martedì, settembre 01, 2015

RAPPORTO TRA COMPENSI E TIPOLOGIA CONTRATTUALE

Riprendiamo le solite pasquinate, occupandoci solo della relazione tra compensi e tipologia contrattuale. 
I compensi attuali derivano dall’aggiornamento effettuato dal DM 8 maggio 2008 su quelli stabiliti dal DM 12 ottobre 2000, calcolati sulla base della tabella A del DPR 17 febbraio 1992, recante “tariffa minima nazionale degli onorari per le prestazioni medico-chirurgiche ed odontoiatriche”, riconosciuti ai medici per le prestazioni rese in regime libero professionale”. 
Il compenso riconosciuto con il DM del 2000, di L.50.000 a visita, pari a euro 25,82, non aveva subito alcuna rivalutazione ISTAT dal 1992,come tra l’altro prevedeva la norma, nascendo già vecchio di 8 anni. 
Lo stesso tariffario, inoltre, prevede, sempre per l’esercizio dell’attività libero professionale, il riconoscimento della disponibilità oraria pari a euro 20,66/h, che, in base all’aggiornamento ISTAT, corrisponde a euro 35,68. 
Il tariffario non prevede il riconoscimento delle spese di trasporto, ivi compresa la quota fissa, ma presenti già nel primo decreto del 1986  e sui quali si potrebbe ragionare, ma senza eccessi al ribasso, anche perché costituiscono un ulteriore deterrente  per non ritrovarsi a girare come trottole. 
E’ opportuno ricordare che il DM del 2008 ha aggiornato i compensi già determinati in base alle “tariffe minime”, indipendentemente dall’abrogazione di queste ultime operata con la cd legge Bersani del 2006. 
Questo perché, il DPR del 1992, pur essendo stato abrogato come tariffa minima obbligatoria, al di sotto della quale era vietato scendere, resta comunque uno strumento importante di riferimento per calcolare un compenso congruo, ovviamente dopo aver effettuato gli aggiornamenti ISTAT. 
Gli importi dei compensi, fermi al 2008, quindi, sono più che congrui  e bisogna giustamente dare ampio merito e riconoscimento al Presidente di una OS storica per il lavoro svolto al fine di ottenere i risultati conseguiti. 
Di recente, durante la discussione parlamentare sulla legge Madia, il Governo ha accolto, come raccomandazione, il seguente Ordine del Giorno: 
La Camera, impegna il Governo 
in fase di attuazione della delega e successiva emanazione della normativa di dettaglio, a riconoscere ai medici addetti alle visite mediche di controllo domiciliare sui lavoratori assenti dal servizio per malattia, convenzionati con l'INPS, un trattamento economico complessivamente non inferiore a quello stabilito dall'articolo 3, del decreto ministeriale 8 maggio 2008. 
Infine, si ricorda che i compensi sono stabiliti con decreto interministeriale, sentiti la FNOMCEO e INPS (speriamo anche le OOSS) e non unilaterlamente dal committente come avviene, per esempio, con i medici esterni. 
Se il committente avesse potuto diminuire i compensi per i medici di lista, come ha fatto con gli esterni, lasciando inalterato il carico di lavoro, non ci avrebbe pensato due volte. 
Nel caso della forte contrazione dei compensi agli esterni, la Federazione ha provato ad alzare, inutilmente, la voce, subito zittita, non essendoci alcuna norma a tutela dei sanitari reclutati direttamente dall’Ente (questo dovrebbe far riflettere); nel caso dei medici di lista, al contrario, la posizione della FNOMCEO,per legge,  assume un peso importante e a decidere sarà il Governo   e non (solo) il committente. 
A questo punto, l’unica strada obbligata che il committente potrebbe seguire per diminuire i compensi, viste le norme e gli atti parlamentari sopra ricordati, è quella di proporre la trasformazione dell’attuale rapporto a prestazione in rapporto orario, sempre libero professionale.
Anche per questo motivo, nel caso in cui il sumai, con i compensi orari già stabiliti e non suscettibili di variazione in diminuzione, non venisse accettato,  è opportuno orientarsi, in subordine, a parità di costi, verso la evoluzione della disciplina vigente, introducendo il carico di lavoro blindato a compensazione con la disponibilità oraria, avendo i compensi già normativamente stabiliti e difficilmente attaccabili, evitando accuratamente di non cadere nel tranello di accettare un rapporto orario generico che, oltre non offrire alcuna garanzia di stabilità, renderebbe sicuramente peggiori le condizioni di lavoro e comporterebbe una diminuzione complessiva del compenso. 
Okkio ragazzi(?)
mauro

sabato, agosto 29, 2015

da Cavoli : RIFLESSIONI SULLA TERZIETA’ DELLA FIGURA DEL MEDICO DI LISTA

Uno degli ultimi argomenti che tiene banco è quello riguardante la cd terzietà della figura del medico fiscale.
La terzietà è nata con lo Statuto dei Lavoratori al solo fine di sottrarre al datore di lavoro la possibilità di ricorrere a propri medici, quindi di parte, per effettuare le vmcd sui lavoratori assenti dal servizio per malattia, affidandola ai servizi ispettivi degli Enti di previdenza.
In uno degli incontri avuti anni addietro con il Committente per cercare di ridefinire l’attuale tipologia del rapporto, in tempi in cui le vmcd sui dipendenti INPS assenti per malattia venivano effettuate dai medici di lista, come motivazione per rifiutarla, fu risposto dalla controparte che un eventuale diverso inquadramento dei medici fiscali, differente da quello libero professionale puro avrebbe significato una violazione dello Statuto dei Lavoratori, in quanto gli stessi potevano essere chiamati a visitare i dipendenti dell’Istituto.
Nel momento in cui la competenza sulle vmcd sui dipendenti pubblici verrà trasferita all’INPS, quindi l’Istituto non potrà più fare ricorso ai medici ASL per visitare i propri dipendenti, quindi, secondo alcuni, inevitabilmente  esploderà la bomba.
Voler sollecitare e ricordare questi concetti a “popolo e comuna” (mancano solo “gli amici del liscio” e il “circolo bocciofilo della Brianza”) significa anche dare una mano e trovare  la giustificazione  affinchè venga mantenuto, per i motivi ricordati, l’attuale status quo (libero professionale puro) del medico di lista, oppure che le vmcd le continuino ad effettuare i medici asl che si trovano in un regime di assoluta terzietà.
Il bello, inoltre, che non si criticano quelle proposte che sanciscono addirittura per legge una “dipendenza diretta” dall’Istituto, quindi in palese violazione dello Statuto dei Lavoratori, ma si cerca il pelo nell’uovo, tra l’altro inesistente, solo nella proposta unitaria intersindacale che, al contrario, per come è strutturata, fa salva la terzietà del medico di lista e non prevede alcun bando per il reclutamento affidandolo  al decreto ministeriale.
Ma la cosa più assurda è che non viene neanche lontanamente criticata e denunciata, rifacendosi al teorema della terzietà tanto caro, l’attuale organizzazione che vede i medici esterni, reclutati  con bando, quindi con atto unilaterale dell’INPS dal quale dipendono totalmente, effettuare la visita fiscale ambulatoriale sia agli assenti che a quei lavoratori con particolari patologie (evidentemente in questo caso non vale lo statuto dei lavoratori !!!).
Non parliamo poi, sempre secondo il teorema della terzietà, dei medici di Sede che effettuano analogo servizio, anzi si occupano anche di decidere su eventuali contestazioni riguardanti la riduzione prognosi, addirittura con contratto di lavoro dipendente e che, tra l’altro, in base al DM 12 ottobre 2000 possono anche effettuare i controlli domiciliari. Altro che articolo 5 dello Statuto dei Lavoratori!!!!!!
Se con l’attuale organizzazione il medico di lista, che è anche medico esterno, alterna le due attività allora va tutto bene, ma se allo stesso, in base alla proposta intersindacale viene riconosciuto un contratto stabile e dignitoso, come il sumai, pur continuando a svolgere le attività come oggi, solo ed esclusivamente  su base volontaria, allora non va più bene.
"Ma mi faccia il piacere, si informi" avrebbe sentenziato il grande Antonio De Curtis!!!
Invece, sarebbe importante conoscere perché, come si dice a Roma, qualcuno ha interesse a buttarla in “caciara”.
mauro cavoli

venerdì, agosto 28, 2015

PRECISAZIONE di Mauro Cavoli


E’ stata inoltrata, in data 18 agosto, a tutte le OOSS e Associazioni, in risposta ad una precisa domanda sulla terzietà della figura del medico fiscale, la comunicazione di seguito riportata.
Da questa comunicazione, è stato estrapolato e inserito in una lettera  solo un breve passaggio, che non rispecchia completamente  quanto indicato nella missiva e che potrebbe dare luogo a dubbie interpretazioni.

questa la comunicazione inviata
La proposta unitaria presentata da tutte le OOSS conferma, nel rispetto dell’articolo 5, legge 20 maggio 1970, n.300, la terzieta’ della figura professionale del medico iscritto nelle liste speciali.
Infatti, come si evince facilmente dalla lettura della proposta in argomento, viene confermata tutta la normativa vigente che delinea detta figura, in quanto il riconoscimento a tempo indeterminato dell’ACN che regolamenta i rapporti dei medici specialisti ambulatoriali interni, avviene tramite l’emanazione del decreto interministeriale successivo al dlvo e non con atto unilaterale dell'INPS.
L’ACN viene riconosciuto per lo svolgimento dell’attivita’ di medico fiscale, lasciando volontariamento al sanitario se integrare, o meno, tale attivita’ con quelle ambulatoriali, fino eventualmente alla concorrenza dell’orario contrattualmente previsto (38/h settimanali).
Tale proposta, non prevede ne’ presuppone, come erroneamente e insistentemente diffuso da alcune fonti, la emanazione di qualsiasi bando da parte dell’INPS per il reclutamento dei medici fiscali cui avvalersi come medici “polivalenti”, con un rapporto limitato nel tempo e probabilmente regolamentato dall’articolo 7, comma 6, dlvo 165/2001.
La proposta unitaria tende proprio a contrastare questa eventuale decisione che dovesse prendere l’Istituto.
Nello stesso tempo va ricordato che attualmente i medici di Sede, che intrattengono con INPS un contratto di lavoro subordinato, quindi non autonomo convenzionato  come e’ il sumai, possono effettuare le vmcd e ambulatoriali ai sensi del DM 12 ottobre 2000 e, tra i compiti istituzionali, sono previste le  visite ai lavoratori risultati assenti e/o che dissentono dalla prognosi assegnata dal medico fiscale.
mauro

lunedì, agosto 24, 2015

ulteriore delucidazione di Mauro Cavoli

Per quanto riguarda i vari aspetti e contenuti dell’ACN della specialistica ambulatoriale, ivi compresa l’applicabilità, o meno, del citato articolo 32 riconosciuto ai sanitari che intrattengono esclusivamente il rapporto con le Aziende Sanitarie Locali, è consigliabile  rieffettuare una attenta lettura dell’Accordo e della proposta intersindacale.
I vari articoli che potranno essere modificati ed adattati alla specificità del servizio da svolgere, saranno oggetto di trattativa tra le Parti, così come specificato nella proposta intersindacale e non è possibile, al momento, come già ricordato, stabilire quali contenuti variabili, ivi compreso il ricordato articolo 32 che non riguarda le vmcd come si evince facilmente  dalla lettura della norma, saranno eventualmente oggetto dell’intesa, ricordando, ad ogni buon conto, che l’ACN, anche quello applicato in ambito del SSN, è un “pacchetto completo” le cui parti vanno applicate alle varie attività che i medici e i professionisti svolgono nelle AASSLL.
mauro cavoli

riporto dalla scheda precedente di Cavoli



Nella richiesta unitaria presentata da tutte le OOSS è chiaramente indicato che verranno apportate, entro 30 gg dalla data di entrata in vigore del decreto, le modifiche e le integrazioni necessarie al fine di adeguare l’ACN alle esigenze del servizio da espletare.
Quindi, non si può fare riferimento, oggi, ad un articolo che non esiste, costituendo quella parte variabile del contratto se e come  verrà inserito, soltanto dopo l’entrata in vigore del decreto.   
Inoltre, da contatti informali intercorsi con i rappresentanti sindacali che seguono la specialistica ambulatoriale, è emerso che uno dei possibili rischi che il sumai non venga riconosciuto per le vmcd, potrebbe essere l’assenza di attività interne.
Al fine di evitare anche questo ostacolo, e con lo scopo di integrare eventualmente l’attività di controllo, la proposta prevede un pacchetto completo riservato ai medici fiscali comprendente anche attività ambulatoriali interne, il cui svolgimento è però subordinato alla disponibilità del sanitario.
mauro cavoli

domande e riflessioni di Matteo Murano-anmefi



ACN SPECIALISTICA AMBULATORIALE INTERNA – ATTIVITA’ PRESSO IL DOMICILIO DEL PAZIENTE ED EMOLUMENTI FORFETTARI AGGIUNTIVI

L’ACN della Specialistica Ambulatoriale Interna contempla fondamentalmente, per definizione, l’attività “ambulatoriale interna”.

L’unico articolo di tale ACN che prenda in considerazione attività “presso il domicilio del paziente”  è quello riferito alla “ATTIVITA’ ESTERNA E PRONTA DISPONIBILITA’”, tuttora esistente, che prevede la corresponsione di “emolumenti forfettari aggiuntivi”.

Poiché l’attività presso il domicilio del paziente rappresenta l’unico aspetto  lavorativo sovrapponibile  fra la Specialistica Ambulatoriale Interna e la Medicina Fiscale nel momento in cui tale aspetto lavorativo dovesse essere considerato una parte “modificabile” dell’ACN dovrebbero essere considerate “modificabili” anche tutte le restanti parti dell’ACN, in quanto meno attinenti alla Medicina Fiscale, con buona pace della applicabilità di tale ACN alla Medicina Fiscale (tanto varrebbe applicare il contratto dei Metalmeccanici).

Tali emolumenti non necessitano di alcun adattamento alle caratteristiche del lavoro da svolgere in considerazione del fatto che sono corrisposti semplicemente in rapporto allo svolgimento, da parte del medico, di attività “presso il domicilio del paziente” indipendentemente dal tipo di prestazione.

Poiché l’attività presso il domicilio del paziente è una caratteristica integrante ed imprescindibile di tutte le visite fiscali  gli “emolumenti forfettari aggiuntivi” sono parte integrante ed imprescindibile del compenso base.

Non si comprende, inoltre, il motivo per cui l’assenza di attività interne dovrebbe rappresentare un rischio per l’applicabilità del SUMAI alle sole visite mediche di controllo domiciliari considerando che tale ACN prevede espressamente il conferimento di incarichi per lo svolgimento “esclusivo” di attività esterna.

In ogni caso paventare tale rischio non equivale ad affermare che:

E’ da ricordare, infine, per completezza di informazione, almeno di una grossolana forzatura, che l’ACN per i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, cd sumai,non può venire riconosciuto per la effettuazione delle sole vmcd.”

Sarebbe, quindi, opportuno che i firmatari dell’accordo intersindacale precisassero chiaramente e puntualmente quali parti dell’ACN siano, a loro parere, considerate “immodificabili” (punteggi?) e quali “modificabili” al fine di poter valutare non solo il “contenitore” ma anche il “contenuto” e verificare che il “pacchetto completo” non si riveli essere un “pacco” indirizzato verso la Commistione.

Matteo Murano

domenica, agosto 23, 2015

ARTICOLO 32 ACN SPECIALISTICA AMBULATORIALE 23 MARZO 2005

L’ACN della specialistica ambulatoriale, cd sumai, unico contratto esportabile al di fuori del SSN,  è una tipologia contrattuale vicina alla dipendenza e nell’accordo del 30 luglio tra la SISAC e le OOSS del settore, è stata confermata la raccomandazione che lo stesso venga applicato, tra l’altro, anche dall’INPS.
Nell’Accordo vi sono alcuni elementi che non sono modificabili (compenso base, tutele, durata, punteggi, ecc), altri, al contrario, vengono  adattati alle esigenze del servizio da prestare.
E' quello che succede in tutti i CCNL, non c'è nulla di nuovo: basta leggere qualsiasi contratto di lavoro e si scopre che è composto da 2 parti: una immodificabile e l'altra che varia tra le diverse aziende dello stesso settore adattata alle caratteristiche del lavoro da svolgere.
Tra gli elementi  modificabili dell'ACN in argomento, rientra il citato articolo 32 che, come si comprende facilmente dalla sua lettura, riguarda esclusivamente  i rapporti intrattenuti con le AASSLL, tanto è vero che lo stesso, per esempio, non è presente nel “sumai INAIL”.
Nella richiesta unitaria presentata da tutte le OOSS è chiaramente indicato che verranno apportate, entro 30 gg dalla data di entrata in vigore del decreto, le modifiche e le integrazioni necessarie al fine di adeguare l’ACN alle esigenze del servizio da espletare.
Quindi, non si può fare riferimento, oggi, ad un articolo che non esiste, costituendo quella parte variabile del contratto se e come  verrà inserito, soltanto dopo l’entrata in vigore del decreto.   
Inoltre, da contatti informali intercorsi con i rappresentanti sindacali che seguono la specialistica ambulatoriale, è emerso che uno dei possibili rischi che il sumai non venga riconosciuto per le vmcd, potrebbe essere l’assenza di attività interne.
Al fine di evitare anche questo ostacolo, e con lo scopo di integrare eventualmente l’attività di controllo, la proposta prevede un pacchetto completo riservato ai medici fiscali comprendente anche attività ambulatoriali interne, il cui svolgimento è però subordinato alla disponibilità del sanitario.
mauro cavoli

venerdì, agosto 21, 2015

dal collega Matteo Murano -anmefi- :ACN della Specialistica Ambulatoriale e Commistione



Indipendentemente dalla applicabilità dell’ACN della Specialistica Ambulatoriale alla Medicina Fiscale riporto sotto l’art. 32 di tale ACN.



“ART. 32 – ATTIVITA’ ESTERNA E PRONTA DISPONIBILITA’

1. L'azienda, per propri fini istituzionali o esigenze erogative, può fare svolgere allo specialista ambulatoriale o al professionista, incaricato ai sensi del presente Accordo, attività professionale anche al di fuori della sede di lavoro indicata nella lettera di incarico (attività esterna).

In caso di incarico conferito per lo svolgimento esclusivo di attività esterna, come sede di lavoro si intende quella dove avviene la rilevazione della presenza all’inizio dell’orario di servizio.

2. Le prestazioni specialistiche e professionali di cui al comma 1, sono svolte dallo specialista ambulatoriale e dal professionista:

a. nell'ambito dell'assistenza domiciliare integrata (ADI);

b. presso il domicilio del paziente;

c. presso le strutture pubbliche del SSN (residenze sanitarie assistenziali, servizi
socio-assistenziali di tipo specialistico, ospedali, consultori famigliari e pediatrici,
ecc.), scuole, fabbriche, case protette, comunità terapeutiche, carceri ecc.;

d. presso lo studio del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta;

e. nell'ambito delle prestazioni aggiuntive di cui all’allegato D.

3. Detta attività deve essere preventivamente programmata e concordata con lo specialista ambulatoriale o il professionista interessato.

4. Per lo svolgimento di attività esterna al di fuori dell'orario di servizio, allo specialista ambulatoriale è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’art.42, lettera A, commi 1 e 2, rapportato ad un impegno di 90 minuti per ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo accesso siano eseguite ulteriori prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna prestazione successiva alla prima il tempo di esecuzione è determinato in 20 minuti.

5. Per lo svolgimento di attività esterna durante l'orario di servizio e per incarichi conferiti in via esclusiva per tale attività, allo specialista ambulatoriale è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’art.42, lettera A, commi 1 e 2, rapportato al tempo di esecuzione di 60 minuti per ciascuna prestazione. Qualora in occasione di un singolo accesso vengano eseguite ulteriori prestazioni, previa autorizzazione aziendale, per ciascuna prestazione successiva alla prima il tempo di esecuzione è determinato in 20 minuti.

6. Per lo svolgimento di attività esterna al professionista è attribuito un emolumento forfetario aggiuntivo calcolato sul compenso orario dovuto ai sensi dell’art. 43, lettera A, commi 1 e 2, maggiorato del 35% in caso di attività esterna svolta al di fuori dell’orario di servizio o maggiorato del 25% in caso di svolgimento di tale attività durante l’orario di servizio.

7. Per l’attività svolta ai sensi del comma 2, agli incaricati spetta, qualora non sia disponibile l’automezzo aziendale e si avvalgano del proprio automezzo, un rimborso pari a un 1/5 del prezzo “ufficiale” di un litro di benzina verde per Km., nonché copertura assicurativa totale (tipo kasco).

8. Qualora lo specialista ambulatoriale o il professionista operi in un servizio in cui è attivato l'istituto della pronta disponibilità, la stessa dovrà essere assicurata dallo specialista compatibilmente con la propria residenza e con le stesse modalità e lo stesso compenso del personale dipendente.”



Come potrete notare sono espressamente previsti “emolumenti forfettari aggiuntivi”, rispetto all’orario di lavoro prestabilito, in caso di svolgimento di “attività esterna”.

L’applicazione di tali emolumenti forfettari aggiuntivi permetterebbe ai medici fiscali di ottenere una retribuzione equivalente a 36-38 ore di lavoro settimanali anche se il numero delle ore di lavoro settimanali prestabilito fosse notevolmente inferiore a 36-38 ore.

Sulla scorta di quanto sopra mi chiedo perché qualcuno scrive che:

“Abbiamo gia’ ampiamente discusso che non vi e’ alcuna relazione tra le fasce di reperibilita’ del lavoratore e la disponibilita’ che il medico deve garantire, quindi, anche nel caso le fasce del pubblico restassero quelle attuali, al medico potrebbe venire riconosciuto un contratto sumai o altro, non a 38/h settimanali, come avviene nelle AASSLL, dove l’orario non supera le 24/h settimanali. A quel punto che si fa? Si resta con 20/24 h max per scendere nelle sedi periferiche, oppure si pensa veramente che le vmcd sui dipendenti pubblici saranno equamente distribuite a Roma come a RoccaCannuccia?”


Ma anche che:

“E’ da ricordare, infine, per completezza di informazione, almeno di una grossolana forzatura, che l’ACN per i rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, cd sumai, non può venire riconosciuto per la effettuazione delle sole vmcd.”



E soprattutto mi chiedo perché nessuno dei firmatari dell’accordo intersindacale abbia menzionato tali “emolumenti forfettari aggiuntivi” che, se applicati, come previsto nell’ACN, renderebbero meno probabile la Commistione.


Matteo Murano

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