORGANIZZAZIONE INPS

Come noto, è in atto una riorganizzazione dell’INPS, che interessa, principalmente, la rivisitazione delle Direzione Centrali.
Per quanto riguarda le visite mediche di controllo, la Determina Presidenziale del 28 luglio 2016, n.110, stabilisce che la competenza è stata attribuita alla Direzione Centrale “Ammortizzatori Sociali”.
Recita la determina:
La Direzione Centrale Ammortizzatori Sociali
omissis
Svolge attività di analisi, verifica e controllo, in collaborazione con la funzione  Medico Legale, delle assenze dei lavoratori per malattia.
Realizza analisi multidimensionali dei certificati e delle visite mediche di controllo ed elabora report e documentazione per gli Organi.
Bisognerà attendere, ora, la normativa di dettaglio (circolari, messaggi, ecc) per comprendere esattamente quali saranno le competenze.
mauro

sabato, dicembre 03, 2016

SIGLATO IL CONTRATTO DEI DIPENDENTI PUBBLICI

È stato siglato il 30 novembre, l’accordo per il rinnovo del contratto che riguarda  i dipendenti pubblici.
Tra le novità che potrebbero interessare indirettamente anche i medici di lista è riportato, al punto e) dell’accordo, che le “Parti si impegnano a riprendere  il confronto sull’accordo quadro su malattia, congedi, ecc” e al punto d) si parla genericamente di  contrastare fenomeni anomali di assenteismo.
Ed infine, al punto c), è riportato che le Parti si impegnano ad individuare misure contrattuali che incentivino più elevati tassi medi di presenza.
Fermo restando che si sta parlando di “impegni” delle Parti e bisognerà comunque attendere gli articolati, ma quello che emerge è che sono state gettate le basi per rivedere le norme della legge Brunetta, prevedendo  una maggiore attenzione alla fonte contrattuale e potere ai sindacati, e dei premi su presenze allo scopo di disincentivare l’assenteismo. 
Viene introdotta, quindi, di fatto, una lotta all’assenteismo sotto forma di incentivo, che si accompagnerà,appunto, anche a un nuovo confronto su malattia, congedi e permessi.
Bisogna quindi attendere le norme per capire se verrà superato, e come, per quanto riguarda i controlli sulla malattia, il meccanismo introdotto dalla legge Brunetta, che prevede di richiedere OBBLIGATORIAMENTE la visita fiscale per le assenze cadenti il giorno prima o quello successivo al giorno libero.   
Signori si nasce, cretini si muore, avrebbe detto il Principe.
mauro

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